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appunti:giordano:varie:1932

1932-Iscrizioni al Libro Genealogico

Nel 1932 si inizia lo studio delle iscrizioni dei soggetti della razza bovina chianina, nel libro genealogico unico.
Tale iscrizione dovrà farsi previa visita da parte di speciali commissioni interprovinciali, provvedendo ad indire riunioni dì bestiame nei principali centri dì allevamento. Il criterio di adottare il libro genealogico per il miglioramento, attraverso la selezione, del bestiame bovino, è pratica non recente e sono assai significativi i risultati ottenuti in alcune razze bovine del nord Europa.
L'azione preliminare al' iscrizione nell'unico libro genealogico serve a scegliere un contingente di bestiame sul quale poter poi operare: è un'azione elle dovrà essere accompagnata e proseguita con altra iniziativa destinata a sviluppare la selezione specie nei nuovi prodotti e ad incoraggiare quelle azioni singole che potessero portare ad un effettivo miglioramento del bestiame.
L' azione successiva all'istituzione del libro genealogico può prospettarsi nel modo seguente:
1) Formazione di gruppi di fattrici iscritte.
2) Istituzione di stagioni di monta consorziale autonoma, o da affidarsi a singole aziende, con riproduttori iscritti e destinati alle fattrici iscritte nei singoli raggruppamenti.
3) Sorveglianza delle nascite che si verificheranno dalle fattrici di ogni singolo raggruppamento con denuncia, visita, pesatura periodica, marcatura ed iscrizione nel libro genealogico provvisorio, in attesa che una successiva visita decida, o meno, la iscrizione nel libro definitivo.
4) Azione di vigilanza affinché il materiale costituente i singoli aggruppameli di fattrici e, quel che più conta, il vitellone, non sia soggetto a dispersioni. È questa 1' anione della maggior importanza pratica., perché infatti, se si possano trovare degli agricoltori ben disposti ad accettare integralmente i postulati enunciati nei precedenti numeri, per altri la conservazione dei soggetti può venire a turbare, specie presso i piccoli e medi allevatori, il normale andamento commerciale del bestiame.
Anche oggi, per quanto i tempi non possano defluirci facili per l'industria zootecnica, si assiste ad una continua ricerca di soggetti giovani (maschi e femmine) da parte degli allevatori delle rimanenti zone della provincia o delle provincie e regioni finitime alla Val di Chiana, dove il bovino chianino tende ad estendersi per l'allevamento in purezza o per l'incrocio mediante l'impiego del toro miglioratore è ovvio quindi che l'azione di vigilanza, per la conservazione dei buoni soggetti, dovrà svolgersi istituendo premi di conservazione per i soggetti adulti, specie maschi, dei quali è poi necessario disciplinare la vendita, facilitando il passaggio, in caso di bisogno, dai piccoli e medi agricoltori alle grandi aziende che più facilmente possono dare la sicurezza di conservare il soggetto fino al completo esaurimento della sua funzione riproduttiva.
Per i nuovi nati il lavoro si presenta forse maggiormente difficile perché più attivo è, il commercio dei soggetti giovani.
Anche in questo caso dovranno accordarsi premi di conservazione, favorendone 1' acquisto da parte di altri agricoltori iscritti alla società e destinando all’esportazione fuori zona soltanto, in un primo tempo, i soggetti meno distinti per quanto idonei all'allevamento anziché al macello.
5) Rassegne annuali di tutti gli allievi di ogni singolo raggruppamento, che si dovranno fare presso ciascuna stazione di monta consorziale, sia per un esame generale dei risultati, che per la scelta dei nuovi riproduttori, che infine per scartare quei soggetti che accusassero scarsa attitudine a trasmettere alla, propria discendenza i caratteri per i quali meritarono l'iscrizione nel libro genealogico.
6) Vigilanza sanitaria.
Si renderà necessario affidare la vigilanza sanitaria su tutti i capi bovini (adulti e giovani) iscritti al libro genealogico, a veterinari della zona che dovranno sorvegliare le vacche, sottoponendole a visite periodiche negli appositi ambulatori e vigilando in modo particolare, le nascite ed i vitelli nei primi mesi di vita.
Ma oltre queste iniziative, promosse da Enti pubblici, quale sarà l'attività dei singoli allevatori per il miglioramento della razza chiarina?
A questo punto si dovrebbe fare un lungo discorso per mettere in rilievo le manchevolezze che, purtroppo, ancora si riscontrano in diversi allevamenti, manchevolezze che vanno dal regime alimentare cui si assoggettano i capi allevati (razione non sempre bilanciata), alla pulizia dei medesimi, al regime esclusivamente stallino al quale sono sottoposti i riproduttori, alla mancanza di ginnastica funzionale per i vitelli, alla scarsa somministrazione di mangimi concentrati sia ai tori, che alle vacche gravide o che allattano, eco.
Tutte pratiche che contribuiscono notevolmente al miglioramento qualitativo del bestiame e che, con un po' di buona volontà,, potrebbero essere soddisfatte da tutti fili allevatori nel loro esclusivo interesse.

appunti/giordano/varie/1932.txt · Ultima modifica: 19/06/2017 12:54 da miro