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Biografie.

BIOGRAFIE IN BREVE DI BETTINO RICASOLI E PIETRO BASTOGI di Giulio Fè

BETTINO RICASOLI

Bettino Ricasoli, soprannominato “Il Barone di ferro” per la sua intransigenza morale è considerato con Cavour, Mazzini e Garibaldi uno degli artefici dell'unità d'Italia.

Nato a Firenze il 9 marzo 1809 da una ricca famiglia fiorentina in decadimento, vive la sua infanzia quasi sempre insieme alla famiglia nel Castello di Brolio. Dovette interrompere giovanissimo gli studi di agraria a causa della morte del padre che lo lasciò in un mare di debiti per cui dovette essere dichiarato maggiorenne per decreto all'età di 18 anni.

Nel 1848 inizia la sua ascesa politica con l'elezione a Gonfaloniere di Firenze.

Nel 1859 viene nominato Ministro dell'Interno del Governo Provvisorio Toscano e fu il vero protagonista dell'annessione della Toscana al nuovo Regno d'Italia nato il 17 marzo 1861.

Sempre nello stesso anno fu l'esecutore materiale dell'abolizione dell'Ordine Equestre di S. Stefano al quale appartenevano molte fattoria in Val di Chiana, contribuendo anche, alcuni anni dopo, alla stesura del decreto con cui si sanciva la pubblica vendita di tutte le fattorie detenute dallo Scrittoio delle Possessioni. Provvedimenti che gli verranno utili quando in data 11 febbraio 1864 , insieme al Conte Pietro Bastogi acquisterà per Lire 1.167.000,45 la Fattoria dell'Abbadia nata nel 1805 da una scissione dalla originaria Fattoria di Bettolle.

Politicamente apparteneva al “partito” della Destra Storica, nata con Cavour e composta principalmente dall'alta borghesia e dai proprietari terrieri che governerà il paese nel primo decennio dell'unità d'Italia.

Il 12 giugno 1861 raggiunge per la prima volta l'apice della sua carriera politica , succedendo a Cavour nella carica di Primo Ministro. Si dimetterà il 3 marzo 1862 per gravi incompatibilità con il Re Vittorio Emanuele II ma anche per le trappole che via via il suo rivale e successore Rattanzi spargeva lungo il suo cammino.

Ritorna alla guida del paese il 20 giugno 1866 succedendo ad Alfonso La Marmora per uscire definitivamente dalla scena politica il 10 aprile 1867 , quando con le nuove elezione gli succede ancora una volta Urbano Lattanzi.

L'unica carica politica che mantenne fu quella di Sindaco di Gaiole in Chianti.

Fondatore dei giornali La Patria e la Nazione , il suo nome è legato e ricordato soprattutto per la sua“ creatura” per eccellenza, quel vino Chianti che diverrà famoso in tutto il mondo.

Ricasoli muore nel suo Castello di Brolio il 23 ottobre 1880.

PIETRO BASTOGI

Pietro Bastogi nasce a Livorno il 13 gennaio 1808 da una famiglia di commercianti di spezie originaria di Civitavecchia. Studia presso i frati barnabiti. Giovanissimo conosce Mazzini e fa parte della Giovine Italia di cui diviene Tesoriere. Ministro delle Finanze dal 3 aprile al 12 giugno 1861 con il primo governo Cavour , mantiene l'incarico con il governo presieduto dall'amico Bettino Ricasoli (12 giugno 1861 3 marzo 1862). Entrerà in stretti rapporti con quest'ultimo, tali da permettergli di acquistare in comproprietà nel 1864 la Fattoria dell'Abbadia di cui diviene unico proprietario nel 1877 quando Ricasoli decide di lasciare e vendere la sua quota aziendale. Durante il governo Ricasoli gli viene affidata la Concessione delle ferrovie meridionali su cui nacque uno scandalo che dette luogo ad una lunga inchiesta , terminata con una censura nei suoi confronti e di altri deputati.

Nel 1862 fonda la Banca Toscana di Credito per l'Industria e Commercio con cui molto probabilmente finanzierà l'intera operazione di acquisto della Fattoria dell'Abbadia.

Sempre in quegli anni fonda la Società Italiana per le strade ferrate Meridionali da cui nascerà in seguito il noto Gruppo Bastogi.

Sposato con Caputi Adele.. avrà tre figli Enrichetta Giovanni Angelo e Gioacchino.

Quest'ultimo si dedicherà come il padre alla politica e sarà rappresentante della Destra nel collegio elettorale di Montepulciano dove risulterà eletto prima alla Camera e poi al Senato del Regno per 5 legislature dal 1892 al 1909. Tante le opere realizzate nella città Poliziana durante il suo mandato una per tutte il bellissimo Museo .

Pietro Bastogi muore a Firenze il 21 febbraio 1899.

Dpo la sua morte, la Fattoria dell'Abbadia passerà ai due figli, per finire dopo una divisione patrimoniale dei beni di famiglia nel 1910, esclusivamente al Conte Gioacchino che finirà col cederla negli anni a venire definitivamente alla famiglia Ciuffi che ancora la detiene.

Notizie curiose sulla Fattoria dell’Abbadia

Nel 1854 il veterinario Vincenzo Luatti curava una verruca nello stomaco di un bove a tal Falciani della Fattoria dell'Abbadia

Nel 1872 si applicava nella Fattoria dell'Abbadia il vapore alla sgranatrice del granturco e alla macchina per pressare il fieno (Da Rivista di agricoltura industria e commercio del 1872)

Da Wikipedia - Bullettino Senese di Storia Patria (Rozzi 1938) -A. Gotti Vita del Barone Ricasoli Firenze 1894.

documenti/biografie.txt · Ultima modifica: 09/07/2016 15:45 (modifica esterna)