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Albero delle cartelle




start:chi_siamo:ceccuzzi

MAURIZIO CECCUZZI

il mio indirizzo di posta elettronica: maurizioceccuzzi44@gmail.com

Invece le lettere cartacee che mi invierete dovranno essere indirizzate a Ceccuzzi Maurizio Loc. S.Pietro, via Lauretana n.175 Abbadia di Montepulciano(Siena)….Scusate,dimenticavo,questo era il mio indirizzo nel 1950(l'ho rilevato da una lettera che mio zio,Falciani Guido,scrisse al mio babbo per le Feste di Natale del 1950) Dimenticavo:lo zio Guido Falciani è del Cacioppa perchè i Falciani di Montepulciano(Bossona,Canneto,Martiena,S.Biagio ecc.) sono tutti del Cacioppa,mentre i Falciani della Chiana sono tutti di Fuso e di Fusino;ricordatelo sempre!!!!!!

Com’è nata Lettera ad una professoressa

Di Sandra Gesualdi

Due ragazzi di Barbiana volevano dedicarsi all’insegnamento, per questo, dopo la licenza media, svolsero presso la scuola di Barbiana il programma del primo anno delle magistrali e a giugno scesero a Firenze per sostenere l’esame come privatisti. Furono entrambi respinti in modo umiliante.

Per la scuola di Barbiana fu un duro colpo. In 10 anni di vita mai i suoi ragazzi erano stati umiliati in modo così forte, eppure ogni anno si presentavano alla scuola di Stato per sostenere gli esami da privatisti per le medie e li superavano tutti brillantemente. Alcuni di questi ragazzi erano stati preparati proprio da quei due respinti.

Lo stato d’animo di don Lorenzo e dei suoi ragazzi, di fronte alla bocciatura, traspare bene da questa lettera che scrisse subito dopo ad un professore di un Istituto Magistrale del Piemonte, che aveva espresso la sua solidarietà a seguito del processo subito dal priore per aver difeso gli obiettori di coscienza.

Barbiana 7 dicembre 1965 Caro professore, mi accorgo che lei è preside alle magistrali. La nostra tragedia, perchè l’istruzione che do io è disprezzata alle magistrali (e noi la ricambiamo con altrettanto disprezzo), ma diversi miei ragazzi vogliono dedicarsi all’insegnamento. Son corso a cercare le sue lettere precedenti ed ho visto che c’è una mezza promessa di venirci a trovare. La mantenga la prego. Basta che ci faccia un telegramma e le mandiamo una macchina a Firenze se preferisce o alla stazione di Vicchio. Vorrei che lei passasse qui una giornata intera o più giorni. Il difetto non è nostro, ma vostro perchè qui si imparano tutte cose importanti per essere domani maestri ed i ragazzi che escono di qui per fare i sindacalisti trionfano nell’ambiente. Quelli che vanno a lavorare all’estero in officina o anche in Italia si impegnano. Quelli che vanno alle magistrali vengono umiliati come ragazzini mentre vivono da anni (fin da piccoli) da adulti e adulti severi. Io vorrei che fossero interrogati da professori capaci di mettere in luce i loro valori e chiudere due occhi sulle anticaglie che ignorano. Poi vorrei che fossero interrogati da professori che onorano la maturità, la vocazione all’insegnamento, l’austerità di vita, l’analfabetismo dei genitori, la montagna con i suoi secoli di oppressione e di sofferenza, lo scrivere scarno e senza fantasie, la preparazione sindacale e politica, il coraggio di andare all’estero a 13,14,15 anni a lavorare e stringere la cinghia per conoscere a fondo lingue e mondi diversi.

Maurizio Ceccuzzi

nato

Sono nato a Montepulciano il 04/04/1944/alle ore 4 del mattino(così dice la leggenda).- Per essere più preciso sono nato a S.Pietro centro storico di Abbadia di Montepulciano e spero anche di passarci tutta la mia vita.-

curiosità

Dalla terrazza sul retro di casa mia vedo la casa di Luciano di Grillo(al Rigo)e quella di Luciano di Cencio (a Fonte al giunco).

passioni

il giardinaggio e scoprire e far crescere piante da giardino e da frutto anche le piu' antiche e meno belle, ma rare.-Dal 13 Giugno 2015 ho un capo giardiniere ossia mia moglie Giuliana e quindi la passione per il giardinaggio sta diminuendo in quanto sta diventando un lavoro a cottimo;speriamo che non adoperi il bastone.(non prendete troppo sul serio la mia riflessione).

Barbiana 7 dicembre 1965

Caro professore, mi accorgo che lei è preside alle magistrali. La nostra tragedia, perchè l’istruzione che do io è disprezzata alle magistrali (e noi la ricambiamo con altrettanto disprezzo), ma diversi miei ragazzi vogliono dedicarsi all’insegnamento. Son corso a cercare le sue lettere precedenti ed ho visto che c’è una mezza promessa di venirci a trovare. La mantenga la prego. Basta che ci faccia un telegramma e le mandiamo una macchina a Firenze se preferisce o alla stazione di Vicchio. Vorrei che lei passasse qui una giornata intera o più giorni. Il difetto non è nostro, ma vostro perchè qui si imparano tutte cose importanti per essere domani maestri ed i ragazzi che escono di qui per fare i sindacalisti trionfano nell’ambiente. Quelli che vanno a lavorare all’estero in officina o anche in Italia si impegnano. Quelli che vanno alle magistrali vengono umiliati come ragazzini mentre vivono da anni (fin da piccoli) da adulti e adulti severi. Io vorrei che fossero interrogati da professori capaci di mettere in luce i loro valori e chiudere due occhi sulle anticaglie che ignorano. Poi vorrei che fossero interrogati da professori che onorano la maturità, la vocazione all’insegnamento, l’austerità di vita, l’analfabetismo dei genitori, la montagna con i suoi secoli di oppressione e di sofferenza, lo scrivere scarno e senza fantasie, la preparazione sindacale e politica, il coraggio di andare all’estero a 13,14,15 anni a lavorare e stringere la cinghia per conoscere a fondo lingue e mondi diversi.

Insomma io vorrei dei professori che accogliessero i miei ragazzi con riverenza e invece ho trovato solo pozzi di chiusura al mondo esterno. Forse lei non ci può fare nulla, ma venga almeno a parlarci di questo problema.

Un saluto affettuoso da me e dai ragazzi suo Lorenzo Milani

Una nuova idea di programmazione del computer

Il lavoro è stato prodotto dagli hackers del punto paas di Abbadia
rielaborando il materiale liberamente distribuito da: 1)2)

Un idoneo punto di partenza dal quale procedere per vagliare il processo di produzione di sapere in rete può essere fornito dall'analisi delle linee guida del movimento hacker, osservando come nasce la condivisione di conoscenza (inizialmente da intendersi prettamente informatica) in Rete. Si ritiene dunque indispensabile dedicare particolare attenzione alle origini di questo movimento e al suo sviluppo, sia a livello storico sia a livello etico, in quanto gli hacker hanno il merito di aver inventato una vera e propria “pratica”: un modo ben preciso e peculiare di fruire la macchina informatica.

La storia del movimento ha inizio negli anni '50, negli Stati Uniti, attorno a due poli universitari fondamentali: la già citata Università di Berkeley e quella di Stanford, entrambe con sede in California. Altro punto nevralgico è da ricercarsi nel MIT (Massachusett Institute of Technology).

Come già detto, il momento particolarmente vivace dal punto di vista ideologico, con la diffusione di idee a carattere libertario, il fiorire di intelligenze acute e interessate all'ambito informatico e un mutamento tecnologico sempre presente furono tutti elementi indispensabili per costituire terreno fertile per la nascita di un nuovo movimento: giovane, un po' ribelle, tecnologicamente istruito.

Si può tentare una definizione di tale figura attingendo dagli studi di Manuel Castells. Il termine “hacker”, come rilevato dall'autore, viene spesso confuso, a torto, con quello del “cracker”, o del pirata informatico: «Gli hacker non sono ciò che raccontano i media. Non sono esperti informatici irrequieti, ansiosi di crackare codici, penetrare illegalmente nei sistemi o portare il caos nel traffico informatico. Quelli che si comportano così sono chiamati “crackers”1».

In realtà, l'hacker è colui che cerca di risolvere tendenzialmente un problema informatico che ha incontrato durante la sua “esplorazione” personale, un bug in cui si è imbattuto per caso. È colui che tende ad accrescere in maniera costante la propria conoscenza tecnologica per aver maggior padronanza di tecniche e linguaggi, in modo da essere in grado, poi, di ampliare o modificare a sua discrezione il software.

La storia degli hacker ha inizio dunque nelle università e, in particolare, tra i primi gruppi di studenti che si riunirono intorno all'Homebrew Computer Club di Berkeley, costituitosi nel 1973. Il loro sogno, più vicino a un'utopia forse, era quello di rendere l'informatica libera e aperta a tutti: a livello puramente tecnico, essi erano caratterizzati dal loro stesso scarso interesse per linguaggi di programmazione di alto livello e già troppo distanti dal funzionamento di base. Questo ha dimostrato quanto l'ideologia fosse fortemente radicata ai valori libertari e comunitari, in quanto si puntava ad un'informazione che doveva essere libera e condivisibile da tutti coloro che lo volessero, senza ostacoli o difficoltà tecniche.

Con la nascita e la diffusione di ARPANET, nella seconda metà degli anni '60, la Rete divenne il veicolo principale per la diffusione delle idee e delle prospettive hacker, e non solo. Ci fu, in breve tempo, la creazione di una vera e propria comunità di rete, una tribù legata da ideali e comuni obiettivi, in grado di mettersi in comunicazione attraverso la nuova tecnologia delle BBS, come si diceva ideata proprio all'interno dell'Homebrew Computer Club.

Ma osservando attentamente il movimento hacker si può notare come in realtà abbia vissuto due grossi momenti fondamentali: una prima fase, di tipo “etico”, e una seconda fase, per lo più “pragmatica”. Per il primo passo è essenziale l'operato di R. M. Stallman, mentre per la seconda si concentrerà l'attenzione su Eric Raymond.

Al di là del più generico desiderio di condividere informazioni e sapere, il movimento hacker si è contraddistinto per il progetto del “free software”, in altre parole quel software il cui codice sorgente è liberamente distribuito in modo che chiunque possa ampliarlo o modificarlo e a sua volta ridistribuirlo. Nel tracciare le linee-guida del profilo “etico” di questo nuova idea di diffusione informatica, è fondamentale, come si è detto, la figura di Richard Marshall Stallman.

La filosofia hacker

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start/chi_siamo/ceccuzzi.txt · Ultima modifica: 21/11/2016 21:51 da maurizio44