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appunti:miro:allevamenti

x - La razza chianina e gli allevamenti della Fattoria Ciuffi

(v.m.) Mariano Fresta

La chianina è una razza bovina italiana utilizzata, dall'antichità fino all'avvento dei trattori e di altri macchinari a motore, per il lavoro dei campi (aratura, trasporto, ecc.); adesso è allevata esclusivamente per la produzione di carne. E' molto probabilmente autoctona dell'Italia centrale (Toscana ed Umbria) e soprattutto delle zone altocollinari, la cui parte più fertile è la Val di Chiana da cui essa prende il nome.

Si può ipotizzare, senza timore di sbagliare, che i bianchi buoi, di cui si parla in certi passi poetici di Virgilio e nella Storia naturale di Plinio il Vecchio, siano gli ascendenti dell'attuale razza che è stata quasi per scomparire quando si chiuse in maniera definitiva il periodo della mezzadria (nel sistema mezzadrile i bovi chianini erano di fondamentale importanza nel lavoro agricolo) e che adesso, seppure in numero non grande, è allevata un po' da per tutto, perfino nelle Americhe, in Asia, in Australia. Nell'antichità, addirittura, per la loro imponenza e il candore della loro pelle, i bovi chianini aprivano i cortei trionfali e le processioni precedenti i riti sacrificali. Ma ancora fino a qualche decennio fa, nelle campagne toscane era possibile vedere, in occasioni cerimoniali come le nozze o in altre feste private e pubbliche, carri addobbati tirati da una coppia di giganteschi bianchi bovi, infiocchettati di rosso.

La chianina è difficile di allevare, perché non si adatta agli allevamenti intensivi; essa, infatti, predilige il sistema di allevamento “legato”, cioè con l'animale legato sopra la mangiatoia o in piccole stalle come possono contenere un numero limitato di individui.; essa è caratterizzata da gigantismo ed ha, perciò, dimensioni maggiori rispeto alle altre razze. I maschi adulti possono raggiungere anche i due metri, al garrese, e un peso di oltre i 1700 kg.

La carne più pregiata deriva dalle femmine (le “scottone”); la parte più buona e più famosa nel mondo è la bistecca, detta “fiorentina”.

Il sistema di allevamento “legato” era molto adatto al sistema di conduzione agraria della mezzadria; ogni podere era abitato da una o più famiglie di mezzadri, con una stalla che ospitava una o due coppie di bovi, più i vitelli, destinati ad essere venduti. Nonostante le attività di rinnovamento del Bastogi, questo sistema di allevamento fu mantenuto per lungo tempo nella Fattoria. Con l'arrivo del nuovo proprietario Italo Ciuffi, però, le cose cambiarono e l'allevamento della razza chianina ebbe uno sviluppo tale da diventare uno dei migliori della zona.

L'azienda era costituita da circa 700 ettari, in essa si allevavano circa 700 capi di bestiame e vi era ospitata una popolazione di circa 700 individui: per questo era stata soprannominata l' “azienda dei tre sette”.

I 700 ettari di terreno pianeggiante, ricavati dalla bonifica, racchiusi tra il Canale Maestro e il torrente Salarco, consentivano coltivazioni di gran qualità e quantità in modo da sopportare la presenza di tutte le persone e anche il foraggio era prodotto in quantità bastevole per un grande allevamento di bovini. L'azienda, infatti, alla fine degli anni '30 del Novecento, contava 34 case coloniche, che ospitavano 37 famiglie di coloni. Si deduce, quindi, che erano presenti in fattoria almeno 34 stalle, per il fatto, accennato prima, che si trattava di allevamento “legato” o in “stalla fissa”.

Intorno agli anni '20 del secolo passato, era presente nell'azienda una Cattedra Ambulante di Agricoltura di Siena1), che dette l'impulso a costruire un libro genealogico della razza chianina. E questo ben oltre dieci anni prima della nascita delanno 1923, esposizione zootecnica nazionale, Roma libro genealogico ufficiale nazionale della razza chianina. La dimostrazione che in quel periodo iniziava un'accurata selezione dei bovini ce la dà la vicenda del toro Adone2) accuratamente marcato e segnalato genealogicamente.

Toro Adone

Adone a venti mesi pesa Kg 780, è alto al garrese m. 1,57. Tutti questi dati che noi oggi possiamo conoscere attraverso il libro genealogico, dimostrano l'attenzione particolare rivolta alla zootecnica e soprattutto che l'allevamento si faceva non più riferendosi alla sola esperienza ma anche ad un metodo.

Nel 1948 (quasi 30 anni dopo), il peso medio degli animali a 20 mesi era di kg. 740. Nel mese di ottobre del 1923, si aggiudica il premio di Lit. 400 al 1° mercato concorso di tori e torelli a Fontago (Montepulciano - SI), nella categoria di tori con due mosse3).

Le novità nel campo zootecnico introdotte, già negli anni '20 dalla proprietà Bastogi, con l'adozione di un proprio albero genealogico,Adozione di un albero genealogico si possono meglio capire se si fa il confronto con ciò che accadeva nelle altre aziende vicine. Per fare un esempio chiaro, si ricorda che nel 19344), nella fattoria di S. Caterina, viene iscritto, con il nuovo nome di Trento,scheda iscrizione il toro Mussolini5), al libro genealogico ufficiale istituito nel 1932; ma all'iscrizione mancano i nomi e i dati dei genitori del toro, ed anche la sua data di nascita. Il tecnico che lo iscrive, nella relativa scheda, riporta nella data di nascita “età mesi 42”, giudicandolo dalla dentatura. Nello stesso periodo, è iscritto nell'albero genealogico nazionale, con tutti i crismi del caso, il toro Lampo 13 SI, allevato nella Fattoria Ciuffi, nato il 7.6.1931, dal toro Ardito B28 e dalla vacca Urbana 136.

È solo a partire dagli anni 1934-35 che si comincia a riconoscere, a livello nazionale, l'importanza di un libro genealogico della razza. Si codifica quindi, non solamente un numero di matricola, ma anche la provincia di appartenenza dell'azienda, e una lettera iniziale per ogni anno di nascita.6) Nella nostra ricerca, per il 1934, abbiamo trovato solamente un toro il cui nome inizia con la lettera I: Istico, del conte Napoleone Passerini, marcato 1032 SI. Abbiamo però, nello stesso anno, il caso sopra citato del toro Trento, allevato dalla fattoria S. Caterina, che sembra contraddire la regola di cui sopra. Anche per il toro Drago 77 nato il 6.4.1933 sembra che la regola non venga rispettata. Dal 1935, invece, la regola verrà rispettata e ogni anno di nascita corrisponderà ad una lettera alfabetica.

L'allevamento della chianina al tempo di Italo Ciuffi.

I poderi in cui si allevavano i tori da monta, a partire dalla metà del 1800, sono stati: Fuga I, Porticciolo I e Avanguardia. Dal 1950, completata la ristrutturazione, il Torrione, che si innalza quasi alla fine dello stradone della Fila, sarebbe diventato la stalla dedicata ai tori da monta.

Le eccellenze.

Ciò che ha fatto della Fila un'oasi di qualità della razza chianina, lo dobbiamo alla grande attenzione riposta nel rispettare le linee genealogiche degli animali, nei cosiddetti “rinsanguamenti”. Italo Ciuffi era un grande intenditore ed era contornato da validissimi consulenti sia esterni che interni all'azienda. Gli animali venivano accuratamente controllati, pesati alle varie scadenze e registrati da un funzionario. Si guardava, con particolare attenzione, alle forme ma, sopratutto, all'accrescimento di peso giornaliero. Nel 1942 la linea genealogica tradizionale fu, però, interrotta con l'acquisto di un toro allevato nella fattoria Passerini. Toro Sanitario Si tratta del toro Sanitario 770 SI, nato il 12.6.1941 da Pupazzo 1112 e Ottica 1721. Sanitario era un bellissimo 5/47), che si dimostrerà, nella sua vita di riproduttore, un redatore8) eccezionale. Vincitore di numerosi premi nei mercati-concorso, si aggiudicò le edizioni 1948 e 1949 della coppa Kennedy9).coppa Kennedy Questo premio dette un grosso impulso al miglioramento della razza, in quanto tutti gli allevatori della zona si impegnarono a conquistare l'ambita coppa; questi sforzi contribuirono a migliorare la razza chianina.

Solo a titolo d'esempio, ricordiamo i grandi riproduttori nati da Sanitario:

  • Ando 392 SI, nato il 6.12.1946;
  • Antenore 426 SI, nato il 29.12.1946;
  • Bazzotto 564 SI, nato il 28.2.1947. Solo per Bazzotto si potrebbe scrivere un libro. Ha vinto più coppe di Maradona. Bazzotto nasce da Sanitario e Tachele 267 SI. Sanitario era lungo (5/4) e Tachele era corta e robusta. Bazzotto era giusto e robusto tanto che il suo torace era superiore a quello del toro Donetto (che aveva il record di peso della razza). Tra tutti gli altri figli di Sanitario qui ci piace ricordarne altri due:
  • Fallo 1134 SI (a quattro anni pesava kg. 1.600);
  • Giogo 378 SI campione di bellezza, allevato dal Ciuffi e acquistato dalla fattoria della Fratta, fu un grandissimo redatore di ben 503 figli dal 1954 al 1961.
I tori della Fila.
Toro Bazzotto Toro Fallo  Toro Lionello, aprile 1960, kg. 1650

A partire dal 1951-52 si comincia a pensare di cambiare la linea di sangue di Sanitario, ma solo parzialmente. Si utilizza Fallo, nipote di Sanitario, che si fa accoppiare con Eclia 11 appartenente al coltivatore diretto Dino Lazzerini.

Il 24.5.1954 nasce Lionello (2607 SI) il cui peso a 24 mesi è di kg. 1.137 (34% in più della media della razza). Lionello è presente al mercato-concorso del 1960 a Montepulciano Scalo con un seguito di 33 figli nati nell'arco di 12-14 mesi.

Nel 1960-61 viene abbandonata la linea di sangue di Sanitario. Viene, quindi, acquistato

Toro Sisso, anno 1960

Sisso 3303 SI, nato il 22.7.1960 da Nucio 1657 SI (fattoria della Braccesca) e Geramia 250, di proprietà dall'allevatore Barbetti Guido10) di Montepulciano Stazione. La linea genetica di Sisso arriverà fino agli anni '70. I figli più importanti saranno:

  • Virgilio 1042 SI, nato nel 1963;
  • Visino 1149 SI, nato nel 1963.

Figlio di Virgilio sarà il famoso Bisonte 5122 SI, nato nel 1966, padre di numerosi campioni.

Figlio di Visino sarà Distico 8417 SI, nato nel 1968, vincitore di numerosissimi premi anche all'estero.

1) Nel 1911 il Direttore della Cattedra Ambulante di Agricoltura di Siena richiede ai Bastogi un permesso per poter visitare insieme ad alcuni proprietari terrieri senesi la Fattoria, che si dice nella lettera, essere un esempio per tutti. (si veda il faldone 1911/1912, schedato da Giulio Fe'). Le cattedre ambulanti erano nate intorno alla metà del 1800 ed ebbero un grande merito nell'aiutare l'agricoltura e gli agricoltori a modernizzare attrezzature e metodi di coltivazione e criteri di allevamento. Esse furono sostituite nel 1935 dagli Ispettorati, dipendenti dal Ministero dell'Agricoltura.
2) Adone marca B5, nato il 21.8.1921. Padre, Diretto B1. Madre, Biascina B36
3) Dalla dentatura si stabiliscono le mosse, cioè l'età approssimativa degli animali. Solo chi aveva già un albero genealogico, poteva dimostrare l'età precisa del soggetto.
4) Esattamente l'11.7.1934.
5) L'attribuzione del nome del duce ad un toro sembrò oltraggioso nei confronti del capo del governo.
6) Le lettere saranno 19 a partire dalla lettera “L” nel 1935. Verranno escluse, per motivi di praticità, le lettere: Q, H, K, Y, J, X, ecc.
7) Si tratta di un animale più lungo rispetto alla media della razza che tradizionalmente dovrebbe stare nei 4/4.
8) Riproduttore di vitelli, ottima genealogia.
9) Istituita nel 1946 dal colonnello Douglas Kennedy, inglese, che durante la guerra aveva vissuto in zona e si era appassionato a questi animali. In un viaggio di piacere, a fine guerra, nel 1946 offrì una coppa che sarebbe stata assegnata, definitivamente, all'allevamento vincitore per tre edizioni, anche non consecutive.
10) Come si può notare esistevano i grandi allevamenti storici ma anche piccoli allevatori come il Barbetti che con la vacca Geramia produce, nel giro di pochi anni, 3 figli che diventeranno importanti riproduttori.
appunti/miro/allevamenti.txt · Ultima modifica: 09/07/2016 15:46 (modifica esterna)