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appunti:giordano:varie:1928

X-1928 (trascrizione)

Estratto da 1)

Negli anni che immediatamente seguono la costituzione della Cattedra Ambulante di Agricoltura non si ebbero manifestazioni zootecniche degne di particolare rilievo.
Ciò, evidentemente, è dovuto al fatto che il personale tecnico, costretto a dedicare tutta la sua attività per la risoluzione dei più urgenti problemi agrari (diffusione dei fertilizzanti e delle macchine ed incremento generale della produzione agricola) deve differire, necessariamente, lo studio del problema zootecnico.
In questo primo periodo, che va dal 1901 al 1906, si svolsero due mostre zootecniche, una delle quali a Siena nel 1902 e l'altra a Piancastagnaio nel 1904\\. Nel 1906 si incomincia ad agitare il problema zootecnico, a riconoscente l'importanza e la necessità di mio studio completo pur la sua migliore soluzione.
Tanto sentita era la importanza di questa branca della attività agricola che l'Amministrazione Provinciale nel 1907 ravvisò la necessità di istituire una sezione di zootecnia presso la Cattedra di agricoltura.
Durante questo secondo periodo si ha un avvenimento della massima importanza per l'economia generale e zootecnica della provincia e cioè che l'allevamento dei suini diviene grandemente remunerativo, in seguito al diffondersi dell'incrocio delle razze nostrali con quelle miglioratrici inglesi.
La Cattedra quindi ferma la sua attenzione e si occupa attivamente dell'indirizzo da darsi all'allevamento dei suini che interessa grandemente l'ambiente agrario.
Nel 1908 si ha la 2° mostra zootecnica a Siena e successivamente, in seguito alla costituzione dell' Associazione Zootecnica della Val d'Elsa, avvenuta nel 1909, si effettuano quelle di Poggibonsi nel 1909 e 1910 e di Colle Val d'Elsa nel 1914; altre ancora a Castellina in Chianti e Monticiano nel 1913 alle quali se ne aggiungono poi numerose interpoderali.
Tutte queste iniziative, tendenti a risollevare le condizioni del nostro patrimonio zootecnico, servirono ad attirare l'attenzione degli agricoltori su una questione fino allora ignorata, agitando il problema e dimostrandone l'importanza onde aprire la via ai suoi successivi sviluppi.
Nel 1914, in una relazione approvata dalla Commissione di vigilanza, la Cattedra afferma che la soluzione del problema zootecnico non è questione di miglioramento di razze e quindi di qualità, ma soltanto ed esclusivamente di quantità, ed in conseguenza che essa doveva essere risolta “con tutti i mezzi che servono a moltiplicare l'attuale popolazione bovina”; per raggiungere lo scopo viene istituita la sezione zootecnica ed il Sindacato degli allevatori la cui azione è però subito paralizzata dalla dichiarazione di guerra.
Durante il periodo bellico l'opera della Cattedra è diretta a salvaguardare per quanto possibile il bestiame bovino indispensabile alla riproduzione ed al lavoro dei campi, contemperando le esigenze dell'approvvigionamento dell'esercito con quelle dell'agricoltura: ad incrementare la produzione della carne coll' intensificare l'allevamento del coniglio e dei suini, a proporre l'utilizzazione di questi ultimi nella razione invernale del soldato, ad assicurare il funzionamento delle stazioni di monta ecc.
Finita la guerra la Cattedra può riprendere la sua opera per l'incremento e per il miglioramento zootecnico resa più necessaria dalle falcidie apportate alla consistenza del capitale bestiame dalla avvenuta requisizione dei 6/10 e dalla stasi dell’allevamento dovuto alla deficienza di mangimi.
L'opera espletata a, favore dell'incremento e miglioramento può così riassumersi per le diverse categorie di animali.
Per i Bovini, oltre all'impostazione del problema generale dell'incremento, si aggiunge, nel 1914, il lavoro per aumentare il numero delle stazioni di monta taurina e per combattere la vaginite granulosa che, riducendo le nascite, cagiona danni rilevanti ai pochi volenterosi che hanno cominciato ad introdurre le vacche nelle loro stalle.
Un primo ed immediato provvedimento del dopo guerra fu poi l'impianto, con il contributo dello Stato e degli Enti locali, di venti nuove stazioni di monta pubblica taurina nei comuni e località nelle quali più forte era la sproporzione fra numero delle vaccine e dei tori esistenti.
Ad agevolare maggiormente il sorgere di queste e di altre nuove sta/ioni di monta pubblica taurina, la Cattedra promosse riunioni onde ottenere l'accordo fra i tenutari affinché le esigue tasse di monta in vigore fossero elevate in modo da rendere proficuo l'esercizio della stazione.
Inoltre fa larga opera di persuasione fra gli allevatori di torelli, dimostrando la necessità di aumentare la produzione di tali animali per sopperire alle nuove e sempre maggiori richieste che la ripresa della produzione determina.
Ma l'opera della Cattedra sarebbe stata, incompleta se avesse limitata la sua azione alla sola propaganda per l'incremento della popolazione bovina, perché in provincia viene allevata una razza, quella di Val di Chiana, che bisognava senza indugio migliorare nei sistemi di allevamento, correggere nei difetti, rendere insomma più rispondente alle esigenze di una agricoltura in via di rapidi progressi.
La razza chianina, che era salita in così grande rinomanza come miglioratrice di quasi tutte le razze bovine dell'Italia centrale, stava inesorabilmente perdendo terreno sia presso i tecnici, alcuni dei quali la consideravano in via di “degenerazione”, che presso gli agricoltori pratici, molti dei quali preferivano rifornirsi di bestiame chianino al di fuori della Val di Chiana.
Bisognava quindi dare un vigoroso colpo di timone alla situazione che minacciava, nonostante la buona volontà ed il lavoro notevole di qualche allevatore, le più serie conseguenze per l'avvenire della razza.
Il lavoro di miglioramento fu iniziato nel 1921 mediante una propaganda attiva presso tutte le aziende del comune di Montepulciano, che rappresenta il centro di allevamento della razza, integrato da scritti, conferenze, corsi speciali di zootecnia.
Sono stati impiantati dei libri genealogici presso le principali aziende, curati i sistemi di allevamento e di alimentazione e per stimolare maggiormente la classe rurale fu istituito un concorso metodico circondariale a Montepulciano, che si è effettuato ogni due anni a partire dal 1922 e di cui si avrà nel 1928 la quarta manifestazione.
Questi concorsi circondariali, destinati a segnare le tappe dei miglioramenti raggiunti, dovevano poi essere integrati da concorsi comunali che Ano ad oggi sono stati tenuti nei Comuni di Sarteano e Chiusi.
Questo per quanto riguarda l'organizzazione interna; inoltre era necessaria la partecipazione della razza a concorsi nazionali per fare meglio conoscere agli agricoltori interessati i pregi ed il lavoro di miglioramento che si stava compiendo.
Fu così organizzata la partecipazione di gruppi chianini alle mostre zootecniche nazionali di Roma (1924) e di Milano (1927).
Altre manifestazioni zootecniche tendenti ad incoraggiare più che tutto l'incremento, oltre che il miglioramento del bestiame bovino, si sono avute nelle mostre zootecniche di Colle e Buonconvento e nel Concorso stalle della Val d' Elsa.
Da due anni nelle Amministrazioni Conte Passerini e Comm. Puccio di Bettolle si sta compiendo un esperimento di incrocio Charolais-Chianino.
Allora avemmo occasione di fare conoscere al Ministero dell'Economia Nazionale ed agli interessati la nostra contrarietà all'esperimento motivata da ragioni di opportunità e da ragioni tecniche.
Le ragioni di opportunità sono così evidenti che crediamo superfluo insistere per dimostrare il pericolo che deriva alla fama del bestiame chianino dall'introduzione della russa Charolaise.
Gli stessi allevatori di Val di Chiana, che proprio in questi ultimi anni con vera passione e con incoraggianti risultati avevano ripreso il lavoro di miglioramento della razza, non hanno saputo nascondere la loro contrarietà ed il loro senso di stupore per l'esperimento suddetto.
Dal lato tecnico non è facile comprendere come la razza Charolaise possa migliorare quella di Val di Chiana:
1°) per il lavoro: perché è noto che la russa Charolaise è adibita a lavori moderati e non continuativi mentre al nostro bestiame sono demandati in notevole misura i lavori leggeri al pari di quelli più ingrati;
2°) per la carne: perché la russa Charolaise, pur presentando una maggiore precocità (precocità significa raggiungere l'età adulta, cioè sostituire i denti da latte con quelli permanenti, in breve tempo), ha mole sensibilmente minore della razza Chianina che resta, sempre la più grande e più pesante razza della specie.
Siamo molto lieti che tali concetti siano oggi condivisi da uno dei maggiori esponenti dell'agricoltura di Val di Chiana e proprio da Quegli che fino a ieri sembrava più incline all'introduzione del bovino Charolais, e perciò crediamo di fare cosa gradita ai nostri agricoltori di Val di Chiana pubblicando integralmente l'interessantissimo articolo.
Detto questo siamo molto grati al Sig. Conte Massimo di Frassineto di averci permessa la pubblicasene del Suo articolo le cui conclusioni, che concordano con le idee che noi abbiamo da anni sulla questione, acquistano maggiore rilievo perche dettate da una mente scevra di preconcetti e perché frutto di preziose osservazioni pratiche.
Già da molti anni il Conte Massimo di Frassineto pensando alla utilità d'incrociare la razza Chianina con la Charolaise, quando circa due mesi or sono ebbi occasione di vedere i prodotti ottenuti con tale incrocio nella Tenuta del conte Passerini.
Il problema si pose davanti con maggiore intensità per il fatto che tali prodotti avevano alcune buone caratteristiche e che i torelli importati dall'Amministrazione Passerini non erano certo perfetti, né come forme, né come mole.
Pensò che importando riproduttori di classe si potessero ottenere dei resultati ancora migliori e, spinto da tale idea, volle rendersi conto personalmente di cosa fosse la razza, Charolaise e in quale ambiente essa fosse allevata.
Andò quindi a Nevers e là, per la cortesia del Direttore Dipartimentale dell'Agricoltura, poté vedere quanto vi era di meglio tra i bovini Charolais ed avere al tempo stesso molte notizie interessanti sul loro allevamento.
Non è qui il caso il descrivere la razza Charolaise essendo essa già bene conosciuta, solo mi piace di affermare che mentre ho veduto animali quasi perfetti come forme, ne ho veduti pure diversi che presentavano vuoto retro scapolare, costola piatta, appiombi non perfetti e soprattutto sviluppo deficiente.
Insomma anche là non è oro tutto quello che riluce e non ho trovato quella assoluta uniformità di tipo che speravo di trovarvi.
I vitelli dimostrano buona precocità dato che le vacche hanno in media 16 litri di latte al giorno e, non essendo affatto munte, tale rilevante quantitativo di latte viene lasciato a totale disposizione dei vitelli.
Questo è un punto da tenersi ben presente e forse potremo anche domandarci cosa avverrebbe se fosse possibile dare ad un vitello chianino una simile alimentazione accoppiandola ad un continuo pascolo estivo in prati che non soffrono certo la siccità. Potrebbe essere che in tali condizioni la nostra razza oltre a mantenere il gigantismo acquistasse anche in parte la correttezza di forme che oggi manca.
La razza Charolaise vive in un ambiente troppo differente dal nostro sotto tutti i punti di vista.
Nel Nivernese il terreno coltivato (bietole da foraggio, erba medica, patate) è circa un decimo del totale ed il rimanente sono prati naturali divisi in appezzamenti dai tre ai dieci ettari e circondati da siepi. Il terreno è ondulato senza eccessive pendenze e di natura siliceo calcare.
Ove l'eccesso di umidità può essere dannoso allo sviluppo dei prati fanno il drenaggio. Ai primi di maggio il bestiame viene mandato in pascolo lasciandocelo fino al novembre. Esso è riunito in gruppi di un toro, 15-30 vacche e i relativi vitelli.
L'accoppiamento si compie in libertà, generalmente nel primo mese di pascolo, in modo che le nascite avvengono quasi tutte nel febbraio-marzo. Durante l'inverno gli animali sono ricoverati in stalle e vengono alimentati con fieno e bietole da foraggio.
L'aggiunta di farine viene fatta soltanto per alcuni capi speciali destinati ad Esposizioni sia come riproduttori, sia come animali grassi.
Nulla posso dire sulla resistenza al lavoro, ma da quanto mi è stato detto e dalla specie di lavori che fanno mi sembra che quei bovini non siano sottoposti a sforzi eccessivi.
In quanto ai pesi bisogna fare una netta distinzione tra animali grassi destinati alle esposizioni e quelli ingrassati per il commercio normale.
Per i primi hanno raggiunto pesi superiori a Kg. 1400, però, a detta stessa dell'allevatore che gentilmente mi accompagnò durante la mia visita, tale ingrasso richiede molto tempo, minuziose cure e spesa forte e non è quindi affatto conveniente.
Per i secondi invece ritengono che il peso di Kg. 1100, in un bove grasso, sia un po’ superiore al normale. Posso aggiungere che nel gennaio si fa a Nevers una celebre Fiera di giovani animali riproduttori.
I prezzi che ivi si praticano variano molto a seconda dell'individuo e non è possibile dare alcuna indicazione essendovi differenze di varie migliaia di lire da capo a capo.
Questo è nel complesso quanto ho potato vedere e sapere sulla razza Charolaise ed ora mi sia permesso, come conclusione, di esprimere la mia opinione circa l'opportunità di un incrocio con la Chianina.
Tengo a ripetere che io partii per il Nivernese con l'idea di acquistare qualche riproduttore di classe e dico questo perché non si supponga che potessi allora avere qualche prevenzione contro la razza Charolaise.
Dopo di averla però esaminata con maggior cura mi sono convinto che non convenga tentare l'incrocio con la nostra perché penso che si andrebbe incontro a tutte le incertezze e a tutti i pericoli derivanti dagli incroci senza essere matematicamente sicuri di migliorare le forme pur mantenendo una giusta mole.
Sarà quindi bene che gli allevatori chianini attendano ancora qualche mese onde vedere quali siano i risultati dell'interessante esperimento iniziato dal Conte Passerini e solo quando i prodotti d'incrocio abbiano raggiunto il completo sviluppo si vedrà se queste mie osservazioni corrispondono alla verità. G. Cioli

I Cattedratici

1) Archivio G. Cioli
appunti/giordano/varie/1928.txt · Ultima modifica: 18/06/2017 07:02 da miro