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documenti:razza-chianina:premessa

1-PREMESSA

di Vladimiro Menchicchi.

Prima di cominciare devo dichiarare che sono digiuno di zootecnia e che fino a quattro anni fa non ne ero affatto interessato: basti pensare che, pur essendo figlio di un toraio della Fattoria dei Ciuffi, non avevo mai visto una mostra bovina, nonostante che fino al 1974 le mostre erano fatte a Montepulciano Stazione, a qualche chilometro da casa mia.
A volte, però, basta poco per prendere interesse a qualche cosa nuova. Posso dire che la scintilla che ha acceso il mio interesse è stata una fotografia.
Nel tinello di casa mia, sopra ad un mobile, da più di trent'anni, c'è una foto ingrandita dove è ritratto mio padre con un toro da monta1). Circa quattro anni fa, esattamente sotto le feste di Natale, una sera, mia madre andò a cercare qualcosa nella camera della mia povera nonna. Dopo un po' tornò in cucina consegnandomi alcune piccole foto. Osservandole mi accorsi che una era l'originale dell'ingrandimento che si trovava nel tinello. Chiesi informazioni sul perché di quel tipo di foto ne avessimo una solamente; mio padre aveva accompagnato tantissimi animali alle mostre bovine e senza dubbio dovevano esserci altri documenti fotografici che lo attestavano. Mia madre rispose che si ricordava poco e che, se ci fosse stato altro materiale in circolazione, lo doveva avere un mio cugino che abita a Sinalunga. Aggiunse anche che se mi interessavano altre foto, avrei dovuto rivolgermi al nostro vicino Mario Menchetti 2) perché di sicuro lui ne aveva.
Dopo qualche giorno, andai da mio cugino a fargli gli auguri di Natale e chiesi se aveva dello foto. Rispose che ne aveva solamente una, dove era ritratto suo padre con il toro Bazzotto e mi disse che gli era stata data da un organizzatore della manifestazione “Il Gigante Bianco” di Bettolle. Passai dal Menchetti e ne raccolsi un'altra decina; in diverse era ritratto mio padre. Una in particolare mi fece emozionare perché, ritratti vicino a un bellissimo animale, c'erano mio padre e mio zio insieme. Chiesi a Mario il nome del toro e dove era stata scattata la foto. Purtroppo non si ricordava. Feci stampare le foto e alla fine del 2011 ne avevo una quindicina.3) Queste foto mi riportarono ai ricordi di quando ero ragazzino e a parlare con mia madre, cosa che non facevo da anni. Guardavo le foto, cercavo di collocarle nel tempo osservando ogni minimo particolare e in questo mia madre mi ha dato una bella mano. Mi ha raccontato molti particolari, ad esempio che lei di questi animali aveva paura e loro l'avevano capito. Mi ha detto anche che io non li temevo e si ricordava che spesso, quando nella Fattoria dei Ciuffi, con gli amici della Torre giocando a nascondino, mi nascondevo in mezzo ad essi.
Voler sapere cosa succedeva intorno a questa razza mi prendeva sempre di più. Nel mese di gennaio contattai tutte le persone possibili che mi potessero dare qualche informazione, qualche documento, qualche altra foto. Ringrazio di cuore chi mi ha dato una mano perché ha alimentato in me la voglia di andare avanti.
Mi misi in contatto con “L'Associazione Amici Della Chianina” di Bettolle ma fui snobbato perché non ero in possesso di un biglietto da visita. Nonostante l'esito negativo di questo approccio, non mi scoraggiai, che anzi la delusione si trasformò subito in volontà di andare avanti in questa ricerca che mi appassionava sempre più.

I primi che contattai furono i fratelli Santi e Mario Roghi che erano vecchi amici di mio padre. Parlare con loro mi dette molta soddisfazione perché raccontarono molte cose del passato. Soddisfazione più grande anche perché tuttora questa famiglia possiede una stalla di una trentina di capi gestita dall'amico Luciano, figlio di Mario. Con lui ho potuto visitarla.

Luciano mi dette qualche altra foto e il catalogo del Mercato-Concorso di Arezzo 1970.
Questo catalogo iniziò a farmi capire che era possibile vedere anche attraverso le foto e le schede di ogni toro la differenza fra un animale e l'altro e che intorno a questi animali ruotavano molte persone, più o meno qualificate, che lavoravano seriamente.
Così, mi buttai anima e corpo alla ricerca di questi cataloghi, convinto che tramite questi si potesse fare una bella ricerca, ma i cataloghi non si trovavano.
Con l'aiuto del Sig. Franco Franchi, ex Controllore della razza Chianina, mi misi in contatto con un impiegato dell'A.P.A (Ass. Prov.le Allevatori). Probabilmente mi imbattei nella persona sbagliata, una di quelle “meno qualificate” di cui ho già parlato. Il secondo catalogo, datomi da Giorgio Serafini, era quello relativo al Mercato-Concorso di Montepulciano Stazione 1971 che fu l'ultimo ad essere stato effettuato nel Foro Boario.
Ero contento di questo materiale raccolto nel mese di gennaio, ma cercavo altro: qualcosa degli anni '50, gli anni in cui i miei familiari avevano allevato quegli animali.
Però ero scoraggiato ed avevo quasi deciso di fermarmi, ma ai primi di Febbraio del 2012 fui cercato dal mio ex compagno di scuola Giordano Cioli che voleva notizie riguardo l'ex collegio P. Magnanet di Montepulciano.
Ci incontrammo a casa sua e dopo aver sbrigato la faccenda del Magnanet, gli raccontai della ricerca. Cioli si alzò, andò nella stanza dove ha un archivio cartaceo di valore e ritornò con 95 foto che ritraevano animali di razza chianina.
Iniziammo a guardarle e mentre lui rimaneva indifferente, a me molte di quelle immagini erano familiari, perché insieme all'animale c'erano ritratte persone che conoscevo, e soprattutto attirarono il mio interesse perché nel retro di ogni foto c'era scritto il nome del soggetto oppure il nome della fattoria a cui apparteneva.
Oltre ai miei familiari a fare il mestiere di toraio, in un certo periodo, ci furono anche due zii di mio padre e uno di mia madre. Con questo zio che era stato l'ultimo toraio ad avere in cura il famoso toro Donetto alla Fattoria di S. Polo presso Montallese, parlai diverse volte.
A Giordano chiesi perlomeno le foto nelle quali avevo riconosciuto qualcuno o qualcosa. Lui me le fece stampare e me le consegnò dimostrandosi l'amico che avevo conosciuto nell'adolescenza. Nel giro di una settimana mi ritrovai con circa centoventi foto
Dai Mencattelli, che sono i figli degli ex torai dello Svetoni, ebbi, oltre ad un paio di foto, anche i cataloghi degli anni 1962 e 1964. Con le foto non avevo problemi. Per il materiale cartaceo fui aiutato da Sauro Paolucci, un amico di Torrita, anch'egli appassionato di bestiame e titolare del negozio “Buffetti”, il quale fece le fotocopie di cui avevo bisogno.

La mia soddisfazione non era soltanto nel cercare e trovare questo materiale ma anche poter parlare con chi aveva lavorato nel settore.
Grazie al suggerimento di Ademaro Lazzerini, mi misi in contatto con Giorgio Avanzati, il quale oltre a darmi il materiale che aveva si mise a mia disposizione in varie circostanze. L'apporto di questo signore è stato determinante affinché la ricerca andasse avanti.
Ad esempio fu molto esauriente quando gli chiesi della Coppa Kennedy 4), della quale mi dette la foto, dicendomi dove si trovava e tutto quello che c'era da sapere su questo prestigioso trofeo.
La coppa si trovava nella Fattoria di S. Caterina dove mi recai. Qui ebbi modo di conoscere il gentilissimo direttore Massimo Carnasciali che purtroppo non poté farmi vedere la Coppa. Acconsentì però a farmi fotografare il cartellone dove sono elencati i nomi degli animali che parteciparono alla mostra internazionale di Milano del 1948. Ebbi così la conferma di ciò che mi aveva raccontato il mio amico Giorgio Nizzi che, allora ventenne, aveva accompagnato il vitello a questo evento.

Nel mese di Marzo, incontrandomi casualmente con Andrea Rossi, sindaco di Montepulciano, gli dissi che ero in possesso di diverse foto di bovini riguardanti la nostra zona e lui mi chiese di vederle; dopodiché mi chiese se ero disponibile a ingrandirle per farci una mostra fotografica da esporre nell'ambito della Fiera dell'agricoltura di Tre Berte.
Io detti piena disponibilità a patto che fossero stati d'accordo anche coloro che mi avevano fornito il materiale.
Così, con il patrocinio dell'amministrazione comunale, dopo aver scelto e catalogato una sessantina di pezzi, nel mese di Maggio 2012 le esponemmo a Tre Berte.
Durante la fase di preparazione della mostra ci promettemmo, tutti quanti, che queste foto dovevano essere divulgate il più possibile.
Nel frattempo aderii con piacere alla ricerca che alcuni amici denominatisi “Ricercatori liberi Chianini” avevano iniziato sulla Fattoria dell'Abbadia. Tra loro c'era anche la signora Laura Ciuffi attuale comproprietaria della storica fattoria. Da lei e dal direttore del suo allevamento, Mario Pepi, ho ricevuto tantissimo materiale.
A questo punto il materiale raccolto era consistente, però si trattava solo di materiale fotografico. Avevo bisogno perciò di trovare documenti che mi permettessero di catalogarlo; mi servivano i famosi cataloghi dei Mercati-Concorso. Ne parlai con Laura e Mario Pepi ma purtroppo anche in Fattoria non c'erano più ad eccezione di uno del 1966.

Un'iniziativa interessante sulla chianina la facemmo nel mese di Ottobre 2012 ad Abbadia di Montepulciano. La facemmo in collaborazione con la “Falegnameria Contenitore Creativo” di Danilo Nizzi ed in onore dell'azienda Ciuffi per ringraziare della disponibilità i fratelli Nicola e Laura.
La presentazione si svolse nelle ex scuole elementari oggi centro civico del paese.
In questo posto potemmo organizzare una cosa diversa dalla solita mostra fotografica. Nel piazzale antistante il Centro Civico, dove una volta noi ragazzi andavamo a giocare e oggi purtroppo destinato a parcheggio di auto, esponemmo le foto. All'interno, nella stanza del Punto Paas di Abbadia, dove sono collocati sei computer recuperati dalle aree ecologiche5), abbiamo esposto delle presentazioni multimediali. Nella sala grande, oltre ad aver allestito una mostra con delle Coppe e altro materiale arrivato dalla fattoria, abbiamo organizzato un dibattito sull'argomento in questione. In questa occasione fu gradita la presenza del Sig. Pietro Giannini il quale, avendo una certa età, ebbe modo di raccontare molto di ciò che succedeva ai suoi tempi.
Questo signore mi dette ad intendere che avrebbe gradito parlare con me e che, se fossi andato a trovarlo, mi avrebbe fatto vedere delle cose che possedeva e che aveva conservato con cura.
Non persi tempo e appena possibile mi recai da lui. Chiaramente non potevo presentarmi a mani vuote e gli consegnai un dischetto che avevo preparato con foto degli animali più interessanti.
Lui mi fece vedere cosa aveva e tra il suo materiale riuscii a fotocopiare il catalogo dell'anno 1960, forse uno dei più importanti che ho trovato. In quell'anno a Montepulciano Stazione furono iscritti ben 474 soggetti maschi e l'ultimo era Giogo 378 SI del quale tutti dicevano che era un fenomeno. Ma a parte il proprietario, solo io, da quel momento, ero in grado di dire a tutti chi era realmente questo animale.

Dal Maggio 2012 al 20 di Gennaio 2013, con l'aiuto di pochi amici, la mostra fotografica fu approntata ben altre sette volte.
Appena ho rallentato di stimolare gli Enti locali, negli ultimi due anni, la mostra fotografica è uscita solo due volte. Come di consueto i politici non si smentiscono: con loro le promesse rimangono tali.
Chiuso il discorso delle mostre fotografiche, personalmente avevo staccato la spina.
Un giorno ricevetti una telefonata dal mio amico Giordano che mi comunicava i complimenti del sindaco di Chiusi per le foto che aveva visto all'esposizione di Montallese. Giordano ora era intenzionato a scrivere di questa razza approfittando della mia collaborazione.
Io gli risposi che sostanzialmente ero d'accordo, ma che con il materiale che avevamo non c'era da scrivere più di tanto.
Giordano mi disse che aveva già dato un'occhiata nel suo archivio e aveva trovato delle cose interessanti da esaminare.
Purtroppo abitiamo distanti una ventina di chilometri quindi non potevamo lavorare fianco a fianco.
Lui ci lavorava da S. Albino e io che nel frattempo avevo iniziato al Punto Paas a fruzzicare con il computer con l'aiuto del mio amico Cesiano, in breve tempo sistemai il mio lavoro.
Se prima io e il computer eravamo come il cane e il gatto, ora cominciavamo a diventare amici e, siccome al Punto paas chiunque può accedere liberamente, io e i computer abbiamo cominciato a frequentarci spesso.
Navigando su Internet trovavo cose interessanti, ma troppo vicine ai nostri giorni.
Su consiglio di Luciano Roghi, iniziai a visitare il sito dell'A.N.A.B.I.C 6). Trovai cose interessanti e una mi incuriosì particolarmente: quella sulle genealogie degli animali.
Pensai subito di farle anche per i soggetti di cui avevo trovato le foto. Purtroppo nella banca dati di questa associazione le genealogie iniziano dall'anno 1972 e quindi, eccetto che per pochi animali, per i soggetti nati prima non avrei avuto aiuto.
L'unico strumento che potevo utilizzare erano i cataloghi delle mostre bovine, ma ne avevo solamente 7 e potevo fare poco.
Un po' di fortuna non guasta mai: essa per me arrivò a fine Marzo del 2013.
Mentre assistevo a una mostra bovina a Camucia incontrai l'ex controllore Franco Franchi il quale mi disse che mi voleva conoscere Ottorino Vanni 7), allevatore di Montagnano ed ex toraio della Fattoria di Font'a Ronco.
Ottorino, aveva saputo che avevo del materiale riguardante la razza chianina e siccome ne aveva anche lui, mi disse che gli avrebbe fatto piacere poterlo confrontare col mio.
E così facemmo: confrontammo i nostri documenti ma a lui delle mie cose mancava poco. A me invece dello scatolone di materiale che possedeva lui mancava quasi tutto. Non ebbi coraggio di dirglielo e scelsi alcune cose più interessanti.
La cosa più simpatica e anche emozionante avvenne quando stavamo per salutarci. Ottorino mi chiese chi ero e perché ero interessato alla chianina.
Gli dissi il mio nome e cognome, dove avevo vissuto da piccolo e che la mia famiglia, dal 1950 al 1963 aveva svolto l'attività di torai presso i Ciuffi.
Ottorino mi disse che conosceva tutte le famiglie della Val di Chiana che avevano lavorato come torai, ma il mio cognome non lo ricordava.
A me venne in mente di dirgli il soprannome della mia famiglia: forse avrebbe capito chi ero.
Difatti appena pronunciai la parola “Collese”, Ottorino si alzò di scatto e mi chiese che rapporto avevo con il “Bibi” 8).
Gli risposi che era mio padre e che purtroppo era morto.
Allora Ottorino mi disse che anche se era un po' più giovane di mio padre se lo ricordava bene e con lui aveva passato dei bei momenti alle mostre bovine.
Dopo mi chiese di attenderlo. Uscì e ritornò con i suoi fratelli ai quali fui presentato.
Riprese il poco materiale che avevo scelto, lo rimise nello scatolone, mi disse di prendere tutto e che potevo tenerlo quanto volevo. Disse anche che la mia roba l'avrebbe restituita alla fiera dell'Agricoltura di Tre Berte, dove lui doveva presenziare come giudice di gara.
Poi, come usava una volta, mi dette due pacche nella spalla, mi disse che era stato molto contento di avermi conosciuto, mi strinse la mano e mi salutò consigliandomi di essere prudente nel viaggio che dovevo fare verso casa.
Il materiale che mi aveva dato il Vanni era tanto e interessante. Lo feci fotocopiare in modo che potessi restituire l'originale e poterci lavorare con calma.
Di cataloghi dei Mercati-Concorso ne trovai 16 che aggiunti ai 7 che avevo divennero 23. Quindi delle 30 mostre effettuate dal 1946 al 1974 a Montepulciano Stazione e ad Arezzo ero in grado di sapere quasi tutto.
Ad esempio dai cataloghi sono riuscito a stabilire chi iscriveva animali, la grandezza degli allevamenti, chi erano gli allevatori, i mezzadri; potevo, insomma, avere un'idea sui soggetti migliori.
Ma la cosa più importante che ho potuto fare con l'aiuto di questi strumenti, sono stati gli alberi genealogici.
Oggi alle genealogie che l'A.N.A.B.I.C. possiede dal 1972, possiamo aggiungere quelle, più o meno approfondite, degli animali nati dal 1920 al 1971.

Ringraziamenti

Come avete notato nella premessa ho citato alcune persone, che ringrazio.

È vero che la cosa importante per la realizzazione di questo lavoro è stato il materiale raccolto, ovviamente fornito da tante persone, ma la cosa che mi ha gratificato di più è stata la possibilità di allacciare rapporti umani con coloro che mi hanno aiutato.
E non adopero due pesi e due misure, per me tutti sono sullo stesso piano.
Tenendo conto che ho superato la sessantina e devo ritornare con i ricordi indietro di quattro anni, mi scuso in anticipo con coloro che potrebbero rimanere fuori dalla lista che andrò a compilare.
Ringrazio:

  • Mario e Mauro Pifferi,
  • l'Az. S. Polo,
  • il direttore Emanuele Bizzi e lo stalliere Enzo Mazzetti dell'allevamento di Trequanda,
  • gli allevatori della Val D'orcia, Nardi, Pecci, Magnaterra e Rappuoli,
  • gli allevatori della zona di Montallese, Damiano e Vanni Frigo, Trettel e Furlani,
  • le famiglie Meniconi di Montallese, di Tre Berte e del Salcheto,
  • Luca Paolucci e Famiglia,
  • Luciano Vannozzi,
  • Giulio Avanzati e gli amici del Circolo ARCI di Valiano,
  • Ilvo Trabalzini di Torrita,
  • Angiolino Menchi,
  • Marcello Pastonchi ,
  • Vinicio Bombardi,
  • Piero Gorelli,
  • Filippo Neri,
  • il Dott. Roberto Menconi - Medico Veterinario,
  • la signora Ada Mencattelli,
  • i Fratelli Brunello e Roberto Mencattelli,
  • Mario Sguerri di Chianacce,
  • Pietro e Emilio Massi,
  • Andrea, Giovanni, Aldo e Riccardo Vanni di Montagnano,
  • Claudio e sua madre Marcella Mozzini,
  • Vera Meoni,
  • Graziano Mozzini,
  • Gino Mozzini di Sinalunga,
  • Giuliano Presenti,
  • Ademaro Lazzerini,
  • Livio Rocchi,
  • la famiglia De Pari,
  • Giuliano e Giorgio Serafini,
  • Umberto Buracchi,
  • Alberto Fei,
  • Loris Cortonesi,
  • Luigi Della Giovan Paola,
  • Niccolò Castellani, Carla Castellani e le loro famiglie di Torrita,
  • i titolari della Macelleria Terrosi di Torrita,
  • Camillo Salvadori,
  • Danilo Salvadori,
  • Giulio Bernardini e gli amici che frequentano il negozio “Buffetti” di Torrita,
  • mio cugino Luciano Menchicchi,
  • Emanuela Mozzini,
  • il Dott. Stefano Menchetti,
  • il Dott. Paolo Luatti di San Casciano Bagni,
  • il Dott. Piervincenzo La Bella - Medico Veterinario,
  • Adriano Cassioli,
  • Mara Baricci,
  • Gloria Monni,
  • Angela Barbetti,
  • il Dott. Graziano Pucci,
  • i ricercatori liberi chianini Giulio Fé e Alessandro Angiolini,
  • Cesiano Del Maso,
  • Emiliano Palei,
  • Carlos Gentile,
  • Leonetto Tistarelli,
  • Paola Marchi,
  • Mario (Giulio) Palmerini - Ex toraio dell'azienda Puccio Prefumo di Bettolle,
  • Italo Tribolati,
  • Santi Barbetti.
1) Uno dei pochi animali che non sono riuscito a catalogare
2) anche lui toraio della Fattoria di Abbadia, foto scattata a Parigi nel 1985.
4) Coppa Kennedy Istituita nel 1946 dal colonnello Douglas Kennedy, inglese, che durante la guerra aveva vissuto in zona e si era appassionato a questi animali. In un viaggio di piacere, a fine guerra, nel 1946 offrì una coppa che sarebbe stata assegnata, definitivamente, all'allevamento vincitore per tre edizioni, anche non consecutive. Vedi foto→
5) e funzionanti esclusivamente con programmi liberi
6) Associazione Nazionale Allevatori Bovini Italiani da Carne →http://www.anabic.it/
8) Il "Bibi" Enso Menchicchi detto il Bibi, toraio della Fattoria Abbadia. Vedi foto →
documenti/razza-chianina/premessa.txt · Ultima modifica: 15/04/2018 17:10 da miro