Strumenti Utente

Strumenti Sito


Barra laterale

Entrata
Benvenuti.
Chi siamo
Chi siamo?
Progetti in essere
La vita intorno la chianina
Ex-voto
Federigo Terrosi
Baricci Giulio Piero
Didattica
Mi ricordo che...
Video
Video.
Immagini
Galleria Miro
Presentazioni
Presentazione del 5.8.2016
Interviste
Interviste
Altro
Sulla privacy
Chat
Visite
Ebook


1
online

Nuova pagina

Non sei autorizzato ad aggiungere nuove pagine

Indice.

nolink


Tutti i contenuti della piattaforma sono pubblicati sotto licenza Creative commons - Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo

progetti:mi-ricordo:italo

Tribolati Italo

Commercio Calzature dal 1903

IL LUNGO CAMMINO CON LE SCARPE DEI TRIBOLATI

Sono Italo Tribolati nato ad Abbadia di Montepulciano 11/12/1942. Figlio di commercianti in calzature proseguo l'attività iniziata dai nonni certamente nel 1903 ma verosimilmente anche in precedenza dal babbo di mio nonno ma non ho documentazioni a riguardo.

L'azienda presto verra rilevata dalla figlia Silvia,con un certo punto di orgoglio nel vedere tramandato il lavoro di famiglia,cosi formando la quarta generazione, è il caso di dire : da genitori a figli.

Il babbo Astorre, le figlie, il nonno Andrea

Come tutti i lavori autonomi,anche questo richiede molta pazienza,capacità,serietà,e tutti quei requisiti necessari al buon andamento del lavoro intrapreso. Il tempo passa,l'attivita pogredisce,il babbo Astorre, con il nonno Andrea, continua il lavoro di artigiano e commerciante con la partecipazione della moglie Italia,delle figlie Aurora,Zora,Andreina,si apre un punto di riferimento a Torrita che tengano aperto nel giorno di mercato il venerdi.Gli spostamenti vengano effettuati con la bicicletta dotata di portapacchi sul posteriore e davanti sul manubrio,la Zora mi dice che doveva lasciarla a Porta a Gavina,andare in negozio con i pacchi a mano per esercitare le possibili vendite,

Il fascismo e la seconda guerra

Nel 1938 la nascita della quarta figlia Franca, il babbo si alterna al lavoro dell'artigiano calzolaio con quello di commerciante in calzature. Siamo ai tempi del Fascismo,nel 1940 lo scoppio della seconda guerra mondiale,mio nonno Andrea muore nel 1941,i tempi sono difficili per tutti,si devono fare sacrifici. Era insito in tantissime Famiglie di allora la cultura di un figlio maschio a cui il Babbo non rinunciò assolutamente,la sua tenacia venne premiata con il mio arrivo a dicembre del 1942, non si perde d'animo per tirare avanti e pensare alla famiglia con 5 figli,si alzano presto al mattino,frequentano fiere e mercati,al ritorno si riparano e si fanno scarpe,zoccoli,per poi poter vendere ai clienti nei giorni successivi. Erano i tempi della tessera per il pane,le scarpe,tantissime altre cose ( per non dire tutte ) e per meglio ovviare alla difficolta, ci sono da sfamare 5 figli,il babbo decide di prendere in affitto il podere condotto da dei parenti (il fratello della suocera, Settimio Barbetti) al Carriolo. Tanta è la passione e la conoscenza dell'opera intrapresa (ricordarsi che per il mestiere di calzolaio frequentava le case di contadini e mezzadri recandosi a OPERA nei vari poderi,era questa la dizione appropriata)spronando e incitando con la propria verve che lo caratterizzava,il conduttore Settimio ed in occasione di un mercato-concorso dei tori e torelli di razza chianina svoltosi il 12 e 13 giugno 1943 al foro boario di Montepulciano Stazione, si aggiudica un premio di 2° classe con il torello Torsolino (vedi ricerca all'uopo di Vladimiro Menchicchi) assieme a prestigiosi allevatori,provinciali ed extra provinciali, della razza sopra citata.

A quella artigianale subentra ormai in toto quella commerciale che vedra il suo maggiore consolidamento nel periodo post 1950 non vengono piu gli artigiani calzolai a casa per collaborare con il babbo e coadiuvarlo nelle riparazioni,smetto di addrizzare la semenze e preparare le bullette (piane e non) per le suole delle scarpe grosse e degli zoccoli.Si cominciano a fare approvvigionamenti del manufatto nei calzaturifici e recarsi nelle fabbriche con conoscenza e presenza diretta,con tutti i vari disagi che per tale svolgimento si possano immaginare, i vari opifici non sono in zona ci dobbiamo spostare in Valdarno( Montevarchi,Figline,Firenze,Arezzo) piu tardi nelle Marche,la Zora il sabato sera prima di cena andava alla SVOLTATA a prendere il babbo con la carretta piana che tornava con la SITA dalle varie localita con le merci ordinate ed aquistate,inoltre al venerdi alla Stazione in bicicletta con i portapacchi, compito che poi è toccato a me oltre a una o due sere la settimana andare sempre con la SITA alla stazione di MONTEPULCIANO a ritirare i pacchi (a quei tempi all'ultima corsa era consentito il trasporto di merci).

La frequenza dei mercati era predisposta prima con il barroccio ed il cavallo di dopo con una Citroen trasformata in comioncino, che non ricordo,e prima della partenza dovevano gonfiare le ruote con ben cento pompate!!, poi con una Lancia Artena,anch'essa trasformata come la precedente ma si era dovuto mettere un serbatoio supplementare sopra alla cabina per facilitare il pescaggio del carburante che era cosi diventato a caduta e al ritorno (questo lo ricordo benissimo)dovevo andare a prendere la benzina con una stagna da cinque litri alternando una volta dal VIGNAI,una volta da BUCHIO,il sabato mattina manutenzione del mezzo.Piu tardi un FIAT 615 poi ancora un FIAT 615 questi sono gia nati autocarri quindi meno problematiche nella manutenzione anche perchè le strade sono asfaltate e la viabilità migliore,per ultimo un bel furgone MERCEDES 508 adattato per i mercati alleviandoci dalla fatica di dover caricare e scaricare ad ogni mercato Prendo un po'di tempo per andare a giocare a pallone dopo la scuola con un po' di licenza della Mamma.Era il 1955,si sposa la Zora (uno degli assi portanti dell'azienda)ed io devo dedicarmi a tempo pieno nell'impresa di casa.Passa il tempo,faccio il militare,le sorelle Aurora,Andreina e Franca si impegnano nel lavoro. Purtroppo nel 1967 prematuramente viene a mancare il Babbo e l'azienda viene portata avanti da noi figli con la mamma Italia. Si procede al rinnuovo del parco macchine, si frequentano fiere e mercati con piu presenze e asiduita,sono gli anni dello sviluppo economico e del fare. A Febbraio 1972 mi sposo con la Giuliana, un anno dopo, il 21 Marzo 1973, nasce il primogenito Alberto,assicurando la continuita della dinastia TRIBOLATI. Il lavoro è molto impegnativo (pensiamo alla commercializzazione ed al rifornimento dei vari prodotti che dobbiamo approvvigionare direttamente dai calzaturifici che non si trovano in luogo,ma in Vald'Arno,Vald'Elsa,Marche,Veneto ecc.) specialmente in inverno e le mie sorelle Aurora ed Andriena si sentano meno forti, mia moglie Giuliana deve accudire al figlio, alla suocera, al negozio e ai vari lavori domestici e nel 1978 prendiamo la decisione di cedere la licenza ambulante con l'attrezzatura del caso. Per un certo perido di tempo, tre anni per la precisione, sono compartecipe della realizzazione di apertura di un calzaturificio ad Anghiari dove produciamo scarpe da donna, ci specializziamo nella produzione di stivali, cosa che riusciamo molto bene, ci prendiamo tante soddisfazioni,alle fiere campionarie specialistiche si ricevono visite di colleghi affermati nel settore con complimenti per i nostri prodotti ed elogi personali. Arriviamo ad avere una ventina di collaboratori tra interni ed esterni, l'azienda richiede una mia presenza sempre piu impegnativa, devo decidere se posso trasferire tutto il mio impegno nel nuovo lavoro, lasciare l'attivita di commerciante per passare a quella di produttore oltre a tutte le altre cose che implicavano nella mia scelta. prendo la decisione di rallentare la mia presenza, demando parte delle mie manzioni al figlio del mio socio con la cessione di parte di quote con la clausola della cessione totale a mia semplice richiesta, cosa che avviene con la presentazione del campionario primavera/estate 1981. L'impresa commerciale sente il dovere di una nuova trasformazione ed ampliamento, i tempi rendano necessari una presenza sul mercato di prodotti ed oferta migliore al pubblico,il 2 maggio 1981 inauguriamo il terzo punto vendita a Sinalunga e da impresa Famigliare ci trasformiamo in S.N.C. con quote paritetiche tra soci ( mia Mamma, mia sorella Andreina, mia moglie Giuliana ed Io ) decisione supportata dal ritorno ad Abbadia di mia sorella Zora che nel periodo matrimoniale a Genova aveva sempre praticato ed espletato l'attivita commerciale nel settore delle calzature,come collaboratrice, ed altro personale dipendente. Il 5 dicembre 1982 arriva la secondogenita Silvia. Erano tempi che il lavoro girava, la gente spendeva con facilita,l'economia in generale era molto prospera con tutte le categorie di lavoratori, bastava un po' di voglia di fare, un benessere diffuso e fiducia nella popolazione per il futuro,il mercato richiedeva prodotti più alti di qualita con modellature particolari,ed in questo ci avvantaggiava la nostra esperienza ed il buon gusto nella scelta della modellatura nella collegialita delle mie sorelle Zora,Andreina,mia moglie Giuliana mentre io mi occupavo del settore qualitativo forte della mia esperienza passata nel calzaturificio sulla scelta dei materiali ed assemblaggio delle parti. Eravamo tutti impegnati in azienda, i figli crescono anch'essi dandoci una mano,Alberto in negozio,in magazzino aprendo gli scatoloni e mettendo a scaffale la merce in arrivo,mentre la Silvia passa il tempo con la mamma in negozio,cosa che le verra di comodo in futuro

progetti/mi-ricordo/italo.txt · Ultima modifica: 09/07/2016 15:46 (modifica esterna)