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documenti:razza-chianina:5ago2016

Iniziativa pubblica del 5 agosto 2016

Centro civico di Abbadia di Montepulciano

Il Mito e la Storia: appunti sulla ricerca di V. Menchicchi intorno all'allevamento e alla costruzione della razza bovina detta “chianina”.

Introduzione di Mariano Fresta

Quando si parla delle vicende umane spesso incontriamo il Mito.
Cos'è il Mito? E' in sostanza una favola che serve a spiegare certi avvenimenti la cui origine reale, per mancanza di documenti e strumenti adatti, la ragione non conosce.
Esempio molto semplice: quando studiavamo la storia di Roma antica, ci imbattevamo nel Mito di Romolo e Remo (allevati da un animale totemico) che fondarono una città che sarebbe divenuta caput mundi.
Ma poi è intervenuta la storia con tutti i suoi strumenti che, basandosi su fonti documentarie (archivi, scavi archeologici, confronti con altre fondazioni di città antiche) ci ha fatto capire come è nata Roma e ad interpretare i vari elementi del racconto mitologico come momenti di storia politica, economica e culturale.
Se è lecito paragonare le cose grandi ed importanti con quelle piccole e meno importanti, possiamo dire che per parlare della razza chianina per molti decenni ci siamo avvalsi di racconti mitici, di favole. Siccome di essa non sapevamo nulla, ci arrampicavamo sugli specchi, citando gli antichi poeti latini che ci parlavano di “bianchi buoi” usati in alcuni riti religiosi, nelle processioni di alcune divinità. Si discuteva, anzi si chiacchierava della sua probabile origine (nata nella zona della Chiana? Importata da altre zone?) e negli ultimi anni ci si rammaricava che essa era quasi in procinto di estinguersi. Tra l'altro il mito si nutriva di fatti concreti come il candore del mantello dell'animale, la sua possanza e il suo gigantismo.
Qualche anno fa a Bettolle hanno cominciato ad organizzare una manifestazione annuale dedicata alla razza chianina e soprattutto ad un grande veterinario, uno scienziato che molto si prodigò per la valorizzazione di questa specie animale. E così è nato un altro mito, quello del dottor Ezio Marchi che è diventato quasi l'inventore della razza Chianina. Certo il Marchi fece molto per questo animale e avrebbe fatto di più se non fosse morto giovane. Se gli organizzatori delle celebrazioni bettolline si fossero, tuttavia, dati la pena di andare a vedere di chi era figlio Ezio Marchi, si sarebbero accorti che il padre di questi, anche lui veterinario, aveva fatto già grandi cose per la chianina; e se fossero andati ancora più indietro, avrebbero trovato altri personaggi molto importanti, sia nel campo dei veterinari (come il Luatti), sia nel campo degli allevatori (i Bastogi, per esempio), perché, senza la riorganizzazione delle fattorie granducali della Val di Chiana e senza l'intervento di alcun proprietari lungimiranti, oggi parleremmo della razza chianina con argomenti diversi.
E' merito di Vladimiro Menchicchi, meglio conosciuto come Miro, se oggi possiamo dire che il mito della chianina non esiste più e c'è al suo posto la storia, con i suoi fatti, con i suoi documenti, con le considerazioni e le riflessioni. Oggi possiamo dire che il velo che ricopriva la storia della chianina e la rendeva misteriosa, non c'è più. E' bastato che una persona, dotata di curiosità, di tanta pazienza e di tanta passione, avesse scoperto tra le carte dell'archivio dell'azienda Ciuffi qualche notizia riguardante le vicende dei tori, di cui suo padre era stato allevatore (come “toraio”), per mettersi a ricercare, a prendere appunti, ad informarsi presso chi aveva lavorato nelle stalle di questa razza, a rintracciare tutte le notizie possibili ed immaginabili, per avere finalmente delle certezze.
Quando si parla di grandi filologi, cioè quegli studiosi che lavorano su documenti antichi, affidandosi a frammenti di notizie, ricostruendo testi incompleti, basandosi su quello che altri hanno scritto, che rovistano negli archivi alla ricerca di piccoli indizi che possano far luce su un evento, su un'opera, si parla di ACRIBIA per indicare la meticolosità, quasi la pignoleria dello studioso. L'acribia però non è la pignoleria del burocrate che esige che tutti i bolli e tutte le firme siano a posto: è invece l'atteggiamento di chi, davanti ad un oggetto misterioso, cerca tutti i modi e tutti gli accorgimenti che siano capaci di svelare il suo mistero. Bene, Miro è certamente un ricercatore dotato di grande acribia, che non si è lasciato sfuggire nulla e che con grande tenacia è riuscito a delineare un quadro preciso ed esauriente delle vicende che hanno interessato negli ultimi duecento anni la razza chianina.
Centrale nella ricerca delle origini e dell'evoluzione di questa razza è sapere il momento in cui si incomincia scientificamente a pensare come tutelare e salvaguardare la razza: si facevano ipotesi disparate, ma a Miro è stato facile individuare quale è stato il periodo preciso, gli è bastato ragionare su una scoperta quasi casuale (ma la casualità nell'indagine filologica non esiste, proprio per quell'atteggiamento pignolo, per l'acribia che tiene in considerazione anche le cose più piccole e più banali); egli scopre che in un dato momento storico nella fattoria di Abbadia viene comprata una bascula. Che è uno strumento indispensabile per capire se un animale fa dei progressi rispetto agli altri o tutto rimane fermo. Basti un esempio concreto: alla fine del settecento un animale adulto raggiungeva appena i 6 quintali di peso, oggi siamo arrivati a considerare una cifra doppia. Senza la bascula, questo tipo di misurazione non si può fare. Se nella fattoria dell'Abbadia era stata comprata una bascula, vuol dire che non si fidavano più della “stima” che sensali, macellai e allevatori facevano ad occhio: occorreva uno strumento che misurasse il peso vero di ogni animale per vederne i progressi, per verificarne la crescita e con essa l'efficacia reale dei metodi di allevamento usati.
Come dicevo prima, la nostra ammirazione va al gigantismo di questi animali; senza però un intervento scientifico, la natura da sola produce solo pochi esemplari di natura monumentale; gli altri individui non solo tali da richiamare la nostra attenzione. Occorre dunque, per avere una razza che produca esemplari di un medio buon livello, stare attenti agli accoppiamenti; ed ecco la necessità di stazioni di monta controllate dalle autorità, ecco la necessità di approntare i cosiddetti alberi genealogici che ci dicono di ogni esemplare chi sono stati i genitori, che segnano i suoi progressi di peso da un anno all'altro e, trattandosi di tori, chi sono stati i figli più importanti.
Per arrivare ad avere alberi genealogici di una certa serietà occorre aspettare gli anni Trenta del secolo scorso; e non sempre essi sono esaurienti e spesso sono limitati nel tempo e nello spazio. E' stata necessaria la pazienza da monaco certosino di Miro per avere alberi genealogici degni di attenzione scientifica. Egli ha schedato tutti gli animali che hanno in qualche modo migliorato la razza chianina, ha spulciato giornali, riviste, manifesti pubblicitari, per arrivare a darci di ogni toro tutte le notizie necessarie. Sono centinaia le schede che Miro ha prodotto; esse costituiscono forse l'archivio più grande ed importante che esista su questa razza. Allevatori, veterinari e studiosi di zootecnia hanno a disposizione uno strumento di studio e di comparazione utilizzabile in qualsiasi momento e gratuitamente; la ricerca, infatti, non si trova su carta stampata che si sarebbe tradotta in un pesante volume di migliaia di pagine e che avrebbe avuto un alto prezzo di costo e di vendita, bensì corre sulla ragnatela di Internet, è a disposizione di tutti, basta avere un po' di pazienza.
Accanto alla storia e alle cifre, forse un po' aride a leggersi, la ricerca è corredata da una documentazione iconografica che soddisfa pienamente anche la vista. Centinaia, infatti, sono le foto di tori, di torai, di allevamenti, di luoghi, alcune delle quali fanno mostra di sé in questa sala.
Che dire ancora? Soltanto grazie a Miro, la cui fatica ci ha regalato un pezzo importante della storia economica e agraria della val di Chiana.
Mariano Fresta1)

Alcune immagini dell'iniziativa

documenti/razza-chianina/5ago2016.txt · Ultima modifica: 12/08/2016 16:16 da cesiano