Strumenti Utente

Strumenti Sito


Barra laterale

Entrata
Benvenuti.
Chi siamo
Chi siamo?
Progetti in essere
La vita intorno la chianina
Ex-voto
Federigo Terrosi
Baricci Giulio Piero
Didattica
Mi ricordo che...
Video
Video.
Immagini
Galleria Miro
Presentazioni
Presentazione del 5.8.2016
Interviste
Interviste
Altro
Sulla privacy
Chat
Visite
Ebook


1
online

Nuova pagina

Non sei autorizzato ad aggiungere nuove pagine

Indice.

nolink


Tutti i contenuti della piattaforma sono pubblicati sotto licenza Creative commons - Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo

appunti:giordano:varie:1935

1935-Libro genealogico

Estratto da1)

Libro genealogico

Sull'origine dei libri genealogici per le diverse specie di bestiame e sui loro indubbi e notevoli vantaggi tecnici ed economici esistono numerose e pregevoli pubblicazioni dovute a valenti zootecnici.
Vediamo di occuparci direttamente dell'origine e del funzionamento del libro genealogico della razza Chianina, del libro cioè che offre una maggiore importanza rispetto al patrimonio zootecnico della nostra provincia.
La storia dei libri genealogici della razza Chianina in genere è piuttosto antica e non ingloriosa!
Un primo tentativo nei riguardi della formazione del libro genealogico della razza bovina di Val di Chiana risale al 1900 e ne fu promotrice la “Società degli agricoltori della Val di Chiana” presieduta dal Conte Massimo di Frassineto ed assistita, per la parte tecnica, dall'indimenticabile prof. Ezio Marchi, apostolo della valorizzazione dei bovini chianini.
Ricostruire oggi la storia retrospettiva di quel generoso e, ove si pensi all'epoca nella quale l'iniziativa era destinata a svolgersi, coraggioso tentativo che si prefiggeva lo scopo di “conservare in purezza e migliorare la razza bovina di Val di Chiana” sarebbe certamente cosa utile e simpatica ed è sperabile che qualcuno dei promotori della lodevole impresa si decida un giorno a narrarcene lo svolgimento.
Successivamente, tanto da parte della Cattedra Ambulante di Agricoltura di Siena, quanto della consorella di Arezzo si cercò, a varie riprese, di realizzare su più vasta scala l'iniziativa dell'impianto e del funzionamento del libro genealogico della razza Chianina nelle rispettive provincie, ma difficoltà d'indole finanziaria, il sopraggiungere della guerra mondiale, l'assenteismo o la defezione degli allevatori meno volitivi o meno costanti annullarono o, quanto meno, resero infruttuosi gli sforzi delle due Istituzioni.
Avvenne così che la funzione che avrebbe dovuto esplicare in provincia di Siena il libro genealogico nei riguardi della razza Chianina andò man mano limitandosi, fino a restringersi a poche aziende che ne curarono, nella maggioranza, il funzionamento per proprio conto.
Tipico è l'esempio, nella Val di Chiana senese, delle due tenute di Bettolle di proprietà rispettivamente del Conte Sen. Prof. Napoleone Passerini e del Conte Puccio Prefumo.
Presso a poco lo stesso avveniva nelle provincie limitrofe, ove, tranne le maggiori e più attrezzate aziende, quali per esempio, le tenute del Conte Massimo di Frassineto della Val di Chiana Aretina, quella delle LL. EE. i Principi Corsini in provincia di Firenze, l'altra dei Fratelli Bicocchi nella Val di Cecina pisana e qualche altra ancora, della quale ci sfugge il nome, non crediamo sia il caso di parlare di funzionamento di veri e propri libri provinciali gestiti con unità di intenti e continuità di sforzo.
La reale ed efficiente funzione del libro genealogico della razza Chianina della provincia di Siena ha principio intorno al 1928, con uno studio del Reggente zootecnico del tempo, Prof. Giuseppe Dondi, e con l'allestimento dei primi moduli inerenti al funzionamento del libro stesso.
Successivamente nel 1931 fu iniziata, ad opera del Prof. Carlo Pellegrini di Montepulciano, in quell'epoca incaricato della direzione della Cattedra di Siena, e del Dott. Mario Monaci di Montepulciano, la rilevazione dei dati segnaletici di un importante gruppo di fattrici chianine, tali fattrici vennero regolarmente misurate, schedate e, nei limiti del possibile, controllate.
Tutto il lavoro svolto con criteri veramente encomiabili dai funzionari predetti, all'inizio del 1934, fu riassunto e perfezionato e si venne così alla definitiva compilazione del libro genealogico provinciale ed all'istituzione del servizio dei controlli funzionali, iniziativa, quest'ultima, che ha dato risultati veramente cospicui.

Primi nuclei di selezione

Al momento della compilazione del libro genealogico il numero totale delle fattrici, ascendente a 197, venne ripartito in quattro nuclei, e cioè: tenuta di Bettolle (proprietà Conti Passerini e Conti Puccio Prefumo), tenuta di Abbadia (proprietà Cav. Italo Ciuffi), tenuta di Acquaviva (proprietà Eredi Luatti), tenuta Fratta (proprietà Conte Galeotti Ottieri della Ciaja). Successivamente, altri nuclei furono costituiti presso le aziende di Abbadia Vecchia (proprietà Cav. Uff. Ferdinando Contini), Torrita (proprietà Conte Fabio Bargagli Petrucci) ed Amorosa di Sinalunga (proprietà M.sa Giuliana Citterio di Frassineto).
Pertanto, al momento attuale, i nuclei di selezione risultano in numero di sette, comprensivi di otto riproduttori e trecentonove fattrici scelte in una massa di oltre duemilacinquecento.
Quanto alla discendenza dei soggetti inscritti regolarmente al libro genealogico provinciale ricorderemo che al 30 giugno 1935 si trovavano in controllo 252 vitelli di latte, di questi, in seguito ad un rigoroso esame, 71 vennero radiati o perché difettosi o per irregolarità nella trasmissione dei dati da parte dei proprietari o perché non dotati di quelle caratteristiche di precocità che sono dote essenziale della razza Chianina e che si vogliono sempre maggiormente esaltare attraverso il lavoro di selezione collegato al funzionamento del libro genealogico.
I risultati fin qui perseguiti sono stati veramente notevoli in alcune aziende, in altre soltanto soddisfacenti, né d'altra parte ciò è da imputarsi ai proprietari delle diverse tenute, poiché se non è stato sempre possibile in questo primo anno di lavoro raggiungere dappertutto una perfetta uniformità od un più notevole incremento, malgrado tutta la buona volontà da parte dei tecnici e lo spirito di cordiale e appassionata collaborazione da parte degli agricoltori, ciò è dipeso dal fatto che fu necessario basare sempre il lavoro sul materiale esistente, circostanza che in non pochi casi costrinse a prendere il via da una situazione molto al di sotto della mediocrità.

Libro genealogico aziendale

I migliori risultati raggiunti fin qui si sono avuti nelle Aziende di Bettolle, nelle quali, ad onor del vero, fin dal 1924 esisteva e, sopratutto, funzionava regolarmente un libro genealogico aziendale.
Al nucleo di selezione di dette aziende attualmente sono adibiti due tori, Banino XXVI e Banino XXIX, ambedue ottimi razzatori, dotati di una spiccata tendenza alla precocità.

Banino XXIX pesi

Infatti il toro Banino XXIX, nato l'8 maggio 1932 da Savina n.145 e da Banino XXVI, all'età di sei mesi pesava Kg.325, ad un anno Kg.550, a diciotto mesi Kg. 883, a due anni Kg.931, al terzo anno Kg.1250, il che equivale a dire che il riproduttore in parola dalla nascita al terzo anno ha avuto un incremento in peso costante e regolare pari a Kg.1.095 giornalieri.
Potrebbe, a questo punto, osservarsi se il toro in esame possiede la capacità di trasmettere i suoi straordinari caratteri di precocità nei discendenti, vale a dire se egli è un vero razzatore.
A tale quesito possiamo rispondere affermativamente, poiché dai controlli effettuati su un gruppo di undici vitelli, figli di Banino XXIX, è risultato un peso medio alla nascita di Kg.43 ed un incremento in peso, sempre medio, pari a Kg.78,800 al primo mese di età, a Kg.107,800 al secondo mese, a Kg.141,800 al terzo ed a Kg.252,160 al sesto. Vale a dire un incremento medio giornaliero, nei primi sei mesi di vita, pari a chili 1.160.
Che pretendere di più allo stato attuale?

Riproduttori ottimi

Riproduttori ottimi sotto tutti i rapporti si sono pure dimostrati Bellino I n.30, funzionante nel nucleo della Tenuta Eredi Luatti; Drago II n.77 adibito al nucleo della tenuta Fratta; Lampo n.13 in funzione presso il nucleo di Abbadia (proprietario cav. Italo Ciuffi) e Lampo n.15 addetto al nucleo della Azienda Abbadia Vecchia (proprietario Cav. Uff. Contini).

Il 28 febbraio 1935 si svolge il 2° Mercato concorso dei bovini grassi a Poggibonsi.

1) →Archivio Giordano Cioli
appunti/giordano/varie/1935.txt · Ultima modifica: 01/07/2017 20:50 da miro