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appunti:alessandro

Area appunti di Alessandro Angiolini

MISCELLANEA

Foto Torrione

Da una foto1) del Torrione databile anni '30 del novecento, emergono alcune particolarità:

1 - Sulla facciata, sotto le finestre della stanza adibita a scuola, c'era la scritta fascista in vernice bianca “L'ITALIA AVRA' IL SUO GRANDE POSTO NEL MONDO”. Dall'intervista ai coniugi Pepi, Leda Bernardini, alla domanda di Giulio Fè “Cosa c'era scritto sulla facciata del podere Avanguardia?”, la signora risponde “Al podere Avanguardia a me mi sembra c'era scritto L'ITALIA AVRA' IL SUO GRANDE POSTO NEL MONDO”, e poi sotto c'era scritto “CREDERE OBBEDIRE E COMBATTERE”. E' probabile quindi che Leda abbia confuso le scritte e che nel podere Avanguardia ci fosse stata solo questa ultima epigrafe. Infatti è difficile che a breve distanza tra le due costruzioni si ripetesse nei loro muri lo stesso motto, è probabile anche che i fori nella facciata del podere Avanguardia corrispondono alla scomparsa scritta mussoliniana più famosa. In un'altra foto in bianco e nero del Torrione datata 13.5.1958, si vede ancora il lungo rettangolo di vernice dello stesso colore della facciata posto a coprire la scritta fascista.

2 - Nella foto degli anni '30, si nota anche un'altra scritta sulla facciata sopra le finestre: O.N.D. TORRIONE. Da Wikipedia: “L'Opera Nazionale Dopolavoro (abbreviato O.N.D.), è un'associazione creata il 1 maggio 1925 dal Regime fascista col compito di occuparsi del tempo libero dei lavoratori. (…)”.

3 - Altre particolarità della foto anni '30: da notare le porte d'ingresso alle stalle in facciata al piano terra. In origine erano più larghe per permettere l'entrata dei carri carichi d'uva dato che lì si trovava la cantina. Nel secondo dopoguerra furono completamente murate e riaperte più piccole e spostate verso i lati della parete a modo d'ingresso stalle quando si erano già costruiti nelle adiacenze gli annessi per le rimesse carriaggi e il fabbricato ambulatorio (anche le aperture sopra furono modificate). In questo periodo la cantina venne trasformata in stalla e dalla metà degli anni '50 fu stazione di monta per i tori dell'azienda, qui infatti si praticavano le attorature (prima di allora i tori vivevano e svolgevano il proprio ruolo nelle stalle dei poderi Avanguardia e Porticciolo I°). I dipendenti più anziani dell'azienda, ricordando i racconti di Italo e Varo Ciuffi, dicono che all'epoca della palude, il piano terreno del Torrione, veniva usato come rimessaggio o addirittura attracco per le barche. In effetti il Torrione venne costruito ai primi del '700 come punto avanzato sulla palude, fungeva da posto di controllo sulle vaste colmate del fiume Foenna. Anche la scalinata esterna dell'ingresso principale potrebbe essere giustificata dalla necessità in caso di acqua alta di avere un accesso asciutto al piano superiore dello stabile. Esistevaanche un pozzo nell'aia con accanto un trogolo in pietra, oggi scomparsi, a pochi metri di fronte alla scalinata d'ingresso al Torrione. Da notare anche l'arcaico argano a bilancere in legno utilizzato per calare e sollevare un recipiente per l'acqua. In facciata, sull'angolo del lato destro, all'altezza della scritta fascista, c'era un bellissimo lampione in ferro battuto a corrente (si vedono i terminali in ferro e ceramica per i fili elettrici della luce), oggi scomparso, molto simile o forse uguale, a quello che possiamo vedere ancora oggi funzionante nel muro della fattoria-villa a San Pietro Vecchio (esiste uno molto somigliante usato come lampadario e posizionato al centro della sala del consiglio comunale nel municipio a Montepulciano. Si dice che fu regalato al Comune poliziano tanti anni fa, forse da Varo Ciuffi quando fu eletto Podestà nel 1936?).


Il podestà Varo Ciuffi (Montemurlo (Fi) 1888 - Abbadia di Montepulciano 1977)

Il 9 febbraio 1936 muore all'età di 61 anni il podestà di Montepulciano Ferdinando Contini. Era stato eletto con nomina prefettizia il 22 aprile 1927. Non più in grado di ricoprire il ruolo amministrativo per gravi motivi di salute, Ferdinando fu sostituito da Varo Ciuffi
Varo Ciuffi nel 1975.DedicaNomina comm. prefettiziogià dal 25 settembre 1935 con la nomina di Commissario prefettizio, ruolo che ricoprirà fino il 18 aprile 1936 quando verrà nominato secondo podestà di Montepulciano.Varo era il fratello di Italo Ciuffi, titolare della fattoria Abbadia, vasta tenuta agricola di quasi 800 ettari acquistata nel 1928 dagli eredi Bastogi (affittuario dal 1925 e fattore della stessa a partire dal 1913). I ricchi proprietari terrieri fascisti provenienti dall'umile villaggio agricolo, continuavano a rimanere alla guida del comune poliziano. Dalle pagine del settimanale diocesano “L'Araldo Poliziano”, scopriamo che il 9 giugno 1940, Varo Ciuffi fu riconfermato podestà di Montepulciano: “Riconferma del Podestà - Con recente decreto Ministeriale il Cav. Varo Ciuffi è stato riconfermato nella carica di Podestà del Comune di Montepulciano per un nuovo quadriennio. La notizia della riconferma del nostro solerte e intelligente Podestà è stata accolta con viva soddisfazione da tutta la cittadinanza poliziana, che tanto apprezza la benefica attività che egli sempre ha esplicato per il benessere del nostro Comune”. Il 10 giugno 1940, anno XVIII dell'era fascista, il giorno dopo l'acclamazione del riconfermato podestà Varo Ciuffi, dal balcone di palazzo Venezia a Roma, Benito Mussolini aveva annunciato ad una delirante folla oceanica, la dichiarazione di guerra che trascinò l'Italia e gli italiani nel più buio e tragico periodo della nostra storia. Varo Ciuffi ricoprì quindi le cariche di commissario prefettizio e di podestà del comune di Montepulciano dal 1935 fino al fatidico 25 luglio 1943. È forse questo il periodo della dittatura fascista dove le notizie riportate sui giornali si appiattiscono semplificandosi nelle solite cronache di feste e ricorrenze della rivoluzione, solenni inni alla guerra vittoriosa al fianco dell'alleato teutonico senza mai subire sconfitte. Insomma, la solita propaganda di regime dove il duce aveva sempre ragione. Varo fu quindi podestà negli anni più difficili, quelli delle guerre: prima quella coloniale per l'impero in Africa Orientale, poi l'intervento spagnolo e infine la tragedia della Seconda guerra mondiale. Varo Ciuffi lasciò l'incarico nel momento in cui il granitico Partito Nazionale Fascista iniziò a sgretolarsi sotto i disastri della politica estera voluta da Mussolini. Nei giorni difficili di fine luglio 1943, la carica di podestà, o meglio di commissario straordinario, fu affidata, senza che nessuno se ne accorgesse, allo squadrista poliziano Mario Fabbrucci, amministratore della fattoria Baiocchi e uomo di fiducia di Adolfo Baiocchi, l'ex onorevole amiatino ed ex segretario del P.N.F. Senese. Dopo la caduta di Mussolini, il prefetto della provincia di Siena nominò commissario prefettizio Lucangelo Bracci Testasecca “per la temporanea amministrazione del Comune di Montepulciano”. Piero Calamandrei nel suo ricordo dell'amico Lucangelo scrisse che: “(…) quando il 25 luglio 1943 si fu squagliato l'ultimo podestà fascista, il popolo montepulcianese acclamò il conte Bracci a capo del Comune: e infatti fu nominato Commissario prefettizio”. Era il 25 agosto 1943. Il conte poliziano, dopo il passaggio del fronte il 29 giugno 1944, divenne sindaco fino il 24 marzo 1945.

inaugurazione.jpg Il vescovo Emilio Giorgi benedice l'Acquedotto del Vivo. Il podestà Varo Ciuffi Il gerarca giunto da Roma Zinfarosa Foto di gruppo Il momento più attesoPiazza Grande risorgimentaleRiconoscimento

Vino al vino, di Mario Soldati. Prima edizione 1977, Arnoldo Mondadori Editore. Un viaggio dell'autore nell'Italia del vino. A Montepulciano incontra Varo Ciuffi nella sua villa di Abbadia. E poi il trenino a scatamento ridotto Montepulciano - Fontago, i Bastogi… Leggete da pagina 73 cliccando sul link sottostante:
http://books.google.it/books?id=PP4pPqjs3MEC&lpg=PA74&ots=QSBmWoYwTv&dq=varo ciuffi&hl=it&pg=PA74#v=onepage&q=varo ciuffi&f=true

Elogio della bistecca, di Sandro Pintus. Ibiskos Editrice Risolo, 2007 - 104 pagine. Cliccando sul link sottostante leggerete ancora qualcosa su Varo e su sua nipote Laura Ciuffi. Leggete da pag. 52, capitolo “Un allevamento storico in Val di Chiana senese”.
http://books.google.it/books?id=JEmZVnVN6I8C&lpg=PA53&ots=2IMDBYWY6Q&dq=varo ciuffi&hl=it&pg=PA52#v=onepage&q=varo ciuffi&f=false

http://www.cavalieridellavoro.it/cav1.php?cerca=cerca&stringa=1658

Dal 1901, anno di istituzione dell'Ordine al "Merito del Lavoro", sono stati nominati 2722 Cavalieri del Lavoro.

Profilo biografico Archivio storico Cognome e nome Data di nomina Settore di nomina Attività di nomina
CIUFFI Varo 31 maggio 1968 Agricoltura Agricoltura


APPUNTI TRATTI DAL FALDONE 1943 - 1944

Luglio 2012 - Durante questa mia convalescenza, per non “morire” di noia, la mia amica Laura mi aveva invogliato a leggere i faldoni dell'archivio Ciuffi, chiedendomi su quali anni avrei preferito effettuare la mia ricerca. Pensando al passaggio del fronte e alla morte del piccolo Maurizio, chiesi i faldoni '43 - '44 e '44 - '45 e lei gentilmente me li ha portati. Dopo di me anche Giulio è stato coinvolto nell'affascinante avventura della ricerca nei suddetti faldoni. Aggiungo quindi a quelli preziosi di Giulio i miei appunti presi durante la ricerca sul faldone '43 - '44. Alcuni passaggi risulteranno uguali o simili a quelli di Giulio, altri sono diversi, ma è importante riportarli così come ognuno di noi li ha letti o interpretati. Poi, quando ci sentiremo in grado di mettere mano al libro sognato, potremo riaprire i faldoni e confrontare le nostre considerazioni.

1 - nel febbraio del '43 nei prospetti stampati con i nomi dei poderi della fattoria di Abbadia, appare per la prima volta scritto a penna il nome del podere nr. 35 San Maurizio, la scoperta annulla la precedente convinzione che voleva il podere costruito dopo la morte diel piccolo Maurizio Ciuffi avvenuta nel marzo del 1944.

2 - il bellissimo pavimento in parquet (in listelli di legno a spina di pesce) del piano terreno e del primo piano della villa, è stato posato tra la fine del '42 e gli inizi del '43. la prima consegna di “legname grezzo” avviene il 2 novembre 1942 e l'ultima il 25 marzo 1943.

3 - nomi di alcuni storici operai abbadiani più conosciuti in paese: eduino ceccuzzi - ortolano, mario bambini - granaio, gurlino benicchi - scoli, allegro saletti, angelo fanciulli, aroldo tondi - terrazzieri e vigne, giuseppe caldi (beppe del caldi) - cantiniere, eduino neri - giardiniere.

4 - Primo luglio 1943, documento di consegna dei bozzoli dei bachi da seta prodotti in 17 poderi: aiola, avanguardia, cappella, casa ortolano, fornace ,fuga 1, giovacchino, porticciolo 1, s.carlo, s.cristina, s.elisabetta, s.ferdinando, s.pietro nuovo, s.pietro vecchio, s.vittorio, sciarti 1 e sciarti 2.

5 - manutentore delle parti in ferro della scuderia della villa, fabbro elvio vignai, zio delle sorelle tosca e masca vignai.

6 - documento archiviato con il nr. 122. interessante da studiare approfonditamente: disdetta colonica con lista dei nomi dei mezzadri, norme da seguire.

7 - documento nr. 137. il 21 agosto 1943, per la prima volta sul bolettino mensile dell'istituto nazionale fascista infortuni, viene cancellata a mano con inchiostro la parola fascista (periodo di sbandamento politico nazionale che va dalla caduta di mussolini del 25 luglio, alla fuga del re fino all'armistizio dell'8 settembre)

8 - documento nr. 180. primo novembre 1943, il comando tedesco è già in villa (unico documento che parla dei tedeschi). conteggio dei generi alimentari e loro valore in lire consegnati al comando tedesco: vino, patate, orzo, mele, paglia.

9 - documento nr. 213. sul bollettino datato 5 gennaio 1944 dell'istituto nazionale infortuni riappare (non più cancellata) la parola fascista.

10 - documento nr. 264. Il 21 ottobre 1943 lista dei lavori effettuati alla “casa al magazzino tabacchi abitata dal Dott. Ciuffi”. E' probabile che con l'arrivo dei tedeschi (truppe, graduati e automezzi), villa e fattoria son requisite dalla Werhmacht e Italo Ciuffi con la famiglia si sia trasferito dopo alcuni lavori di abitabilità nell'appartamento della tabaccaia.

11 - documento nr 288. 31 gennaio 1944, perizia del sindacato fascista per cessazione di colonia, risoluzione contratto di mezzadria. interessante. approfondire.

12 - documento nr. 289 - fattura “Mesticheria Zanelli Adolfo”. Adolfo fratello di Osman, fascisti squadristi della prima ora, molto violento il secondo che addirittura fu espulso dal partito “per troppa intemperanza” e poi reintegrato (vedi casa del popolo e casa del fascio di abbadia).

13 - documento nr. 290 - fattura “Farmacia Chimenti”. Dottore farmacista Unno Chimenti, graduato della marina militare, fascista, possidente agrario (vedi casa del popolo e casa del fascio di abbadia).

14 - documento nr. 291 - fattura “Officina meccanica Alcide Vignai” (conto riparazioni biciclette fattoria). Alcide, socialista storico di Abbadia e uno dei fautori insieme a gaetano Viciani e Leone Migali della costruzione della casa del popolo nel 1914. Perseguitato, oleato, manganellato e costretto a fuggire nel 1922 dal paese per Roma.

15 - documento nr. 294. Nel prospetto stampato con l'elenco dei poderi della fattoria Abbadia anno 1943 - '44, appare per la prima volta scritto a penna il nome del podere nr. 36 Santa Maddalena (dedicato a Maddalena, madre di Italo Ciuffi, probabilmente morta in quegli anni).

LISTA SPESE (alcune curiosità)

16 - “Per i bisogni dell'asilo” e il suo mantenimento, tutti i mesi Italo Ciuffi versava una somma che variava da un minimo di lire 1.000 ad un massimo di lire 3.000 (euro 931,48, valore 2012). Il ricevente delle somme era il priore don Marsilio Isacchi che firmava le ricevute di avvenuto pagamento.

17 - Mittente di un assegno circolare datato 27.9.43 (somma sconosciuta) Laura Torelli Codronchi, compagna di Italo e futura moglie, in favore di Zoe Cartoni, Roma, figlia di Laura (avuta da precedente matrimonio) e futura beneficiaria per lascito di una parte dei terreni e poderi della fattoria (100 ettari, poderi Ferretti, Aiola, Giovannangelo e Giovacchino, Sagginali).

18 - Spese per la cucina mese agosto 1943: “terra di vagliano 50 lire” (15,50 euro valore 2012) (la famosa terrina fina di Valiano che serviva per lavare le stoviglie).

19 - Spese per la villa luglio 1943: giornalino maurizio 5 lire (1,55 euro, valore 2012), giornali signora 22 lire.

20 - Spese varie luglio 1943: paghetta 6,80 lire (si ritrova sempre paghetta anche nei mesi precedenti e successivi, probabilmente è la paghetta che i genitori davano al piccolo Maurizio che la riceve tutti i mesi fino al marzo del 1944 (nota spese varie), mese della sua prematura scomparsa (era nato nel 1937).

21 - Spese varie aprile '43: sidolle (sidol, crema chimica per pulire le stoviglie di rame) 11 lire, 15 litri di benzina 81,60 lire (25,33 euro valore 2012, diviso 15 litri: 1,69 al litro), staffa ble Maurizio (per cavallo?) 125 lire.

22 - Gennaio 1943, Abbonamento annuale teatro Poliziano al Commendator Italo Ciuffi, Reale accademia degli Intronati, Montepulciano, Palco nr. 11 Ordine I. (Laura Ciuffi mi ha detto che il palco nr. 11 nel primo ordine del teatro Poliziano è stato riservato in abbonamento alla sua famiglia fino alla fine degli anni 70 del secolo scorso, il nonno Varo Ciuffi muore infatti nel 1977).

APPUNTI TRATTI DAL FALDONE 1944 - 1945

1 - documento nr. 1. Censimento bovino e suino al 1 gennaio 1945: 720 bovini (dei quali 5 tori, 2 ad avanguardia e 3 a porticciolo 1°) e 945 suini.

2 - documento nr. 16. Bolla di consegna per conferimento a “associazione nazionale coltivatori piante erbacee oleoginose” del seme di ricino raccolto 1943 -'44 (ammasso ricino).

3 - documento nr. 23. In data 3 maggio 1944, su francobolli e marche da bollo (effige del re vittorio emanuele III) presenti nel documento, l'annullo postale riporta ancora il ventiduesimo anno dell'era fascista: “3 maggio 1944 ANNO XXII” nonostante il paese fosse spaccato in due e insanguinato da una cruenta guerra civile e con un re fuggito da diversi mesi al sud e considerato dalla repubblica sociale il più vile dei traditori del regime. ricordiamo che Roma sarà liberata dagli alleati e dai partigiani il 4 giugno e la Valdichiana tra la fine di giugno e i primissimi giorni di luglio.

4 - documento nr. 45. Bolla di consegna datata 1/7/43 (nel faldone 44 - 45, si trovano quindi anche documenti dell'anno precedente, sconosciuto il motivo) dei bozzoli dei bachi da seta (ammasso bozzoli). tipologie dei bozzoli: Mercantili (gialli - bianchi), Scarti (gialli - bianchi), Doppi (gialli - bianchi), Falloppati, Spelaia di bosco.

5 - documento nr 68. Nota carne distribuita ai coloni mezzadri luglio 1944. In tutti i poderi viene macellato un vitello e distribuita tot. gk di carne a seconda del numero dei componenti delle famiglie. E' il modo di festeggiare l'avvenuto passaggio del fronte (30 giugno 1944) e quindi la fine della guerra?

6 - documento nr. 79. Fattura anno 1944 dello studio tecnico Idro Batignani di Montepulciano per due progetti “di nuova casa colonica” (non si specificano i nomi, circa 200.000 lire a progetto, 13.973 euro valore 2012). Probabilmente i progetti dei due nuovi poderi San Maurizio e Santa Maddalena da poco costruiti.

7 - documento nr. 95. Corrispondenza epistolare tra Italo Ciuffi e Lucangelo Bracci Testasecca sindaco di Montepulciano (fino ad agosto 1945) in merito al prestito di 500.000 lire (35.000 euro valore 2012) che il commendatore fa al comune di Montepulciano per la ricostruzione post bellica. Ciuffi indica come priorità assoluta la ricostruzione dei ponti distrutti dai tedeschi in ritirata.

8 - documento nr. 121. Ricevuta di avvenuto pagamento datata 14.7.1944. Un contadino di Monte san Savino riceve dalla tenuta Abbadia la somma di lire 6.000 (419,21 euro, valore 2012) per aver custodito un carro e due bovi per 17 giorni “lasciatemi dalle Truppe Tedesche e di proprietà della suddetta Amministrazione”.

9 - foglietto datato 22.11.44 “conto al Comando Inglese per 2 fiaschi di vino kg 15 Patate per (?) £ 310 Pagato”.Dopo 4 mesi e mezzo dal passaggio del Fronte, gli inglesi stazionano nei territori liberati, probabilmente si tratta in questo caso di pochi militari visto il poco vettovagliamento fornito dalla villa.

10 - documento nr. 210. “Nota avverrature fatte dal verro Cinto fattoria del Casato anno 44 - 45”. Avverrature del verre bettollino Cinto fatte ai poderi: Sagginali, S.Maurizio, Sciarti 1° e 2°.

11 - Tre ricevute datate 5 dic. 44 e 7 febb. 45, una di lire cinquemila “quale offerta pro-sfollati” e l'altra di lire 1.000 per “offerta pro Luigi Cagnacci”, il giovane patriota partigiano di Abbadia renitente alla leva arrestato dai carabinieri in paese i primi di marzo del 1944. Consegnato ai tedeschi fu recluso nel carcere di santo Spirito a Siena e per circostanze ancora sconosciute, fucilato dai tedeschi a fine giugno nelle campagne di Buonconvento (vedi casa del popolo e casa del fascio di Abbadia). La terza ricevuta datata 22.12.44 è inerente a £ 1.000 offerte “per la mensa profughi emiliani nelle scuole nuove di Montepulciano - comune di Montepulciano ricevente”. La guerra infuriava alla fine del 44 sulla linea Gotica che tagliava in due l'Italia dal nord della Toscana all'Emilia Romagna, dal Tirreno all'Adriatico.

12 - Ricevuta datata 27.10.44 per attrezzi requisiti sotto occupazione tedesca.

13 - Ricevuta datata 30.08.44 di “1.000 lire per i rifacimenti restauri della chiesa di Acquaviva”. Questa fu la frazione poliziana che subì più distruzione durante il passaggio del fronte. Situata sull'importante SS 326, i tedeschi in ritirata fecero saltare alcune abitazioni nel centro di via f.lli Braschi per rallentare l'avanzata inglese, inoltre fu cannoneggiata e bombardata oltre a rimanere per alcune ore sotto il fuoco dei due schieramenti durante la battaglia del 30 giugno.

14 - Nella cartella “spese varie del mese di marzo '44”, viene segnata l'utima “paghetta” per Maurizio Ciuffi, primogenito di Italo, morto a sette anni per malattia il 26 marzo 44, il giorno dopo l'azione militare dei partigiani nell'osteria Biagianti ad Abbadia dove venne ucciso un milite repubblichino e ferito un soldato austriaco della Wermacht (vedi casa del popolo e casa del fascio di Abbadia).

APPUNTI TRATTI DAL FALDONE 1945 - 1946

Nota: Questo è un faldone particolare e di sicuro tra i più importanti dell'archivio Ciuffi. Più consistente degli altri per i molti i documenti archiviati, stranamente in modo piuttosto disordinato e riposti con numerazione a decrescere. Inoltre è da sottolineare la incongrua presenza di documenti e registri datati anni 41 - 42 - 43 e 44. Ipotesi: potrebbe essere stato oggetto di revisione e controllo insieme al faldone 43 - 44 dopo la fine della guerra? Altro aspetto importante che emerge da questo faldone sono gli abbuoni, i contanti anticipati, gli accrediti e i rimborsi (autonomi dal lodo De Gasperi) che Italo Ciuffi concesse ai suoi mezzadri ( e non solo) per ripartire dopo i disastri economici dovuti alla guerra: anche le altre amministrazioni della Valdichiana concessero questi vitali privilegi (extra lodo De Gasperi) ai loro coloni? Potrebbe esssere anche questa una novità nella storia della mezzadria toscana come fu quella (scoperta da noi ricercatori chianini nel faldone 44 - 45 antecedente a questo e riportata negli appunti di Giulio) che i coloni dovevano pagare una quota (o caparra) per entrare con le loro famiglie a lavorare i poderi della Fattoria Abbadia? Ultima curiosità: credo che la carta da macchina da scrivere utilizzata dall'amministrazione e archiviata in questo faldone, sia quella che i tedeschi lasciarono (migliaia di risme e buste, qualche ton. di carta) in una stanza della fattoria e ancora oggi visibile. Nell'invecchiamento ha assunto un colore uguale a quella superstite ancora esistente.

1 - Documento nr. 514. “Nota rimborso suini asportati dai Tedeschi anno 1944”. Curioso il termine “asportati” (ai tedeschi piaceva di più la parola “deportati”). In dettaglio il nr. di maiali rubati per fame dalla Wermacht durante la ritirata: ADELE 3 - AIOLA 6 - AVANGUARDIA 6 - CAPPELLA 1 - CASA DELL'ORTOLANO 1 - CATENA 3 - CLEMENTINA 1 - FERRETTI 5 - FORNACE 1 - FUGA 1° 6 - FUGA 2° 9 - GIOVACCHINO 2 - GIOVANNANGELO 0 - PINO 0 - PORTICCIOLO 1° 9 - PORTICCIOLO 2° 1 - RICCARDO 7 - SAGGINALI 7 - S.ANNA 0 - S.CARLO 0 - S.CRISTINA 2 - S.ELISABETTA 1 - S.FERDINANDO 0 - S.FRANCESCO 4 - S.GIOVANNI 1 - S.LEOPOLDO 5 - S.LUISA 1 - S.MADDALENA 0 - S.MAURIZIO 1 - S.PIETRO NUOVO 8 - S.PIETRO VECCHIO 0 - S.VITTORIO 5 - SCIARTI 1° 6 - SCIARTI 2° 0 - STRADA 3 - STRINGAIE 2.

2 - Documento nr. 513. “Contanti dati ai coloni per anticipo premio d'emergenza”. Passata la guerra si anticipano soldi ai mezzadri per ripartire: 700 lire ad ettaro, totale ettari a mezzadria 676,70 pari a lire 473.690. Allegate tutte le ricevute con la firma dei capoccia (alcuni analfabeti firmano con la croce): “Io sottoscritto Meacci Florindo dichiaro di aver ricevuto dall'Amm.ne della Tenuta Abbadia lire Settecento ad ettaro per complessive L. 16.590 in conto premio d'emergenza. 31.12.1945”.

3 - Documento 512. “Nota abbuono 2% sul raccolto uva anno 1945 per patto colonico”. Altro abbuono per aiutare i coloni dopo la guerra.

4 - Documento 510. “Nota raccolto bozzoli anno 1942 per premio di allevamento”. Nel 1942 furono 25 su 35 i poderi dove vennero allevati i bozzoli del baco da seta. Da notare che dalla lista dei poderi di questa nota, nel 1942 il podere S.Maurizio già esisteva.

5 - Documento 506. “Nota recupero straordinario per carri agricoli ai coloni campagna 1945”. Il totale dei carri dei coloni della Fattoria Abbadia ammontava a nr. 179. Il recupero straordinario fu in totale di lire 20.400. In media in ogni podere c'erano dai 5 ai 6 carri (es. massimo di 7 a Fuga 1° e Riccardo, e minimo di 2 a Cappella. Nella maggior parte dei casi erano 5 carri a podere). Nella nota si segnano i carri per ogni podere e il recupero accordato.

6 - Documento nr. 499. “Nota differenza costo seme bolognino a causa Lodo De Gasperi anno 1945”. Lodo De Gasperi - da Wikipedia - “Il Lodo De Gasperi fu la proposta di legge che il presidente del Consiglio Alcide De Gasperi (DC, n.d.r.) avanzò nel 1946 per stabilire rapporti giusti e corretti tra proprietari terrieri e contadini. La legge prevedeva il risarcimento dei danni di guerra ai contadini, imponendo ai proprietari di assumere i disoccupati. L'obbiettivo finale era quello di sottrarre alla povertà (e ai partiti socialista e comunista, n.d.r.) una tra le classi più deboli del paese”.

7 - Documento nr. 495. “Nota di accredito bestiame bovino razziato dai tedeschi giugno 1944”. L'esercito tedesco in ritirata nel mese di giugno 1944 (il fronte passò per Abbadia, Sciarti, La Fila il 30 giugno) si portò via dai poderi della fattoria 23 bovini. Nell'ordine: ADELE 1 VITELLO - CAPPELLA 1 V. - CASA ORTOLANO 1 V. - CLEMENTINA 1 V. - FERRETTI 1 V. - FUGA 1° 2 BOVI (sono quelli ritrovati con il carro a Monte Sa Savino, vedi punto 8 faldone 44 - 45) - GIOVANNANGELO 1 VITELLO - PORTICCIOLO 1° 2 V. - RICCARDO 3 V. - S.ANNA 1 V. - S.CRISTINA 1 V. - S.FERDINANDO 1 V. - S.GIOVANNI 1 V. - S.VITTORIO 2 V. - SCIARTI 1° 1 V. - SCIARTI 2° 1 V. - STRADA 1 V. - STRINGAIE 1 V. - Nella nota viene segnato il peso di ogni animale raziato (stima?): i vitelli vanno da 100 kg a 360 kg, i due bovi pesavano 1.950 kg. l'importo calcolato 18 lire al kg. per un totale di lire 130.140.

8 - Documento nr. 490. “Nota di accredito cereali 1945 in base al Lodo De Gasperi - Percentuale 14% sulla parte padronale”. Il 14% inb denaro era da accreditare al colono sommato alla metà del patto colonico. Sulla copertina della cartella sta scritto: “Nota di accredito sui raccolti 1945 in base al “giudizio” De Gasperi”.

9 - Documento nr. 488. Nota somministrazione concimi chimici anno 1945 - 46“. calcio, solfato, nitrato.

10 - Documento nr. 483. Ospedali Riuniti di San Cristoforo. Lettera archiviata indirizzata ai cittadini (in questo caso ad Italo Ciuffi) per contribuire alla:“ricostruzione di quell'Istituto che deve tornare ad essere, dopo quanto di danno subì nel recente passato, quell'elemento di sicurezza sociale, cui è chiamato (…)”. Si chiede quindi che:“ogni cittadino volenteroso offre una traccia indicativa calcolata in proporzione delle possibilità di ciascuno. (…). Fiduciosi della sua comprensione ci permettiamo accennarLe che la cifra indicativa è per la S.V. Ill.ma di L. 200.000”. Curioso il modo piuttosto diretto di come si chiede (presumo ad ogni cittadino) la cifra calcolata in base alle “possibilità di ciascuno”. Ad italo Ciuffi, che era di sicuro uno degli uomini più ricchi del territorio, si chiedono 200.000 lire, ma ne verserà solamente 50.000, come possiamo vedere dalla ricevuta spillata alla lettera stessa.

11 - Documento nr. 482. lettera firmata avvocato Francesco Ulivelli (socialista di Montepulciano, avvocato di Gaetano Viciani e delegato nel 1929 dal professore socialista a presiedere a suo nome durante la vergognosa compravendita della casa del popolo di Abbadia da parte dei fascisti, vedi libro la casa del popolo e la casa del fascio di Abbadia). Nella missiva si chiede ad Italo Ciuffi il contributo di 15.000 lire come socio dell'Accademia degli Intrigati. Versamento effettuato e allegato alla lettera. ”(…) anche i fratelli Contucci, Tombesi, Trecci Giannina, avv. Clemente Bologna, conte Lucangelo Bracci Testasecca - oltre al sottoscritto - gli altri accademici e palchettisti provvederanno in questi giorni al pagamento loro dovuto“.

12 - Documento nr. 480. Lettera datata 20 settembre 1944. Nasce l'Unione Sportiva Abbadia. U.S. Abbadia. Nella missiva si chiede un contributo libero ad Italo Ciuffi che il 7 di ottobre (ricevute allegate) dà lire 4.000 e il 2 aprile 1945 lire 6.000. “La società, come è stabilito dal suo statuto, ha: carattere apolitico”.

13 -Fattura datata 13.4.46 inerente ad un grosso acquisto di balle di fieno (molti vagoni di paglia provenienti dal Grossetano (Alberese, Capalbio, Tarquinia, Talamone, Montalto di Castro, arrivo stazione di Chiusi). Chi vende è “Ettore Meocci - Montisi (Siena)” che scrive e spedisce la fattura da Grosseto. In un documento successivo, si contestano 60 balle di paglia inviate da Alberese bagnate (vagone nr. 22.970 spedito il 26.91.46), la paglia veniva venduta a chilo quindi bagnata costava di più. Altra contestazione con le Ferrovie per una “spedizione errata/sosta forzata”.

14 - Il fattore Alberto Santini lascia l'Amministrazione il 3.05.45 perchè richiamato alle armi (?).

15 - Documento nr. 459. Fatture Acqua del Vivo anni 1945/46. Da questo importante documento si capisce che i poderi con l'acqua pubblica in casa sono quelli che vanno dall'inizio della Fila fino il Torrione: Adele, Catena, Clementina, Fuga 1°e 2°, S.Anna, S.Carlo, S.Cristina, S.Elisabetta, S.Ferdinando, S.Francesco, S,Giovanni, S.Leopoldo, S.Luisa, S.Maddalena, S.Maurizio, S.Pietro Nuovo, S.Vittorio, Torrione più San Pietro Vecchio, magazzino tabacchi, fattoria e villa perchè situati lunga la lauretana ad Abbadia. Non avevano acqua in casa i poderi Fornace, Ferretti, Aiola, Giovannangelo, Giovacchino, Sagginali, Riccardo, Avanguardia, Sciarti 1° e 2°, Porticciolo 1° e 2°, chiesa di Sciarti, Cappella, Ortolano, Strada, Pino e Stringaie.

16 - Fatture per riparazioni attrezzi agricoli di: “Berti Nerone Fabbro Abbadia” e “Officina Meccanica Rossi Remo Abbadia di Montepulciano”.

17 - Documento nr. 454. Nota “Illuminazione stalle”, tutti e 36 i poderi avevano la luce elettrica.

18 - Nota 1945/46 dove vengono elencati gli ettari per ogni podere: ADELE 15 - AIOLA 17 - AVANGUARDIA 17,20 - CAPPELLA 5,50 - CASA ORTOLANO 10,50 - CATENA 25 - CLEMENTINA 16,50 - FERRETTI 20,50 - FORNACE 9 - FUGA 1° 24,50 - FUGA 2° 17,50 - GIOVACCHINO 14,50 - GIOVANNI ANGELO 15,30 - PINO 9,90 - PORTICCIOLO 1° 24,50 - PORTICCIOLO 2° 19,50 - RICCARDO 24,50 - SAGGINALI 26 - S.ANNA 15,50 - S.CARLO 21,50 - S.CRISTINA 16,50 - S.ELISABETTA 16,40 - S.FERDINANDO 24,50 - S.FRANCESCO 22 - S.GIOVANNI 22 - S.LEOPOLDO 27,30 - S.LUISA 27,30 - S.MADDALENA 10,90 - S.MAURIZIO 11,20 - S.PIETRO NUOVO 22,30, S.PIETRO VECCHIO 8,50 - S.VITTORIO 28,50 - SCIARTI 1° 22 - SCIARTI 2° 20,50 - STRADA 19 - STRINGAIE 23,50 - TOTALE 672,90 H. S.Vittorio il più esteso, Cappella il più piccolo.

19 - Documento nr. 441. Marzo 1946, “Sartoria Gino Rocchi - Valiano - Fattura e vestito estivo per il guardia, in panno crudo lire 800 più 290 - filettatura e bottoni 200. Tot. £. 1.290,00”.

20 - Documento nr. 442. Fattura elettricista Bardelli Bruno. Incredibilmente in questo documento datato 25 marzo 1946, la decina di annulli dei timbri sulle marche da bollo con la faccia ancora di Vittorio Emanuele III (abdicherà il 9 maggio), riportano accanto alla data 25 marzo 1946 l'anno XXIV (inesistente) dell'era fascista! Addirittura circa un anno dopo la fine della guerra in Italia (25 aprile '45) e circa due anni dopo il passaggio del fronte a Montepulciano (29/30 giugno '44). E' chiaro quindi che la dittattura fascista non aveva previsto limiti temporali alla durata del regime (comprensibile dato che i timbri ruotabili venivano prodotti con dieci anni, es. dal 1940 al 1949 e ruotando il giorno, il mese e l'anno, in automatico, proprio insieme all'anno c'erano di seguito i nr. romani dell'era fascista). Incredibile che agli albori della Repubblica, in alcuni uffici, i vecchi timbri con gli anni romani dell'era Mussoliniana non erano ancora stati sostituiti, e ancora più grave il fatto che chi annullò le marche da bollo (un nostalgico) non ebbe il buon senso di cancellare a penna il ricordo di un tempo doloroso e per fortuna sepolto.

21 - Documento nr. 438. “Nota di spese Onorari per lavori vari dal maggio 1944 al 31 dicembre 1945 - Studio Tecnico dott. Ing. Idro Batignani di Montepulciano”. In questo importante documento vengono riepilogate tutte le spese per la trasformazione di una stanza (che faceva parte della casa del prete) in cappella gentilizia all'nterno della chiesa di Sciarti a sinistra dell'entrata principale. La cappella fu costruita per volontà di Italo Ciuffi per custodire il corpo del primogenito ed unico figlio Maurizio Ciuffi morto a sette anni il 26 marzo 1944 e temporaneamente sepolto nel cimitero di Abbadia. I soggetti che furono interpellati per la presentazione del progetto furono il vescovo e la soprintendenza che approvarono. I disegni, i rilievi e le spiegazioni tecniche furono consegnate allo scarpellino Sartini di Serre di Rapolanio che venne visitato dal Batignani e dal Ciuffi. Una volta ricavato lo spazio per la cappella dalla stanza, venne visitato dal Soprintendente, dallo scultore Papi (autore della statua dell'angelo benedicente sull'altare) e dal Sartini per concordare le modalità dei lavori da eseguire e i prezzi. Il materiale utilizzato per la cappella e per la statua fu il travertino.

22 - Documento nr. 432 a. Il podere Avanguardia riceve un premio in denaro per le Attorature inerenti agli anni 1945-46. Documento 432 b, altro premio per attorature del podere Porticciolo 1°.

23 - Documento nr. 427. Il 20 febbraio 1946 Italo Ciuffi acquista dalla concessionaria Fiat Vittorio Pianigiani di Chiusi Scalo una Fiat 1100 berlina. La fattura (nr3!) ammonta a £338.000.

24 - Documento nr. 404. Dalla nota arretrati e gratifiche operai pagate nel gennaio del 1946, si contano ben 50 operai, 6 salariati e domestici e 3 impiegati: Monteforti Giorgio (nuovo fattore al posto di Santini), Sama Silvio, Volpini Luigi. Salariati e domestici: Menchicchi Bruno, Caleri Eliseo, Vittori Eugenio, Rocchi Viola, Bulleri Maggiorina, Salvadori Adalgisa.

25 - Documento nr. 402. Fattura datata 14 febbraio 1946. Ditta “Fratelli Buccelletti Castiglion Fiorentino - premiato stabilimento d'orticoltura, frutticoltura, sementi e fioricoltura”. Acquisto di nr. 1.400 piantine di viti americane a 14.50 lire cadauna.

26 - Documento nr. 392. Ricevuta del 31.1.46, ufficio del registro comune di Montepulciano. “Il sig. Amm.re Ciuffi ha pagato Lire dodici per tassa di bollo anno 1946 su 10 avvisi al pubblico per terreno avvelenato”.

27 - Documento nr. 373. fattura ditta “Francesco Busisi negoziante pelli e stracci Acquaviva di Montepulciano”. Il Busisi era un noto cavallaio e fantino. Il suo nome si ritrova su articoli sportivi di corse a cavallo in giornali provinciali fascisti degli anni 20 - 30. In quegli anni vinse la tradizionale corsa in linea lungo stradone di Sciarti in occasione della festa per la Battaglia del Grano, la partenza avveniva davanti alla chiesa e terminava prima della curva vicino alla ferrovia. (Vedi libro la casa del popolo e la casa del fascio di Abbadia).

28 - Documento nr. 304. Il 4 gen 1946 vengono acquistate dalla ditta fratelli Buccelletti 1.500 barbatelle innestate e 2.000 testucchini da vivaio di due anni.

29 - Documento nr. 245. Lettera del sindaco di Montepulciano (Rogero Smaghi?) datata 4 ottobre 1945 ai “Signori di Abbadia (…)”, dove chiede di dividere tra di loro l'importo di £ 23.000 per le spese effettuate per ripristinare la luce elettrica in paese “qualche mese dopo il passaggio della guerra (…) l'amministrazione Comunale fece premura alla Soc. Elettrica del Valdarno di ricostruire la linea per riportare la luce elettrica nelle Frazioni”. ma la Società elettrica declinò la richiesta e “allora la Commissione provvisoria (composta da Italo Del Maso, babbo di Cesiano, Don Marsilio Isacchi, Alcide Vignai, Gino Duchini e Alfredo Castellani, vedi libro la casa del popolo e la casa del fascio di Abbadia, n.d.r.) istituitasi per provvedere ai bisogni più urgenti nella Frazione diAbbadia, nell'interesse della popolazione, (…) ne dette l'incarico ad una squadra di operai locali che riuscì a portare a termine il lavoro in breve tempo. E' occorsa una spesa di L. 23.000 che la Soc. El. Valdarno non vuole assumersi perchè non ordinò i lavori. Nè d'altra parte tale onere può essere assunto dal Comune a causa delle disagiate condizioni del suo bilancio. (…) La quota assegnata a V.S. (Italo Ciuffi, n.d.r.) è di L. 7.000 che vorrà compiacersi versare alla guardia Comunale Tistarelli che passerà a ritirarla per incarico da questa amministrazione rilasciando apposita ricevuta”. Allegata a questa lettera c'è la ricevuta di riscossione di L. 2.672 (firmata Tistarelli Florio) “per contributo linea elettrica di Abbadia”. Nella lettera c'è un appunto: “L. 4.328 pagate p. Trabalzini (?)” (nome illeggibile), quindi viene saldata per intero la somma richiesta dal sindaco.

30 - Documento nr. 239. Datato 12.10.1945: pagamento tassa“FONDO SOLIDARIETA' NAZIONALE”di £ 163.410 calcolato su: imposta ordinaria patrimoniale di £ 11.242.000, 1% = 112.420. Tassa domestici, per la prima domestica £ 100, per la seconda £ 500. Cani non da guardia, nr. 1 = £ 200. Auto HP 12 (da versare al RACI) = £ 300 già versati. Contributo su terreno catastale H 815 di cui 98 H improduttivi, su 717 H = £ 35.850 “la cui metà da addebitarsi ai mezzadri in C/C in ragione della superficie del loro podere”.

31 - Documento nr. 238. Nota del contributo di Solidarietà Nazionale con gli importi dovuti dai mezzadri in ragione della superficie dei loro poderi, per un totale di 717 ettari.

32 - Documento nr. 219. Fattura del 19.08.1945, “Valentini Massimo Orologeria Oroficieria - Abbadia di Montepulciano”. Riparati “orologio a pesi nello scrittoio” e “orologio gigante di sala”.

33 - Documento nr. 188. Carta intestata “COMM. ITALO CIUFFI - AMMINISTRAZIONE DELLA TENUTA ABBADIA”, foglio listato in angolo alto a sinistra con fascia nera a lutto.

34 - Documento nr. 96. Ricevuta del Comune di Montepulciano datata 12 luglio 1945 di L. 30.000 per “Ruolo contributo straordinario per lavori di ricostruzione”.

35 - Documento nr. 72. Fattura del 6.6.1945 effettuata per nr. 186 vaccinazioni suini effettuate da “CAV. UFF. PROF. DOTT. CIRO CHIASSERINI - Montepulciano (Siena) - Abbadia di Montepulciano Telefono 2”.

36 - Documenti nr. 70 e nr. 44. Note degli stipendi mesi di maggio e giugno 1945: in quella di maggio c'è l'ultima presenza di Alberto Santini fattore, sostituito a giugno da Giorgio Monteforti fattore.

37 - Documento nr. 32. Fattura datata 31.1.45 di L. 520 della “Fattoria di Bettolle - Amministrazione del Patrimonio del Conte Gr. Uff. Prof. Napoleone Passerini Senatore del Regno” per “Attoratura fatta dal toro del colono Martinelli Egisto a S. Elisabetta”.

38 - Documento nr. 28 - “Nota raccolta bietole anno 1943”. Poderi: Adele qu. 916 - Fuga 1° qu. 574 - S.Anna qu. 497 - S.Luisa qu. 1.047 - S.Vittorio qu. 927.

39 - Documento nr. 27. La fattoria Abbadia consegnava le bietole alla “Romana Zucchero - Stabilimento di Foligno e Arezzo”. Il seme delle bietole da zucchero veniva prodotto nel 1943 -1944 in tutti i 37 poderi meno che a S. Clementina e Strada.

40 - Documento nr. 14. Foglio volante da “Conti Vari”, datato 14.6.1944, il meccanico Buracchi ha “FATTO N° 2 TARGHE IN OTTONE PER LA CASSA DEL POVERO MAURIZIO”.

41 - Documento nr. 12. lettera datata 1 marzo '45 del sindaco Bracci per “Come a VS è noto l'argine destro del Torrente Salarco a causa delle operazioni belliche ha subito dei danneggiamenti che, a più riprese, hanno provocato e provocano lo straripamento e la conseguente inondazione di una vasta zona di terreno che comprende ettari 1.343,75 (…)”. In pratica si chiede ad Italo Ciuffi di contribuire con somme di denaro ai lavori di ripristino dell'argine destro del Salarco, cosa che puntualmente farà, ma nella lettera il sindaco non specifica dove avvenne la rotta, probabilmente fu danneggiato in più parti. Da ricordare che l'argine destro era quello che guardava l'avanzata degli inglesi e che servì loro come baluardo difensivo tra Gracciano e Abbadia durante la battaglia del 30 giugno).

42 - Cartella “Spese Agenzia 1945 - 46”. Nota intestata “Società sportiva La Rocca Valiano. Ricevo dal sig. Petti Luigi lire 5.000 (cinquemila) quale offerta fatta dal Comm. Italo Ciuffi per la costruzione del campo sportivo. Valiano 29/7/45, il presidente Amelio Menchetti” (sindaco del comune di Montepulciano negli anni '50, n.d.r.).


Editoriale primo numero (recuperato da Cesiano)

Caro lettore, + - + - se oggi siamo qui a sfogliare le pagine di questa [modesta pubblicazione [che per limitate capacità accademiche dei redattori non ha e non avrà mai pretese,] lo dobbiamo alla perseveranza di un gruppo di amici che un giorno di gennaio di un anno fa si ritrovarono a parlare di un tesoro nascosto e mai esplorato qual era l'archivio storico della fattoria Ciuffi di Abbadia di Montepulciano. Una ricchezza archivistica sconosciuta che non sarebbe mai stata VISITATA se in quel gruppo di appassionati storici fosse mancata la presenza di Laura Ciuffi, vera protagonista di questa avventura, colei che ci ha diretto alla condivisione di un progetto sognato. Laura con entusiasmo ci ha proposto di studiare il suo archivio e ci ha incoraggiato ad affrontare la ricerca aprendoci i cancelli e le porte della sua splendida villa - fattoria. + - + - Nasce così IL GRUPPO dei Ricercatori Liberi Chianini, appassionati storici dilettanti che negli scampoli del loro tempo libero hanno dedicato ore e ore alla ricerca immersi tra le carte dei faldoni impolverati cronologicamente sistemati nelle ottocentesche librerie in legno dell'archivio storico di villa Ciuffi. Un archivio che è un prezioso scrigno: una stanza affrescata con fregi dorati, greche e ornamenti neoclassici decorativi ben definiti e proporzionati al soffitto e alle pareti, un salotto dove la memoria del passato, tramandata fino agli attuali proprietari, vuole che uno dei due fratelli Bastogi, Giovacchino o Giovannangelo (O L'UNO O L'ALTRO), coltivasse in quel locale la passione per la farmacia e l'erboristeria. + - + - A testimonianza dello scientifico passatempo del conte, rimangono una splendida vasca neoclassica a pavimento in marmo arabescato (foto pila, valigetta in soffitta, affreschi e archivio), alcuni strumenti da laboratorio e pochi documenti sparsi ancora non studiati. Alle pareti laterali dell'archivio sono addossate le librerie dove in ordine cronologico (dal 1864 ai giorni nostri) sono custoditi i faldoni con i documenti riguardanti la Fattoria dell'Abbadia. Non solo. Una sezione degli scaffali è riservata all'archivio storico della Fattoria di Acquaviva (foto sez. Acquaviva) (44 faldoni che vanno dal 1866 fino al 1920), l'altra importante e più antica tenuta ex granducale di Montepulciano che dal '64 al '70 fu guidata come amministratore da Bettino Ricasoli (azionista della proprietaria società britannica Italian land and investment Company) e poi pochi anni dopo acquistata, insieme a quella di Abbadia (in questo caso rilevando le quote societarie appartenute al Ricasoli) da Pietro Bastogi. + - + - La presenza qui dei faldoni acquavivani ci fa capire quindi che la sede amministrativa delle due tenute era localizzata ad Abbadia. Scelta probabilmente dovuta alla maggiore grandezza sia in termini di volumi della fattoria stessa che degli ettari coltivati e numero di poderi rispetto alla più piccola fattoria di Acquaviva. Tra i duecento faldoni e gli oltre 1.300 registri vari presenti nell'archivio, sono stati censiti anche quelli di altre tenute appartenute alla famiglia Bastogi come la Fattoria di Badia ad Agliana (Pistoia) e le cosidette Tenute di Romagna, formate dalla Fattoria di Bagnacavallo, dalla Tenuta Mandriole (nella stessa località ravennate dove il 4 agosto 1849, durante la ritirata da Roma, morì Anita moglie di Giuseppe Garibaldi) e dalla Tenuta Cilla. In ordine sparso è da segnalare anche la presenza in archivio di importanti documenti come il faldone che raccoglie il progetto originale e definitivo datato 1908 della ferrovia a scartamento ridotto Montepulciano (Stazione) - Montepulciano (Città), della quale proprio Giovacchino Bastogi fu uno dei più accaniti sostenitori. Non a caso fu proprio lui che alla fine del 1907: ”(…) incaricò a totali sue spese, il comm. Ing. Ernesto Besenzanica (…) di studiare a fondo il problema. Il tecnico, (…) non deve aver perso tempo, se il 22 maggio 1908 venne convocato d'urgenza il consiglio comunale per l'esame del progetto che lo stesso Ing. Besenzanica aveva già predisposto“. (Rino Maramai, La ferrovia Montepulciano città - Fontago). Ma ci vollero ancora altri nove anni prima che il progetto voluto da Giovacchino venisse realizzato con la linea ferroviaria aperta al pubblico e soli altri dieci per essere chiusa e subito dismessa. + - + - Da non dimenticare inoltre diverse cartine topografiche d'epoca, attestati e diplomi dedicati ad Italo Ciuffi per l'allevamento di bovini campioni di razza chianina, suini e ovo-caprini e premi in ricordo delle annuali battaglie del grano che immancabilmente la fattoria di Abbadia vinceva come partecipante ad una delle tante tradizionali ricorrenze celebrate dal ventennio fascista, e poi centinaia di copia lettere rilegate in volumi, foto, cataloghi e libri vari. + - + - È proprio per il suo enorme numero di documenti e varietà di argomenti, che questo archivio meriterebbe una ben più accurata e approfondita ricerca per mano di archivisti e storici di professione. Intanto, con l'approvazione della famiglia Ciuffi, abbiamo iniziato a considerare anche possibili iniziative necessarie a tutelare e valorizzare l'archivio stesso pensando magari ad una futura donazione alla Soprintendenza ai beni archivistici della Toscana o alla Biblioteca archivio storico comunale Piero Calamandrei di Montepulciano. + - + - + - + - + - =====Due parole su l'Abbadia ===== + - + - + - + - C'è qualcosa di particolare in questo paese. L'ho sempre pensato. Qualcosa di alchemico che ha generato e genera ancora, appunto, particolarità. Parlo di Abbadia di Montepulciano, paesino o paesone, questo non importa, di duemila abitanti e poco più. + - + - Valdichiana senese, Toscana del sud.Abbadia, una delle sei frazioni del comune di Montepulciano, ovvero la Perla del Cinquecento, la città rinascimentale patria del Poliziano, del vino Nobile e nota meta turistica. Sognata come buen retiro dai facoltosi visitatori stranieri ubriacati da tanta beltà. + - + - Abbadia è il tipico esempio di paese a prima vista senza identità, sconosciuto, privo di storia. Dove le case costano meno per i migranti dell'est o del sud del mondo venuti qui per lavorare. Insomma, a prima vista può sembrare un paese come tanti altri, monotono, convenzionale, senza fascino. Un tranquillo dormitorio. Sembra. + - + - A volte capita che per passione qualcuno si sia interessato al passato di questo sonnacchioso villaggio agricolo. Ha messo insieme le frammentarie notizie raccolte per caso nei secoli dagli storici. Ha scavato ancora più a fondo di loro, negli archivi, nelle biblioteche, tra le pagine di vecchi libri e giornali, scandagliando così il suo territorio e la toponomastica. Ha dato ascolto all'intuito. Ecco allora emergere un'altra verità: questo sconosciuto paese ha avuto la sua parte di storia o meglio ha fatto parte della storia: l'ha attraversata. + - + - Gli etruschi e i romani abitarono tra queste colline come dimostrano alcuni ritrovamenti archeologici di aree sepolcrali e insediamenti produttivi. Ultimo in ordine di tempo il recente scavo della ricca necropoli di Le Tombe e Sambuono da parte della Soprintendenza dopo che indisturbati tombaroli, poi colti sul fatto dai carabinieri, avevano profanato da diversi giorni una vasta area della balza tufacea a ridosso del torrente Salarco. Due antiche strade tra le più importanti della Penisola in età antica sono passate di qui: la via Cassia Adrianea e quella che ancora oggi viene chiamata via Lauretana. Lungo i loro percorsi sorsero una stazione di posta (podere Strada di Sciarti) e un'abbazia di monaci benedettini (San Pietro Vecchio) che intorno al Mille dette il nome al paese: Abbadia Argnano o S.Petri de Argnano o anche Badia de' Caggiolari. Flebili tracce di quel passato così lontano sono ancora visibili nei muri delle case più antiche o come incompresi reperti architettonici oggi ridotti a miseri componenti ornativi di giardini o piazzali privati. Villaggio ai margini della vasta palude chianina ebbe nel suo medioevo anche un castello, una sorta di presidio militare fortificato a controllo della strategica strada Lauretana che dal perugino menava verso la grande Siena. Probabilmente durante la massima estensione della malarica palude chianina, le febbri fecero strage di popolo e la decadenza dei luoghi spazzò via monastero e castello, e anche il loro ricordo. Ancora secoli di oblio, poi con la gigantesca bonifica lorenese le genti tornarono a colonizzare le fertili pianure strappate alle paludi. Testimone incontrastato, solenne e ormai purtroppo decadente della memoria idraulica della Valdichiana senese è il Torrione a La Fila (o la Torre, come è sempre stata chiamata dalle genti del posto), edificio (foto Torrione) costruito alla fine del settecento per controllare il regime delle acque nei grandi recinti delle colmate del torrente Foenna. Nel 1827, dall'alto della sua torretta merlata, accompagnato da Vittorio Fossombroni, il granduca Leopoldo II così descrisse nel suo diario quel che vedeva: ”(…) dal Torrione mi feci spiegare da chi lo aveva fatto le vaste colmate della Foenna, le quali in proporzione al fiume vedea grandi“. + - + - Ad Abbadia, sotto il periodo del regno napoleonico, la reale corona decise di costruire tra il 1807 e il 1814 una delle tredici Imperiali e Real Fattorie di Valdichiana (che di lì a poco, dopo la caduta di Napoleone, torneranno a chiamarsi Granducali) e qui furono edificati alcuni tra i più belli poderi leopoldini di Toscana. Nell'ottobre del 1861, a pochi mesi dall'avvenuta Unità d'Italia, lungo la strada ferrata Centrale Senese che lambiva il paese, nel mezzo dei possedimenti della vasta fattoria, sorse non a caso anche una stazione ferroviaria di seconda classe chiamata Salarco come il torrente che le scorreva vicino. Nel primo ventennio del Novecento, sotto i raggi del sole nascente socialista, venne edificata la Casa del Popolo, la terza in provincia dopo quelle di Siena e Colle di Vald'Elsa. Luogo incredibile la casa bolscevica che in pochi anni, dal 1914 al 1923, tra lotte sindacali, emancipazione sociale, scioperi, violenze e lutti (tre morti ammazzati dalle camicie nere in appena un anno), si arrenderà alla prepotenza fascista e al regime di Mussolini che la trasformerà beffardamente in Casa del Fascio. + - + - E poi i personaggi, antichi e recenti. Ci sono anche loro a dare lustro a questo nostro paese. I granduchi di Toscana Ferdinando III e poi suo figlio Leopoldo II di Lorena, più volte visitarono i possedimenti della fattoria e soggiornarono nella villa. Nei giorni di mietitura del luglio 1854, quasi trenta anni dopo la visita al Torrione, ecco cosa scrisse ancora nel suo diario Leopoldo II: “Il 5 luglio venne la notizia dell'ubertosa messe che si preparava in Chiana, e l'8 luglio io vi andai col saggio Pietro Municchi. (…) All'Abbadia si riposò sul mezzo del giorno, e sulla mensa a noi preparata le contadine posero la corona delle spighe, contesta dei fiori del campo compagni del grano, i papaveri rossi e i fiordalisi celesti”. + - + - Giuseppe Garibaldi, il Generale, l'Eroe dei due Mondi, per due volte passò di qui: nel 1849 da fuggiasco, durante la ritirata da Roma, insieme ad Anita morente e la sua legione fece sosta per abbeverare i cavalli alla fonte di San Pietro Vecchio e nel 1867, da acclamato eroe popolare, quando in treno proveniente da Rapolano Terme, scese alla stazione Salarco per raggiungere in carrozza Montepulciano in cerca di volontari per muover ancora una volta guerra al papato. In quegli anni dove si faceva l'Italia, il barone di ferro Bettino Ricasoli, nominato presidente del Consiglio (giugno 1861 - marzo 1862) dal re Vittorio Emanuele II in sostituzione di Cavour dopo la sua improvvisa morte e ancora presidente del Consiglio dal giugno '66 all'aprile '67, insieme al banchiere livornese conte Pietro Bastogi, primo ministro delle finanze del primo parlamento unitario italiano presieduto dal Cavour (23 marzo - 12 giugno 1861) poi rimasto in carica anche nel successivo governo Ricasoli, acquistarono nel 1864 “a saldo” per un milione e 191 mila lire, la splendida fattoria ora ex granducale di Abbadia generando politicamente, se così si vuol definire, il primo conflitto di interessi della storia dell'Italia Unita. Due speculatori di razza quindi, tra i primi politicanti che, grazie anche al loro ruolo di gestori di denaro pubblico, ingigantirono a dismisura i loro patrimoni personali. Nel 1877 Pietro Bastogi diventò l'unico proprietario della fattoria di Abbadia (e di quella di Acquaviva che aveva già acquistato) e dopo la sua morte l'immenso capitale immobiliare e terriero acquisito in Valdichiana (ma anche in altre località toscane e romagnole) fu ereditato dai figli dell'onorevole conte banchiere: Giovannangelo e Giovacchino (quest'ultimo eletto nella Destra parlamentare alla camera e al senato in più di una legislatura, mentre il fratello sarà consigliere comunale a Montepulciano). I due vissero con le loro famiglie per lunghi periodi nella villa della fattoria di Abbadia e diventarono munifici personaggi contribuendo con le loro elargizioni alla nascita di infrastrutture, alberghi, musei, teatri e altri luoghi di svago in tutta la Valdichiana senese, o meglio, con più precisione, nel collegio elettorale di Montepulciano che comprendeva i comuni di Montepulciano, Abbadia San Salvatore, Piancastagnaio, Radicofani, Castiglion d'Orcia, Pienza, Cetona, San Casciano dei Bagni, Chianciano, Chiusi e Sarteano. + - + - I primi decenni del XX° secolo videro protagonista nella vita del paese un personaggio unico e oggi dimenticato: il socialista Gaetano Viciani, classe 1880. Emancipatore del proletariato operaio e contadino, padre della Casa del Popolo di Abbadia, professore all'Università Popolare di Milano, assessore all'istruzione del capoluogo meneghino durante il Biennio Rosso '19 - '20, giornalista nella redazione milanese del “L'Avanti!”, scrittore di libri di testo universitari, uno dei primi ad essere brutalmente picchiato dai fascisti, cacciato dall'insegnamento universitario per ordine del ministro Gentile ma che mai si piegò alla violenza e al ricatto ventennale del regime di Mussolini. + - + - Abbadia socialista, bolscevica e rossa, dove la Casa del Popolo, il “baluardo della Chiana”, fu edificata a difesa dello strisciante potere che i preti “bacia pile” e i facoltosi possidenti agrari stavano consolidato nelle campagne. Abbadia fascista, anzi fascistissima, dove già dalla primavera del 1921 esisteva ”davanti alla strada di Collazzi“ una delle prime sezioni del Fascio di combattimento. La frazione che regalò al Comune i due Podestà (1927 - 1943): i proprietari terrieri Ferdinando Contini e Varo Ciuffi rispettivamente fratelli di Guido e Italo. Guido Contini fu politicamente il vero antagonista di Gaetano Viciani. In seno al P.N.F. ricoprì importanti incarichi come assessore comunale, ispettore del mandamento di Montepulciano, membro Federale del Direttorio provinciale, presidente degli Ospedali Riuniti di San Cristofano e ufficiale della Milizia. Italo Ciuffi invece non assunse mai ruoli politici ma fu sempre considerato all'interno del partito fascista come uomo influente e decisionista. Infatti è grazie a lui che nel 1928, anno delle italiche bonifiche fasciste, il corso del torrente Foenna fu deviato e modificato con l'interramento dell'alveo da Bettolle fino alle Ferriere, nei possedimenti della ormai acquistata tenuta di Abbadia. Il vecchio letto del torrente fu eliminato per evitare le annose e disastrose piene e straripamenti alla cosiddetta “curva Manetti”, là dove la Foenna dal 1849 si incontrava con il Salarco. In merito al problema, ecco cosa scrisse nell'inverno del 1917 il fattore Italo Ciuffi al padrone Giovacchino Bastogi: “Foenna - Ha fatto delle piene straordinarie e la preoccupazione per la rottura degli argini è stata continua. Sono apparse delle pericolose filtrazioni, di fronte al podere Giovacchino, e farò rapporto all'Ufficio del Genio Civile, perché prendano i provvedimenti opportuni. Nel 1913 Italo era diventato fattore dei conti Bastogi, dal 1925 fu affittuario per tre anni della fattoria che poi acquistò dagli eredi Bastogi nel 1928. + - + - Abbadia e la guerra, quella più tragica. Nell'osteria del paese, il 25 marzo 1944, anticipando di pochi giorni la strage di Montemaggio e la battaglia di Monticchiello, si consumò la prima azione armata partigiana avvenuta nel sud della provincia di Siena: un gruppo di improvvisati partigiani fece irruzione nel locale sparando all'impazzata, rimase ucciso alle spalle un milite repubblichino e feriti un altro militare fascista e un soldato tedesco. Ancora oggi è difficile capire per quale fortunato caso non ci fu una sanguinosa rappresaglia contro la popolazione da parte dei nazisti. E se esiste, è ancora dalla fattoria di Abbadia che potremo avere una risposta: il giorno dopo la sanguinosa sparatoria morì per malattia Maurizio Ciuffi, bambino di sette anni, figlio di Italo e nipote di Varo, ex podestà di Montepulciano. I nazisti avevano posto il comando di una parte della divisione “Ermann Goering” nella villa dei fratelli Ciuffi già dalla fine dell'ottobre '43 e il grave lutto che colpì la famiglia e tutto il paese, probabilmente non lasciò indifferenti i militari della Wehrmacht. Ad Abbadia si ricorda ancora che: “Ci fu chi tra i signori del paese che avevano i tedeschi in casa, fece di tutto pe' abbuia' l'accaduto”. + - + - Ad abbuiare l'accaduto ci pensò anche il titolare della locanda Aroldo Biagianti che nelle ore successive all'attentato, con le sue coraggiose risposte ai continui interrogatori dei tedeschi e all'occultamento di prove schiaccianti sull'identità di uno dei partigiani residente ad Abbadia, evitò una probabile ritorsione cruenta contro la popolazione civile. Ma di lì a poco la ferocia nazista esplose violenta anche qui segnando in modo indelebile ancora un triste primato del paese in quegli anni bui e sanguinosi. Giuseppe Marino, giovane patriota siciliano, prima di essere impiccato al lampione di palazzo Del Corto a Montepulciano il 23 giugno 1944, fu carcerato e torturato nel piccolo campo di concentramento che la Gestapo tedesca aveva allestito nel podere San Luigi, prigione dalla quale transitarono in quei giorni molti altri sfortunati prigionieri. Non solo. Il 30 giugno, nelle ore della battaglia per il passaggio del fronte, al bosco del Pantano le SS impiccarono ad una quercia due poveri contadini accusati in modo sommario di essere partigiani: il trentenne Angelo Montiani e Aldo Pascucci di soli diciassette anni. + - + - Abbadia comunista, stalinista, filo sovietica, dove tutti erano o diventarono dopo la guerra (anche per comodo) socialisti e comunisti. Compagni ex fascisti che riuscirono con maestria a cambiare pelle nel giro di pochi mesi. Bruciarono la camicia nera per annodarsi al collo il fazzoletto rosso e trasformare il saluto romano della mano tesa con il più conveniente pugno chiuso al cielo. Paese rosso allora, tanto da essere riconosciuto universalmente nel territorio come la Piccola Russia. + - + - Abbadia e la politica. Da sempre è considerato il paese più politicizzato del comune di Montepulciano. Dopo i due Podestà del ventennio, nel secondo dopoguerra saranno altri tre i sindaci abbadiani che guideranno le giunte socialcomuniste. Non a caso, forse, anche negli ultimi anni, un altro figlio di questo paese ha fatto una carriera politica folgorante: Franco Ceccuzzi, fin da giovanissimo inquadrato nelle file del P.C.I., poi tesoriere provinciale del partito di maggioranza diventato P.D.S., consigliere comunale a Montepulciano, segretario provinciale dei D.S., deputato del P.D. per un quinquennio alla Camera, infine sindaco di Siena ma solo per un anno, inevitabilmente travolto dal recente fallimento politico ed economico del cosiddetto Sistema Siena di cui lui è stato per oltre quindici anni un indiscusso protagonista. Qualche anno fa da onorevole durante un intervento alla Camera dei deputati fece una importante promessa al suo paese. La vecchia Casa del Popolo socialista di Abbadia, da sessanta anni ormai passata per legge allo Stato e da trent'anni abbandonata, doveva tornare agli abbadiani: ”(…) far rinascere la Casa di Abbadia, ovvero la Casa di tutto il Popolo” disse, ma poi, niente più. + - + - Non ci possiamo dimenticare di un altro abbadiano, un personaggio unico, grande, inimitabile: il campione Girardengo Bernardini (foto in bici), ciclista professionista degli anni '50, gregario dei grandi assi del pedale, vissuto all'ombra dei grandi campioni. L'unico, forse, che nella storia del ciclismo internazionale riuscì a finire in tempo massimo una tappa del Giro d'Italia in sella ad una bicicletta da donna (la sua, quella da corsa, gli si era spezzata in due sopra una buca di una strada sterrata e quelle di riserva, guarda caso, erano riservate ai big della sua squadra). + - + - E poi, in fondo alla lista delle particolarità e dei primati belli e brutti di questo paese, in ordine cronologico di tempo, di età e di notorietà, ci sono loro, i Baustelle, il famoso gruppo musicale dell'abbadiano musicista paroliere e scrittore Francesco Bianconi, che proprio qui, dagli inizi degli anni '90 del secolo passato, insieme a due suoi amici compaesani troppo presto e ingiustamente dimenticati, iniziò a muovere i primi passi verso il grande successo. + - + - + - + - + - + - Tra le pagine del primo numero + - + - + - + - La necessità di incentrare gran parte di questa prima pubblicazione sulla figura del barone Bettino Ricasoli, (foto Ricasoli) è dovuta all'importante ed inedita scoperta che l'archivio storico Ciuffi ha riservato ai Ricercatori Liberi Chianini. Infatti la storiografia ufficiale del politico, nobile e ricco imprenditore agricolo chiantigiano, tratta l'avventura del Ricasoli in Valdichiana in modo alquanto marginale tanto da essere pressappoco sconosciuta. Insomma una scelta d'obbligo, un numero quasi monografico dedicato al Barone di Ferro, ad uno degli uomini italiani più importanti e potenti della sua epoca che proprio qui, nella fattoria dell'Abbadia, lasciò un segno indelebile della sua modernità imprenditoriale e che di riflesso, negli anni a seguire, sarà imitata in tutta la Valdichiana. Insomma, uno dei primi esempi di self-made man ottocenteschi, un intraprendente proprietario - imprenditore agricolo che darà vita alla cosiddetta “fattoria modello” (o podere modello, come per continuazione naturale sarà chiamato negli anni '20 del '900 il podere Avanguardia a La Fila). Un embrione di sperimentazione quello impiantato dal Ricasoli ad Abbadia che sarà sviluppato e sfruttato dai successivi proprietari fino alla fine della mezzadria. + - + - Il primo capitolo di questa pubblicazione è scritto da Mariano Fresta. iL QUALE, Nel suo scritto espone un breve resoconto di quella che fu la grande bonifica della Valdichiana dai Medici ai Lorena con la conseguente nascita delle tredici fattorie granducali, tra le quali, nel 1806, in pieno periodo napoleonico, si formerà da un distaccamento di terreni e poderi della fattoria di Bettolle, la real fattoria dell'Abbadia. + - + - Il capitolo seguente, quello che dà il titolo al primo numero de La Fattoria dell'Abbadia, è dedicato appunto a Bettino Ricasoli e alla sua gestione in pratica esclusiva della tenuta negli anni che vanno dal 1864 al 1876. Grazie a Giulio Fè e al suo enorme lavoro di studio su i primi tredici faldoni dell'archivio Ciuffi, abbiamo potuto pubblicare una parte di storia inedita e sconosciuta nella vasta bibliografia ufficiale del barone di Brolio. Nel capitolo scritto da Giulio, emerge la particolarità di una gestione aziendale moderna e sperimentatrice dove, per motivi non del tutto ancora chiariti, l'altro titolare della fattoria, il conte Pietro Bastogi, rimase ai margini della conduzione di impresa fino appunto al 1876 quando diventò unico proprietario. Da una prima superficiale analisi delle carte, è emersa subito la particolarità delle diciture dei documenti dove quasi sempre si menziona solo “Sua Ecc. Signore Barone Bettino Ricasoli, Padrone della fattoria dell'Abbadia in Val di Chiana”. + - + - Oltre alla gestione in solitaria, ecco quali furono in sintesi i punti di modernità apportati dal Ricasoli alla fattoria nei primi dodici anni di amministrazione privata. Introdusse per la prima volta la rotazione delle colture classiche e allargò il seminativo acquisendo nuove porzioni di terreni ai confini. Ristrutturò e ampliò la rete stradale interpoderale e costruì due nuovi poderi tra il 1868 e il 1870: S.Anna e S.Elisabetta, il primo toponimo coniato in ricordo della moglie Anna Bonaccorsi scomparsa nel 1853 e il secondo in onore dell'unica figlia Elisabetta morta nel 1865. Iniziò ad occuparsi del patrimonio zootecnico aziendale raddoppiando i capi in ogni podere con un occhio di riguardo per i bovini, all'epoca ancora identificati nei documenti come “razza indigena chianina”. Partecipò inoltre ad alcune mostre dove si aggiudicò premi e attestazioni per i tori da riproduzione del podere Fuga 1. È importante ricordare che per la zootecnia locale siamo agli albori della lunga sperimentazione che porterà agli inizi del '900 alla selezione della razza chianina. + - + - Per la prima volta i campi di cereali della fattoria di Abbadia verranno mietuti con le mietibattitrici meccaniche mosse dalla forza A vapore e fabbricate dall'inglese Clyton. Grazie al Ricasoli, la rivoluzione industriale era arrivata anche in Valdichiana, il futuro delle macchine a vapore (chiamate dal barone i “coloni di ferro”) che sostituivano gli uomini nei lavori era dunque iniziato (foto manifesto ditta Clyton primo faldone). E ancora per la prima volta il Ricasoli sperimenta con successo ad Abbadia la coltivazione della barbabietola e del tabacco Spadone, due colture che nei decenni successivi e per quasi tutto il XX° secolo, faranno la fortuna di molti imprenditori agricoli in tutta la Valdichiana. Anche i rapporti con i suoi mezzadri saranno rivoluzionati da un rapporto diciamo così fedele al suo temperamento da barone di ferro. È infatti grazie alle sperimentazioni e innovazioni che il Ricasoli, come scrive Giulio Fè, riuscì ad invertire “repentinamente il vecchio metodo di produzione agricola per l'autoconsumo a quello della produzione per il mercato”. + - + - Un terremoto [devastante]che sgretolò l'antico modo di vivere e concepire il rapporto di mezzeria che fino allora i contadini avevano avuto con i padroni. L'inevitabile aumento di lavoro nei campi determinò secondo Fè la ricerca con i mezzadri di una “soluzione 'compromesso' cercando di ottimizzare il rapporto braccia - lavoro con gli ettari da coltivare, spostando intere famiglie da un podere all'altro, poi visti gli scarsi risultati e mantenendo fede alla sua indole di Barone di Ferro iniziò con mano pesante la politica della disdetta a quei contadini che mal si adattavano alle nuove esigenze padronali”. Un atto di forza che si concretizzò dopo le proteste di alcuni mezzadri addirittura con la pubblicazione nella Gazzetta del Regno (foto Gazzetta) di un documento con il quale in pratica il Ricasoli intimava ai suoi coloni di Abbadia di rispettare fedelmente il patto colonico. Articolo che ebbe non a caso un profondo significato politico e sociale e rivolto non solo ai poveri contadini che, come rivela con sagacia Giulio nel suo scritto, “difficilmente avrebbero potuto leggerlo”. + - + - I documenti dei faldoni non ci hanno rivelato i motivi dell'improvvisa vendita da parte del Ricasoli della sua metà di fattoria avvenuta il 12 agosto 1876 a favore del socio Pietro Bastogi. La leggenda vuole però che nel parco della villa i due nobiluomini abbiano estratto a sorte la cessione di alcune comproprietà pescando dal fondo di una tuba dei bigliettini dove era scritto il nome delle aziende da dividere: “questa a me e questa a te…”. + - + - La pubblicazione prosegue con un mio capitolo che riguarda ancora Bettino Ricasoli e la sua pur breve presenza alla guida dell'altra fattoria gemella, quella di Acquaviva, dove fu nominato amministratore delegato dalla società britannica Italian land and investment Company proprietaria della tenuta e della quale il barone era azionista. + - + - L'ultimo capitolo è uno scritto di Mariano Fresta ed è tratto da una bellissima intervista fatta da Giulio Fè ai coniugi Pepi, mezzadri alla Fila nel podere S. Anna. Grazie ai loro ancora nitidi e preziosi ricordi, questo capitolo ci proietta in un mondo ormai scomparso ma mai dimenticato dove ogni parola o episodio ricordato è un frammento della nostra storia che riemerge dal passato e che deve ricordarci e farci sentire ancora orgogliosi delle nostre radici. + - + - Chiudiamo questa presentazione con la promessa da parte dei Ricercatori Liberi Chianini di proseguire (se salute e costanza ci assisteranno) con la pubblicazione di altri numeri della rivista La Fattoria dell'Abbadia. Nuove pagine dove potranno essere divulgate le fatiche delle prossime ricerche sui restanti faldoni dell'archivio Ciuffi e che, a grandi linee, saranno suddivise in base ai personaggi che insieme a Bettino Ricasoli hanno fatto la storia di questa fattoria: Pietro Bastogi, Giovacchino e Giovannangelo Bastogi, Italo e Varo Ciuffi. + - + - . + -

====== ====== [TOGLIEREI TUTTA LA PARTE CHE RIGUARDA ABBADIA, PERCHé HA POCO A CHE FARE CON IL RESTO. hO MESSO TRA PARENTESI QUADRE LE FRASI E LE PAROLE CHE, SECONDO ME , DEVONO ESSERE ESPUNTE; HO AGGIUNTO ALCUNE CORREZIONI USANDO TUTTO MAIUSCOLE PER DISTINGUERLE DAL RESTO.

1) formato cartolina Ferrania, archivio Laura Ciuffi
appunti/alessandro.txt · Ultima modifica: 09/07/2016 15:46 (modifica esterna)