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appunti:giordano:varie:1971

PROBLEMI E PROSPETTIVE DI SVILUPPO DELLA ZOOTECNIA IN PROVINCIA DI SIENA-1971

Testo trascritto dal documento originale scan. : AGRICOLTURA SENESE n°5 Maggio 1971

PROBLEMI E PROSPETTIVE DI SVILUPPO DELLA ZOOTCNIA IN PROVINCIA DI SIENA
Presente e futuro degli allevamenti bovini da carne.

Gli allevamenti zootecnici bovini stanno attraversando un periodo molto difficile per un complesso di ragioni. Tra queste in ordine di importanza: il crescente aumento dei costi di produzione e la mancanza di adeguate strutture aziendali ed interaziendali.

Per tali cause la produzione zootecnica non ha progredito in parallelo con l'andamento dei consumi, che oggi ci impongono una massiccia importazione di carne e di soggetti da macello per la sbalorditiva cifra di circa un miliardo e mezzo al giorno.

Stando così la cose, si può affermare che il problema della produzione bovina assume ormai aspetti tali da interessare tutta l'economia del Paese; tanto che necessariamente non può non essere sollecitata l'attenzione di quanti hanno la possibilità ed il dovere di predisporre interventi programmati in favore di una politica zootecnica capace di promuovere alcune iniziative per garantire potere contrattuale e reddito alla categoria degli allevatori.

E' giunto il momento in cui i dubbi e le esitazioni, che fino ad oggi hanno guidato certi interventi, non sono ulteriormente ammissibili.

A questo punto i pochi allevatori rimasti, ed i meno numerosi che potrebbero riprendere tale attività, devono chiaramente sapere se nell'assetto produttivo futuro ci sarà spazio anche per loro. E ciò tanto nell'interesse generale, quanto e soprattutto perché esiste ancora la piena disponibilità degli operatori agricoli che se sono costretti da eventi soggettivi ed aggettivi a cessare la loro attività, lo fanno sempre a malincuore, appassionati come sono al loro lavoro e consapevoli che, quando chiudono una stalla, rinunciano ad un patrimonio di difficile, difficilissima ricostituzione.

*

In questo quadro generale anche la provincia di Siena, negli ultimi dieci anni, ha visto ridotto il suo patrimonio bovino da 60.000 a 25.000 femmine; mentre il reperimento di vitelli da ingrasso si fa sempre più preoccupante ed i prezzi lievitano giornalmente sui mercati nazionali ed esteri. E poiché la popolazione bovina provinciale è costituita per il 90% da chianini puri o derivati, un rilancio zootecnico riguarda essenzialmente allevamenti di bovini da carne.

E' per rendere un omaggio in termini di fiducia a questa meravigliosa razza e per bloccare la ulteriore flessione numerica del patrimonio fattrici, che in questi ultimi tempi l'Ispettorato Provinciale dell'Agricoltura ha iniziato una nuova attività al livello aziendale, concentrando gli interventi previsti dalla vigente legislazione in favore dei centri zootecnici che ospitano allevamenti in selezione. Contemporaneamente è stato mobilitato tutto l'Ufficio Zootecnico per intensificare l'opera di assistenza e di propaganda circa le nuove tecniche della produzione della carne; per dare un significato pratico alle diete bilanciate; per divulgarle modalità di una più economica alimentazione del bestiame nel quadro delle possibilità offerte d ali' ambiente pedo-agronomico provinciale; per studiare ricoveri con strutture atte ad incrementare la produttività degli allevamenti, tenendo presente la diminuzione dei costi di produzione, ecc..

E poiché la zona di espansione naturale della razza bovina non poteva non essere la Val d'Arbia e le zone contermini, caratterizzate sempre dalla presenza di creta e da aziende sufficientemente ampie, sulle sue colline è nato il prato pascolo che ognora offre l'unità foraggera al più basso costo e sui piani lungo il corso d'acqua si è sviluppata la coltura del mais il quale è in grado di fornire la più economica materia prima per la razione giornaliera del bestiame.

Con tali presupposti, in queste zone è stato facile passare da allevamenti tradizionali ad allevamenti bradi e semibradi con ricoveri a stabulazione libera per le femmine; sono stati acquisiti nuovi concetti di alimentazione; è stata allargata la pratica del prato-pascolo po-lifita con appropriate tecniche di sfruttamento; sono stati introdotti moderni mezzi meccanici per il condizionamento e la conservazione del foraggio; è stato impostato il risanamento degli allevamenti con il relativo loro controllo e selezione, ecc.

Orbene, dopo oltre due anni di attività, malgrado che i finanziamenti si siano dimostrati assai inferiori alle aspettative degli operatori agricoli e alle necessità di un così interessante programma, il nostro lavoro ha provocato una reazione molto soddisfacente e forse ispirata. Infatti ad oggi si può registrare, per quanto ci riguarda:

1) una ripresa soddisfacente del numero dei soggetti in selezione;

2) la recente iniziazione di nuove aziende all'allevamento di fattrici e di vitelli per la riproduzione;

3) l'espansione di allevamenti in zone completamente nuove al bestiame di alta genealogia;

4) il crescente aumento della esportazione di maschi e di femmine; mentre l'interessamento degli allevatori stranieri si fa sempre più massiccio verso una razza che si presenta particolarmente idonea per gli incroci industriali, grazie al suo elevato vigore sessuale, alla leggerezza della testa, alla perfezione delle masse muscolari e degli arti, alla polenta del patrimonio genetico, ecc.

Ma per non vanificare gli interventi tecnici messi in atto al livello aziendale, che sono di nostra competenza, e per assicurare una effettiva convenienza economica ad uno dei più preziosi prodotti della nostra agricoltura, appaiono necessarie anche alcune strutture interaziendali e iniziative che hanno lo scopo di sfruttare pienamente la vocazione naturale di vasti comprensori e che possono essere pienamente giustificate dall'incremento degli allevamenti riproduttivi.

Sinteticamente esse possono essere così elencate:

a) le grandi stalle, sotto forma associativa, la dove esiste il frazionamento della proprietà;

b) la conduzione associata di aziende a vocazione cerealicolo foraggera che consenta di costituire complessi produttivi sul tipo di quello iniziato di recente in Comune di San Casciano Bagni e denominato cooperativa “Coalpa”;

c) la divisione del lavoro a mezzo della specializzazione

MENSILE AGRICOLTURA SENESE

Mensile Agricoltura Senese

degli indirizzi: da una parte aziende che alleveranno femmine e produrranno vitelli da ristallo; dall'altra pochi allevamenti a carattere industrializzato (sul tipo di quello recentemente progettato dalla Ditta Gabellieri in località Acquaviva), allorché esiste la possibilità di investire grandi superfici a mais per la produzione di granella e di foraggi allo stato ceroso;

d) il frigo macello di Chiusi che sta per diventare una realtà ed aumenterà la forza contrattuale degli allevatori solo quando, dopo essersi associati, questi imposteranno con la massima urgenza e su solide basi economiche la loro produzione di carne;

e) l'unione in Associazioni di categoria che, tra l'altro, si devono proporre di sollecitare la corresponsione di premi di ingrasso per bovini di razze specializzate da carne, come ebbe a proporre il Prof. Borgioli, nel lontano 1963, in una sua interessante conferenza tenuta a Siena sui problemi relativi alla razza chianina. Le ragioni della proposta, suggeriva l'oratore, “discendono da un duplice ordine di considerazioni tecniche ed economiche, riguardanti la produzione del classico vitellone chianino…vitellone che ha fornito a tante generazioni di buongustai le gigantesche e rinomate bistecche alla fiorentina, forse destinate a restare un ricordo se non si riuscirà ad assicurare una effettiva convenienza economica a questa produzione di alta qualità che ha dato meritata fama alla cucina toscana in Italia ed all'estero”.

La ringrazio, Prof. Borgioli, da queste colonne per avere contribuito alla valorizzazione e alla produzione della carne bovina. La ringrazio anche per la lancia spezzata in favore delle razze bianche da carne, durante la tavola rotonda del 5 Giugno 1969 tenuta a Padova sulla razza Pezzata Rossa Friulana.

*

Lieto come sono di poter dare alla stampa il consuntivo di un anno di attività zootecnica provinciale, concludo questa breve nota di presentazione con un vivo plauso al Dr. Bruno Olmastroni e dedico il lavoro compiuto dall'Ufficio Zootecnico dell'Ispettorato Agrario a tutti gli allevatori neofiti della Chianina in purezza, i quali si sono affidati con fiducia alla nostra iniziativa.

Ringrazio, ad un tempo, i vecchi allevatori che, con atti piccoli e grandi, hanno incrementato o almeno mantenute le proprie stalle nella misura delle possibilità offerte dall'ambiente, facendo così trasparire un encomiabile attaccamento alla loro terra alla quale hanno sempre dedicato ogni loro attenzione.

La Mostra-Mercato di Montepulciano ci unisce, oggi, in una atmosfera di festa: il successo di questa ed il buon viso che i visitatori ci vorranno dimostrare, sarà il più ambito riconoscimento alle nostre fatiche che, lo vogliano sperare, non ci metteranno in posizione dì contrasto con il mondo che ci circonda.

P.Mecatti

Testo trascritto dal documento originale scan. : AGRICOLTURA SENESE Pag 2 n°5 Maggio 1971

CONSUNTIVO DI UN ANNO DI ATTIVITÀ ZOOTECNICA PROVINCIALE

Le attività dei Libri genealogici e dei Controlli funzionali dei bovini da carne di razza Chianina.

Si deve registrare la continua diminuzione del patrimonio bovino provinciale. Al 31 dicembre 1970 risultano presenti circa 25.000 vacche tra chianine e derivate.

I motivi di questa crisi sono noti: aziende agrarie territorialmente limitate, difficoltà psicologiche nell'accettare nuove tecniche di allevamento, mancanza di capitali per la realizzazione di strutture adeguate ai concetti di maggiore economicità, costo del lavoro e dei notevoli capitali di anticipazione.

Purtroppo non v'è dubbio che tale situazione sarà destinata a peggiorare ove una adeguata politica zootecnica di strutture e di mercato non intervenga tempestivamente e chiaramente in favore dei produttori.

Pur essendo questa la situazione generale, si può constatare come, qualora vengano superate almeno alcune delle maggiori difficoltà, i produttori trovino ancora una giustificazione al loro tradizionale buon volere e si impegnino, malgrado tutto, in questa basilare attività dell'agricoltura.

Si registra infatti, nel 1970, un sensibile incremento per numero e consistenza, degli allevamenti di bovini chianini in selezione.

I seguenti dati riguardano l'anno 1970:

Tori n.31,

vacche iscritte n.1.849,

giovenche iscritte (a controllo ultimato) n.770,

allievi maschi n.655,

allievi femmine n.660.

Per un totale di capi iscritti n.3.965.

I controlli hanno riguardato invece n.4.390 capi, per la presenza nel 1970 di giovane bestiame del 1969 destinato successivamente ad allevamenti fuori della selezione o al macello.

Gli allevamenti interessati sono stati 265, compresi tra questi n.13 di nuova costituzione.

Le vendite di giovani soggetti, muniti di certificato genealogico, hanno riguardato 148 maschi e 283 femmine per complessivi 431 capi.

Per un significativo termine di confronto si riportano gli elementi comparativi relativi all'anno 1969:

Tori n.21,

vacche n.1.595,

giovenche n.770,

allievi maschi n.650,

allievi femmine n.600.

Per un totale di capi iscritti n. 3.636.

Gli allevamenti interessati erano 252; le vendite di giovani soggetti hanno interessato 104 maschi e 109 femmine per complessivi 213 capi.

L'incremento registrato nel 1970 è tanto più significativo se si considera che rappresenta una inversione di tendenza che dal 1961 al 1969 ha visto una continua diminuzione di capi in selezione.

L'incremento del 1970 è determinato dalla costituzione di nuovi allevamenti in zone di espansione di particolare vocazione zootecnica, quali la Val d'Arbia, la Val d'Orcia, la zona collinare occidentale di Siena. Trattasi di allevamenti di buona dimensione, realizzati con criteri tecnici ed economici sicuramente validi (bradi e semibradi) e che dovranno certamente aumentare di numero e consistenza; sopratutto se verranno meno quei motivi di incertezza che fino ad ora hanno condizionato l'industria zootecnica e che se dovessero permanere comprometterebbero irrimediabilmente il patrimonio bovino provinciale e quindi la popolazione chianina, base della selezione. Ciò sarebbe tanto più deprecabile nel momento attuale, nel quale, oltre ai motivi di interesse generale che sono connessi all'allevamento di razze bovine da carne, la razza chianina desta l'interesse di tecnici ed allevatori di altri Paesi come razza miglioratrice.

Si ritiene opportuno evidenziare la consistenza delle vendite all'estero effettuate dalle aziende senesi negli ultimi tre anni, con le relative destinazioni. Su interessamento della locale Associazione Allevatori e dell'Ispettorato Agrario con la collaborazione del Veterinario Provinciale, i contingenti di bestiame sono stati di volta in volta predisposti tenendo conto della rispondenza sanitaria, di quella genealogica e di quella morfologica e cercando, nei limiti di tali condizioni, di interessare a tali negozi il maggior numero di allevatori, che pertanto si mostrano nella generalità soddisfatti per quanto fatto fino ad ora.

Vendite di giovani soggetti chianini (tra parentesi il numero delle aziende interessate alla vendita).

Dicembre 1968, capi n.106, Brasile, (4 grandi aziende e 34 Coltivatori Diretti);

Novembre 1969, capi n.15, Brasile, (3 grandi aziende e 7 Coltivatori Diretti);

Luglio 1970, capi n.52, Brasile, (7 grandi aziende e 25 Coltivatori Diretti);

Novembre 1970, capi n.25, Canada, (4 grandi aziende e 9 Coltivatori Diretti).

Attualmente si ricevono visite e richieste di notizie dall’Inghilterra, dall’Australia, dall'Irlanda, da vari Paesi del Sud America e del Continente Africano.

Nel corso del 1970 si è preparata una importante esportazione di materiale seminale congelato negli Stati Uniti, notoriamente protetti da una severa normativa sanitaria che impedisce agli allevatori di quel Paese la importazione di bovini dall'Europa per il connesso rischio legato alla eventuale diffusione dell'Afta epizootica. Il materiale seminale (circa 3.000 dosi) è stato prelevato da un toro allevato in provincia di Siena.

Alla manifestazione zootecnica della razza chianina. tenutasi in Arezzo il 29-30 Maggio 1970, gli Allevamenti senesi hanno ottenuto un lusinghiero successo, per la qualità ed il numero dei soggetti esposti (su 117 presenti, i torelli senesi erano ben 71).

Nel corso del 1970 è stata valutata la discendenza dei seguenti tori capinucleo:

Bando 5061, Azienda La Fratta;

Bisonte 5122, Azienda Ciuffi;

Cantù 6381, Azienda Puccio Prefumo Serra.

Per il rimarchevole valore che questi soggetti hanno dimostrato e stanno dimostrando nel miglioramento della razza, soddisfatte ampiamente le condizioni stabilite dall'art. 32 del Regolamento approvato dal Ministero dell'Agricoltura in data 6 Aprile 1956, l'Ispettorato Agrario ha proposto che per i suddetti tori venga riconosciuta la speciale qualifica di “provato”.

L'Ispettorato di Siena, presente nella attività produttiva e selettiva degli allevatori, ha cercato inoltre di favorire con ogni mezzo il potenziamento ed il miglioramento degli allevamenti con la assistenza tecnica, gli interventi contributivi per l'acquisto di riproduttori, l'erogazione di 6 premi di mantenimento da L.100.000 per altrettanti tori capo nucleo di particolare pregio, l'assegnazione di 264 premi di fecondità da

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L.20.000 a femmine con interparto contenuto nei 13 mesi, l’assegnazione di 266 premi di iscrizione al libro genealogico, il pagamento delle spese relative al test per la determinazione dei gruppi dei capi nucleo.

All’Associazione Senese Allevatori per il funzionamento dei libri genealogici, per i controlli e attività sociali in genere è stato erogato un contributo di L.13.810.000.

appunti/giordano/varie/1971.txt · Ultima modifica: 20/06/2017 19:56 da miro