Strumenti Utente

Strumenti Sito


Barra laterale

Entrata
Benvenuti.
Chi siamo
Chi siamo?
Progetti in essere
La vita intorno la chianina
Ex-voto
Federigo Terrosi
Baricci Giulio Piero
Didattica
Mi ricordo che...
Video
Video.
Immagini
Galleria Miro
Presentazioni
Presentazione del 5.8.2016
Interviste
Interviste
Altro
Sulla privacy
Chat
Visite
Ebook


1
online

Nuova pagina

Non sei autorizzato ad aggiungere nuove pagine

Indice.

nolink


Tutti i contenuti della piattaforma sono pubblicati sotto licenza Creative commons - Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo

appunti:giordano:stazioni

STAZIONI DI MONTA TAURINA

1923

Nel 1923 si verifica l'aumento della tassa per i tori destinati alla monta pubblica.

Da tutti i proprietari dì tori destinati alla monta pubblica era sentita da molto tempo la necessità di aumentare notevolmente la tassa di monta, in quanto quella fino ad oggi praticata era del tutto esigua e non permetteva nemmeno di coprire le sole spese di mantenimento del riproduttore.
Come è noto, oltre che un notevole impiego di capitali per l'acquisto, il toro richiede un'alimentazione abbondante e ricca, un locale adeguato e l'assistenza continua di una persona pratica; elementi tutti che se nel sistema normale di mezzadria sfuggono in gran parte a chi volesse stabilire un computo del costo di mantenimento di una stagione di monta taurina, occorre tener presente nel fissare la tassa di monta.
Crediamo di non essere lontani dal vero nello stabilire in L.5000 annue la spesa per il mantenimento di una stazione di monta. Ora, la tassa di monta attuale in L.30-30-35 al massimo per ogni vaccina gravida era del tutto insufficiente a coprire queste spese, ove si pensi che normalmente un toro non può coprire che un centinaio di bovine come limite massimo.
Tali condizioni portano come conseguenza:
1°) che il numero delle stazioni di monta è insufficiente ai bisogni;
2°) che la stazione di monta può essere impiantata soltanto presso le grandi proprietà aventi un notevole numero di bovine, perché quivi il guadagno è dato dall'allevamento e non dalla stazione di monta;
3°) che molto spesso vengono acquistati soggetti poco pregevoli per risparmiare nel prezzo di acquisto;
4°) che l'alimentazione non è sempre sufficiente ed adeguata alla delicata e dispendiosa funzione del toro;
5°) che normalmente il toro viene sottoposto ad un lavoro eccessivo e quindi ad un logorio precoce, e di conseguenza il numero delle bovine fecondate al primo salto è assai limitato;
6°) che infine il toro non può esercitare quella funzione di miglioramento zootecnico senza della quale ogni progresso, in questo campo, viene frustrato.
Compresi della necessità di aumentare la tassa di monta per eliminare se non tutti, almeno gran parte degli inconvenienti lamentati, sono state indette per i giorni 29 e 30 Novembre e 1° Dicembre rispettivamente a Montepulciano, Colle Val d'Elsa e Siena, tre adunanze fra tutti i proprietari di tori delle rispettive giurisdizioni, nelle quali è stato stabilito che a partire dal 1° Gennaio 1924 la tassa di monta viene così modificata:
1° ) per le stazioni di monta dei Comuni di Cetona, Chianciano, Chiusi, Montepulciano, Pienza, Sarteano, Sinalunga e Torrita: L.30.00 il 1° salto, L. 10.00 ciascun salto successivo.
2°) per tutte le altre stazioni di monta della provincia: L.40.00 il 1° salto, L.10.00 ciascun salto successivo.
La differenza è dovuta al fatto che, mentre nella Val di Chiana la tassa fino ad oggi praticata è di L.20, nel resto della provincia è in media di L.30; né si è creduto opportuno per la Val di Chiana portare la tassa con un solo scatto a L.40 per evitare l'esodo delle nostre bovine verso le vicine stazioni di monta delle provincie di Arezzo e Perugia ove la tassa è ancora di L.20.
È stato infine ritenuto da tutti opportuno applicare una lieve tassa di L.10 per ciascun salto successivo al primo, per due ragioni fondamentali:
1°) combattere il pregiudizio di far fare il secondo salto ad ogni bovina alla distanza di poche ore dal primo; tali salti ripetuti hanno il solo scopo di stancare ed affievolire l'attività riproduttiva del toro;
2°) spronare coloni, agenti e proprietari all'esame delle bovine prima di mandarle al salto e di sottoporle alla cura se riscontrate affette da vaginite granulosa e ciò perché, nella grande maggioranza dei casi, le vaccine che non restano fecondate sono affette da questa malattia che per essere diffusa a tutta la provincia produce danni realmente incalcolabili.
È doveroso segnalare che, mentre tutti i proprietari interessati hanno accolto con entusiasmo questa iniziativa della Cattedra, sorta al solo scopo di disciplinare il funzionamento delle stazioni di monta pubblica taurina e di portare un reale beneficio all'allevamento ed al miglioramento zootecnico della provincia, la sola fattoria del Casone, situata nel Comune di Monteriggioni, non ha creduto di potere aderire alle direttive stabilite e concordate.
I proprietari delle stazioni di monta vicine a quella del Casone, non dovranno preoccuparsi se quivi verrà ancora praticata l'antica tassa inferiore a quella concordata, per il fatto che la particolare ubicazione della fattoria del Casone non può arrecar loro danni sensibili.1)

1924

Le stazioni di Monta Taurina, nella Provincia di Siena, lottavano contro la vaginite granulosa infettiva.

Dalle denunzie presentate al'On. Deputazione Provinciale nell'anno decorso, risultarono funzionanti nella Provincia di Siena n.57 stazioni pubbliche di monta taurina comprendenti, complessivamente, 90 tori.
La Commissione Provinciale incaricata della visita per la preventiva approvazione dei tori, procedette alla seguente loro classificazione: Tori non approvati 1; scadenti 4; mediocri 11; buoni 51 e ottimi 13.
Anche per l'anno di monta 1923-1924, la suddetta Commissione, presieduta dal dr. Gino Marchi, ritenne conveniente seguire criteri di non eccessivo rigore perché, essendo il numero dei tori ancora inferiore ai bisogni della Provincia, non sarebbe stato opportuno, anche zoo tecnicamente parlando, ridarlo maggiormente.
Si è perciò assai largheggiato nell'approvazione, ma in un siffatto criterio la Commissione non potrà certamente perseguire specialmente se, come è da augurarsi, il numero dei tori andrà man mano aumentando.
Nel 1918, il censimento generale del bestiame eseguito il 6-7 Aprile, dette esistenti nella Provincia 11370 capi fra vacche e giovenche; fu quello un momento assai critico per il nostro patrimonio zootecnico, e particolarmente per le bovine. Tutti ricordano la strage di vacche che fu fatta durante il periodo bellico!
In questi ultimi tempi, per fortuna, il buon senso ha ricondotto proprietari, agenti e coloni a tenere in maggiore estimazione la femmina bovina ed a riconoscere in essa uno dei maggiori cespiti di guadagno della complessa industria agricola.
Ciò ha. determinato quindi un ripopolamento di vaccine, tal ché è da ritenersi che l'attuale numero di esse, nella Provincia, non sia inferiore a 12500.
Ciò posto, considerata l'esistenza di soli 90 tori (per la monta privata pare che non ne esistano) vediamo che si ha una media di circa 140 femmine per toro.
Tale quantitativo, per ovvie considerazioni, può esser ridotto a 110-120, ond'è che a prima vista può sembrare non eccessivo, ma quando si pensi che in un anno, ogni vaccina destinata alla riproduzione, viene data al toro rarissimamente una sola volta, ma, quasi costantemente due, frequentemente tre, e non mancano affatto casi nei quali la stessa vaccina è sottoposta al toro quattro, cinque ed anche sei volte, noi comprendiamo facilmente a qual gravoso lavoro viene assoggettato ciascun toro, il quale finisce per fare, senza una razionale distribuzione, dai 350 ai 400 e più salti all'anno.
Ora non occorre essere né veterinari, né agrari, né troppo intelligenti allevatori per comprendere che ciò non corrisponde a sani criteri zootecnici.
Molte vaccine sono date due volte al toro, anche alla distanza di poche ore, solo perché tale è la consuetudine di parecchi coloni, i quali desiderano “essere più sicuri”!
Ma la grande maggioranza delle femmine vengono ricondotte al toro per necessità, perché, cioè, tornano in calore; le cause di siffatto inconveniente sono varie, dirò delle due principali:
1° la diffusione enorme (75 ed anche 80%) della vaginite granulosa infettiva che, come ognuno sa, determina tanto frequentemente la sterilità talvolta temporanea, talvolta anche permanente ed infiniti altri guai;
2° esaurimento riproduttivo dei tori, tenuto conto che la loro funzione non è ben regolata, ma è particolarmente richiesta in determinate epoche dell'anno.
Tutto ciò si collega intimamente, formando, a danno della produzione bovina, una catena i cui anelli ben difficilmente possono spezzarsi.
Si impone dunque una lotta contro pregiudizi, una lotta contro la vaginite granulosa.
Ambedue sono irte di gravi difficoltà; per la vaginite poi, queste sono quasi insormontabili, e possono esser comprese, mi si perdoni la presunzione, solo da chi è addentro alle possibilità profilattiche materiali realizzabili (nel caso speciale di detta malattia) senza perturbamenti agricoli, commerciali, zootecnici di una importanza direi quasi eccezionale.
Quante e quante volte mi è stato chiesto come Veterinario Provinciale: ma perché non si chiude la stazione di monta tale, la talaltra, magari tutte?
Suvvia, si pensi seriamente alle conseguenze disastrose di un tal provvedimento anche se limitato ad una ristretta zona!
Mi accorgo che il desiderio di trattare siffatto importantissimo argomento mi condurrebbe un po' fuori di strada, quindi torno a bomba!
In Provincia dunque la situazione nei riguardi della monta pubblica taurina, a tutto il 1923, era questa:
a) tori funzionanti in numero non adeguato al quantitativo di vaccine;
b) passività quasi costante delle singole stazioni di monta, o, per lo meno, mancanza di quell'utile che valesse ad incoraggiare il mantenimento di un toro.
Queste sono state le considerazioni che, molto opportunamente, indussero la locale Cattedra Ambulante di Agricoltura ad emanare la Circolare 20 Novembre 1923, diretta ai tenutari di stazioni di monta pubblica taurina, per stabilire, di comune accordo, una tassa di monta equamente remunerativa e che la Cattedra stessa dichiarava non dovesse essere inferiore a L. 50 per ogni vaccina gravida.
Nella prima riunione, all'uopo tenuta in Montepulciano sul finire del Novembre decorso, riunione alla quale fui gentilmente invitato, l'importante questione fu con ogni cura esaminata, ed ivi ritenni opportuno far presente che occorreva, più d'ogni altra cosa, trovare il modo di spezzare quella catena, cui poco avanti ebbi occasione di accennare.
Progettai, come mezzo migliore, di abbandonare il vecchio uso di far pagare soltanto il primo salto con il diritto a molteplici salti gratuiti successivi, per affrontare un sistema nuovo, quello cioè di far pagare tutti i salti, il primo in misura maggiore, i successivi, naturalmente, in misura inferiore.
L'uomo è sempre uomo, il suo tasto più sensibile è quello della borsa!
La detta tesi incontrò il favore e l'approvazione di tutti; le ragioni che mi indussero a lanciarla e a sostenerla furono queste:
1) necessità di mettere un freno alla consuetudine di sottoporre le vaccine al toro anche quando non ve ne sia effettivo bisogno;
2) richiamare seriamente l'attenzione del colono sul fatto della frequente mancata fecondazione della vaccina. Quando il colono, per la propria vacca o giovenca che sia, dovrà pagare ogni salto, ci penserà un po' sopra e, specialmente dopo il secondo salto, sentirà il bisogno di sincerarsi sulla causa della mancata fecondazione.
Egli così potrà constatare come, con ogni probabilità, la propria vaccina sia ammalata di vaginite granulosa, e allora, prima di spendere inutilmente per un nuovo salto, si deciderà a curarla. Si inizierà così, a fondo, una lotta pratica e veramente utile contro la detta malattia che non esito a dichiarare la più dannosa per l'allevatore.
I tori, così sgravati di inutile lavoro, saranno più riposati, il loro potere fecondativo sarà, di conseguenza, esaltato, le probabilità di fecondazione saranno ogni volta maggiori.
La famosa catena verrà così ad essere spezzata.
Il proprietario del toro vedrà il proprio animale maggiormente tutelato e, sottraitelo ad un lavoro talvolta eccessivo e inutile, il suo uso sarà più duraturo e l'interesse del capitale impiegato aumenterà notevolmente.
Le vaccine, convenientemente e tempestivamente curate, daranno una notevolissima minor percentuale di cast di sterilità sia temporanea che assoluta; si rarefaranno gli aborti, la produzione insomma si farà più intensa, l'utile generale sarà immensamente maggiore, sicché la lieve maggiore spesa incontrata col nuovo sistema sarà ad usura compensata.
E d'altra parte non era più tollerabile che i proprietari di tori, i quali nel campo zootecnico hanno benemerenze di primissimo ordine, dovessero ancora risentire il danno di una errata consuetudine, dell'apatia e della noncuranza di una gran parte di possessori e detentori di vaccine.
Siccome anche per quanto riguarda la produzione dei suini si hanno ridotti, ma pressoché i medesimi inconvenienti lamentati per la produzione bovina (le scrofe sono pure soggette a vaginite granulosa infettiva), così potrebbero essere adottati ripari analoghi.
Altre iniziative sarebbero infine da prendersi in Provincia per ridurre veramente al minimo gli innumeri casi di sterilità, di aborti, ecc. nelle vaccine.
Poiché le lesioni da vaginite granulosa non si limitano soltanto alla vagina, ma possono interessare, più di quanto non si creda, altre parti della sfera genitale il cui esame, nella comune pratica, non è possibile, così sarebbe opportuno impiantare stazioni di accertamento delle condizioni sanitarie dell'apparato genitale femminile, fornendo tali stazioni di moderni mezzi per l'esame degli organi profondi e per la loro cura razionale.
Per ora però, non tralasciando di riconoscere alla locale Cattedra Ambulante di Agricoltura il merito di aver mosso la prima pedina per una maggior presa in considerazione delle stazioni pubbliche di monta, auguriamoci che, tanto da parte dei tenutari di dette stazioni, tanto da parte dei tenutari di vaccine, sia 'seguita la necessaria disciplina.

Nel 1924, le stazioni di monta di razza Chianina, oltre alle già esistenti in Val di Chiana, sono state impiantate nei seguenti Comuni e presso i seguenti proprietari:
Asciano, Fattoria P. Venturi, proprietario Palmieri P., podere Chiuse, toro Giorgio di anni quattro.
Casole, Fattoria Gallena, proprietario Castelli, podere Badia, toro Sole di anni due.
Castellina, Fattoria Campalli, proprietario Ricci-Campana, Conto Diretto, toro Giorgio di un anno e mezzo.
Castelnuovo, Fattoria Abbadia, proprietario E. Griccioli, podere Molinaccio I, toro Trento di sedici mesi.
Chiusdino, Fattoria Pentolina, proprietario I. Scroffa, podere Casalpiano, toro Brillante di due anni e mezzo.
Colle, Fattoria Colle, proprietario Bottai, podere Badia, toro Neri di un anno e mezzo.
Montalcino, Fattoria C.Verdelli, proprietario De Vecchi, Conto Diretto, toro Antonio di un anno e mezzo.
Monteroni, Fattoria Corsano, proprietario Società Agricola, Conto Diretto, toro Antonio di un anno e mezzo.
Sovicille, Fattoria Centinale, proprietario Chigi-Zandadari, podere Strada, toro Ernesto di un anno e mezzo.2)

1928

Visita di approvazione dei tori

Il veterinario provinciale dr. Gino Marchi, il sig. Guglielmo Gelsomini in rappresentanza degli allevatori, il sig. Ferdinando Contini membro supplente, durante i mesi di aprile-giugno 1928, hanno compiuto le visite alle stazioni di monta taurina con visita medica ai tori.

In provincia esistono n.101 stazioni di monta con n.165 tori di cui n.133 di razza chianina.

Nel comune di Chianciano:

Simoneschi Avv. Ottavio, podere Petriccio, i tori FRANCO e LEONE, mediocre e buono.

Nel comune di Chiusi:

Tenuta Dolciano, proprietario Bologna Gran. Uff. Francesco, podere S. Vincenzo, hanno visitato i tori ARGANTE, MERCURIO e GRILLO, classificandoli rispettivamente molto buono, ottimo e mediocre;
Tenuta S. Polo, proprietario Bona Comm. Osvaldo, podere S. Polino e Pilella, i tori TRIESTE, GRILLO, PALLINO e LUPO, classificati ottimo, molto buono, molto buono e molto buono.

Nel comune di Montepulciano:

Località Cervognano, proprietario Bucelli Conte Giovanni Alberto, podere Boschi 1°,i tori GRILLO e BONELLO, ottimo e molto buono;
Località La Braccesca, proprietario Bracci Testasecca Conte Lucangelo, podere Rovisci, tori PARIGI e LAMPO, molto buono e scadente;
Località Abbadia, proprietario Ciuffi Italo, podere Porticciolo I, tori ADONE, ARDITO e ARGO, ottimo, molto buono e buono;
Località Abbadia, proprietario Contini Cav. Ferdinando, podere Palazzo, tori NORGE e PALLINO, molto buono e buono;
Località Acquaviva, proprietario Eredi Luatti Valerio, podere Cinacchio 2°, toro BALLERO, molto buono;
Località Valiano, proprietario Istituto Agrario Vegni, podere Casella, tori VAGO e LAMPINO, molto buono e molto buono;
Località Poggiano, proprietario Ricci Parracciani M.se Giulio, podere Poderuccio 1°, tori LAMPO e PALLINO, buono e molto buono;
Località Acquaviva, proprietario Vimercati S. Severino Conte Roberto, podere S. Luigi, tori DAGO e LAMPO, buono e molto buono.

Nel comune di Sarteano:

Località La Chiusa, proprietario Bargagli Petrucci Conte Prof. Fabio, conto diretto, tori ARBACE, IAGO e VINICIO, ottimo, molto buono e mediocre;
Località Sarteano, proprietario Meoni Comm. Pasquale, podere S. Leonardo, toro NILO, molto buono.

Nel comune di Sinalunga:

Località La Fratta, proprietario Eredi Butini Gattai, podere S. Simone, tori AMATO e LAMPINO, molto buono e molto buono;
Località Bettolle, proprietario Passerini Sen.re Conte Napoleone, podere Portovecchio I, tori BANINO e LEONE, ottimo e ottimo;
Località Bettolle, proprietario Puccio Prefumo Gran. Uff. Francesco, podere Esse secco 2°, tori ADONE, LAMPO e TRIESTE, molto buono, buono e mediocre.

Nel comune di Torrita:

Località Torrita, proprietario Bargagli Petrucci Conte Prof. Fabio, podere Addobbo, toro DRAGO, molto buono;
Località Capannone, proprietario Marri Umberto, podere Capanne 1°, toro PALLINO, molto buono;
Località Petriolo, proprietario Pedrazzini Comm. Guido, toro GIOVE, buono. 3)

1930

1930_1_.jpg
1930_2_.jpg
1) , 2) , 3) Estratto da Archivio di Giordano Cioli
appunti/giordano/stazioni.txt · Ultima modifica: 07/03/2018 15:00 da miro