Strumenti Utente

Strumenti Sito


Barra laterale

Entrata
Benvenuti.
Chi siamo
Chi siamo?
Progetti in essere
La vita intorno la chianina
Ex-voto
Federigo Terrosi
Baricci Giulio Piero
Didattica
Mi ricordo che...
Video
Video.
Immagini
Galleria Miro
Presentazioni
Presentazione del 5.8.2016
Interviste
Interviste
Altro
Sulla privacy
Chat
Visite
Ebook


1
online

Nuova pagina

Non sei autorizzato ad aggiungere nuove pagine

Indice.

nolink


Tutti i contenuti della piattaforma sono pubblicati sotto licenza Creative commons - Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo

appunti:miro:libro:piccoli:barbetti

18-BARBETTI GUIDO - Az. Rovisci - M. P. Stazione

Aziende Premiate. 1)

Diploma->Da Barbetti Santi. Fig. 1


Coltivatore Diretto di M. P. Stazione. Con 4 vacche selezionate e pochi ettari di terreno mantenne la famiglia.

Portò in mostra LOCETTO 2735 SI, nato il 03-07-1954, da BINO 677 SI e EUFORIA 436. 2)

MASONE 227 SI , nato il 22-02-1955, da IBRIO 1037 SI e ENGIA 473 SI 3) e NIMIO 1983 SI, nato il 26-04-1956 da GROLLO 498 AR e ENGIA 473 SI 4), li vendette agli Eredi CIUFFI.

Dal 1960 al 1964 vendette 5 vitelli più una femmina per vita 5).
Una mano in particolare gli fu data dalla vacca GERAMIA 250 SI MF 6).
Da lei oltre a SISSO 3303 SI, nato il 22-07-1960, da NUCIO 1657 SI e GERAMIA 250 SI che fu acquistato dal CIUFFI nel 1962 per fare un importante RINSANGUAMENTO, nacquero altri soggetti interessanti, come:

TRAFIO 6389 SI, nato il 15-11-1961, da GROLLO 498 AR e GERAMIA 250 SI 7) che come il fratello fu acquistato dal CIUFFI,

RAGUSO 745 SI, nato il 13-05-1959, da IODATO 1900 e GERAMIA 250 SI 8) fu acquistato da PUCCIO PREFUMO SERRA e

VITONA 270 SI, nata il 11-02-1963, da SPOLINO 2829 SI e GERAMIA 250 SI fu venduta ai F.lli ROCCHI di Torrita di Siena. Che in seguito divenne la madre di GEGIO 3115 SI.

Gli altri due REMINO 760 SI, nato il 20-05-1959, da NUCIO 1657 SI e MICIA 1067 9) e RUBBIO 921 SI, nato il 25-06-1959, da GROLLO 498 AR e ENGIA 473 SI 10), li vendette alla Fatt. LA BRACCESCA.


I nipoti di Guido Barbetti ci scrivono:

Grazie a “La vita intorno alla chianina” che ha dedicato un ampio spazio nella sezione “Piccoli Allevamenti” al nostro nonno Barbetti Guido “Coltivatore diretto di M. P. Stazione. Con quattro vacche e pochi ettari di terreno mantenne la famiglia”. Una definizione perfetta.

Quei pochi ettari del podere Rovisci, erano dieci e furono acquistati nel 1949 dalla nostra famiglia che lasciava la precedente condizione di mezzadria in un podere delle Chianacce (alla Coroncina).

Anche le persone della famiglia erano dieci.

Un numero elevato rispetto alla terra da lavorare e che suscitava perplessità nei vicini convinti che “quei pochi ettari” non avrebbero consentito una vita dignitosa a tutti i componenti.

E invece nel 1954 arrivò quel primo premio a riconoscimento delle migliorie ottenute grazie al lavoro, alla tenacia, alla fatica senza fine di tutta la famiglia.

Il diploma, figura 1 che si trasmette con il presente scritto, è rimasto per moltissimi anni arrotolato con un nastrino rosso nel primo cassetto del canterano del nonno, che non aveva voluto che si appendesse ad una parete della grande cucina perché, ci diceva, che bisognava esserne fieri ma in modo discreto, mai appariscente.

Ora ha trovato la sua collocazione nel corridoio d’ingresso di un appartamento di Milano di proprietà del pronipote, anche lui Guido, che pur facendo l’ingegnere, si illumina quando illustra ai suoi incuriositi ospiti il significato di quel diploma e le vicende di quel podere e della famiglia.

E’ ancora il nostro nonno Guido quel “piccolo allevatore come il Barbetti che con la vacca Geramia produce, nel giro di pochi anni, 3 figli che diventeranno importanti riproduttori”.

L’acquisto della vacca Geramia (se lo ricordano i due nipoti più vecchi), era stata una decisione sofferta, piena di tentennamenti, perché l’impegno economico sarebbe stato notevole, unito alle usuali incertezze e doverosi dubbi sul suo futuro”riproduttivo”.

Alla fine vinsero le ragioni entusiastiche del “bifolco” rapito dalla bellezza di quella vacca. E gli “importanti riproduttori” figli di Geramia, ricompensarono quell’intuizione quantomai felice.

Ma i meriti della stalla non si devono solo a quella vacca. Nel capitolo “Piccoli Allevamenti” si ricordano anche altri 3 vitelli e 1 vitella che si misero in bella evidenza per le proprie caratteristiche o dei loro discendenti.

Non male come media se consideriamo che, come è stato riportato correttamente, nella stalla c’erano appena “quattro vacche”.

In realtà, nei primi anni cinquanta, le vacche erano solo due unite a due bovi, destinati alle arature più faticose. Poi con l’arrivo dei trattori, i bovi furono sostituiti dalle vacche. Rigorosamente iscritte.

Alla rituale domanda del sensale o compratore che si affacciava alla stalla: “ma so’ ‘scritte queste bestie?” Il nonno Guido che era piccolo di statura, cresceva di dieci centimetri e, orgoglioso, rispondeva: “qui tutte so’ scritte! Anno ci s’aveva una vitella che ‘un rientrava nei parametri e si diede via per carne!”

Sopra la mangiatoia, appesa al muro, c’era una tavoletta sulla quale era stampigliato il nome della vacca, a rimarcare ancor di più la considerazione, se non una forma di umanizzazione per quegli animali, un tempo unica “forza motrice” per tutte le attività della campagna.

E la stalla era meta di frequenti visite da parte di noi ragazzi che correvamo ad accarezzare un vitellino appena nato, col suo manto rossiccio e la stabilità incerta, che chiamavamo per nome, quasi fosse un nostro compagno di giochi. Quegli stessi nomi che abbiamo ritrovato ne”La vita intorno a la Chianina”: Masone, Locetto, Sisso …

Grazie a “La vita intorno alla chianina” che attraverso il filo dei ricordi ci ha fatto per un attimo ritornare ragazzi quando, scalzi, si giocava nell’aia a ringuattino e a chiapparella.

Grazie a “La vita intorno alla chianina” che ha citato la nostra famiglia, ma idealmente tutti gli allevatori e coltivatori diretti che nascevano in quel periodo in cui si disgregava la mezzadria. Modificando un contratto sociale che aveva legato per centinaia di anni la proprietà e i contadini che lavoravano i poderi.

E ultimo, meritatissmo, un grazie a Miro Menchicchi che con il suo entusiasmo e la sua pazienza non ha ricostruito solo un elenco di genealogie bovine, ma ci ha rappresentato la vita, il costume di anni che seppur non così lontani, erano profondamente diversi in tutto. Nel bene e nel male.

Grazie.

Vanda, Vania, Vilma, Santi Barbetti


1) Estratto da Agricoltura Senese Vedi: Documento integrale - Piccole aziende.
2) Pag. estratta dal catalogo del Mercato-Concorso 1955
3) Pag. estratta dal catalogo del Mercato-Concorso 1956
4) Pag. estratta dal catalogo del Mercato-Concorso 1957
5) In gergo, animale che avrebbe fatto la fattrice
6) MF, sigla che sta per miglioratrice e feconda, attribuita ad animali di grande valore Vedi: Documento integrale Pag.7 e 8/52
7) Pag. estratta dal catalogo del Mercato-Concorso 1963
8) , 9) , 10) Pag. estratta dal catalogo del Mercato-Concorso 1960
appunti/miro/libro/piccoli/barbetti.txt · Ultima modifica: 12/03/2018 13:34 da miro