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progetti:pensami_grande:il_progetto

"PENSAMI GRANDE"

Perché educare all’autonomia .

La crescita di un individuo può essere vista come un graduale passaggio dalla dipendenza verso l'autonomia che diviene completa quando l'individuo diviene adulto.

Nella crescita verso l'autonomia, un ragazzo con disabilità incontra due tipi di ostacoli: da una parte ci sono le difficoltà legate al suo deficit, dall'altra atteggiamenti di paura e di ambivalenza dell'ambiente che interferiscono sul suo grado di autonomia potenziale, raggiungibile pur nella situazione di svantaggio.

Spesso i genitori o la gente che il ragazzo con disabilità incontra, a volte anche gli stessi operatori e insegnanti, sviluppano nei suoi confronti un atteggiamento assistenziale e protettivo che ne limita l'acquisizione di indipendenza. Si tende a compensare il disagio per il suo deficit, con maggiore affetto e con atteggiamenti più permissivi, viene ritenuto incapace e quindi bisognoso di assistenza e di qualcuno che operi al posto suo in ogni occasione.

E' nostra convinzione che un' educazione all'autonomia, sia di fondamentale importanza per lo sviluppo di una persona con disabilità e che una buona autonomia personale sia poi, andando avanti, prerequisito fondamentale per l'inserimento sociale e lavorativo.

Nell'ambito dell'autonomia esterna, molte conquiste sono difficilmente raggiungibili in ambito familiare, soprattutto quando tale problema viene posto in adolescenza, momento in cui i ragazzi iniziano a manifestare desiderio di distacco dei genitori e mal sopportano le loro richieste.

Allo stesso tempo anche per i genitori, riconoscere e accettare che i loro figli stiano diventando grandi è spesso difficile e tale processo va in qualche modo sostenuto.

Il tema quindi dell'educazione all'autonomia assume, un particolare risalto nell'età adolescenziale.

‎La struttura del laboratorio

Per delineare un percorso sull'autonomia, cercheremo di rispondere a due domande:

  1. “Quali sono le competenze minime essenziali per cavarmela da solo fuori casa?”
  2. Di che cosa ho bisogno per la mia vita quotidiana, per il lavoro, per il tempo libero?“.

Gli obiettivi da raggiungere di tale percorso sono:

  • comunicazione: saper chiedere, saper dare i propri dati, usare i telefoni pubblici.
  • orientamento: leggere e seguire indicazioni stradali, saper individuare punti di riferimento, riconoscere fermate di autobus, stazioni ferroviarie, ecc.
  • comportamento stradale: attraversamento, semafori.
  • uso del denaro: acquisizione del valore del denaro, riconoscimento, conteggio, corrispondenza prezzo-denaro, resto.
  • uso dei servizi: corrispondenza prodotto-negozio, supermercati, negozi di uso comune, bar, cinema, uffici postali, mezzi pubblici..

Autonomia non vuol dire solo acquisire alcune competenze, ma anche riconoscersi grandi e sentirsi tali. Passare dalla condizione di bambino a quella di adolescente, presuppone la motivazione nell'assumere nuovi comportamenti e nel superare le difficoltà.

Il clima del laboratorio dovrà essere quello di un ambiente ricreativo e gratificante, in cui i ragazzi si sentano protagonisti e vengano così anche rinforzati nell'assunzione del loro essere “grandi”.

Per questo sarà creato il “Club dei Ragazzi”a cui daranno un nome e potranno strutturare. Tale clima aiuterà i ragazzi nella loro identificazione come adolescenti e stimolerà la comunicazione e l'instaurarsi di rapporti di amicizia all'interno del gruppo.

Metodologia di lavoro

Nell'impostazione del progetto e nella scelta dei modi di realizzare il lavoro.

Sarà dato grosso peso alla motivazione come stimolo per ogni apprendimento, nella convinzione che ciò possa essere un ottimo motore per un insegnamento che parta e si collochi nel concreto. Questo vuole dire ad esempio contare i soldi per andare a fare merenda al bar, usare il telefono per contattare l'amico, chiedere informazioni per raggiungere un luogo dove si vuole passare insieme il pomeriggio.

Verranno fatte scelte di motivazioni reali e non finte. Nessuno di loro va volentieri a comprare il latte se c'è già in frigorifero o se sa che comunque ci andrà la madre se lui non si muove.

Questa modalità di rapporto rinforzerà nei ragazzi la convinzione di essere grandi e oggetto di fiducia da parte degli adulti.

Tanto più la situazione sarà vera tanto più i ragazzi si sentiranno coinvolti, importanti e spinti ad agire.

Inoltre altro aspetto fondamentale sarà il coinvolgimento attivo dei ragazzi nelle scelte e nella gestione delle attività

Anche questa scelta punta ad una incentivazione dei ragazzi ad agire correttamente e da grandi, rendendoli sempre di più protagonisti delle varie attività(come la decisione di che cosa prendere per merenda, o l'eventuale uscita da fare).

Spesso nella vita di questi ragazzi, anche quando viene proposto loro un ruolo attivo, questo viene sempre presentato come una forma di aiuto (“Mi aiuti a cucinare, mi aiuti a fare la spesa, ecc.”) un po' come si fa con i bambini con l'idea di renderli attivi, ma senza credere troppo nelle loro capacità. Essi avvertono questo e sono perciò spesso poco disponibili (“Perché devo farlo se ci sei tu ed io non sono necessario?”), atteggiamento che talvolta viene inteso invece come incapacità.

La scelta del laboratorio sarà quella di porre attenzione, a che il loro ruolo nelle varie attività sia sempre il più centrale possibile.

Ogni abilità da acquisire verrà vista, non in sé e per sé, ma sempre in relazione all'obiettivo finale dell'imparare a “cavarsela” e quindi scelta in funzione di esso e delle capacità o delle difficoltà del singolo ragazzo.

La metodologia di lavoro sarà caratterizzata da un approccio in cui ogni proposta nasca sempre dal riferimento agli obiettivi, all'analisi della situazione (ambientale e personale) e alle risorse.

Nello svolgimento delle attività saranno utilizzati “strumenti” che possono facilitare l'esecuzione di alcuni compiti e fungere da ausili per il raggiungimento degli obiettivi di autonomia scelti.

All'interno del gruppo saranno create le condizioni per parlare di temi interessanti per la loro età: amore e amicizia, lavoro, rapporto coi genitori. Si organizzeranno discussioni con particolare attenzione all'utilizzo di modalità di animazione che possano permettere la massima comunicazione possibile. A Torrita di Siena e coinvolgerà 8 ragazzi con due educatori professionali.

Organizzazione del laboratorio

Il Laboratorio di educazione all'autonomia si colloca nell'ambito del tempo libero e si strutturerà con un incontro settimanale (4 ore circa) da ottobre a giugno. si terrà il Giovedì dalle 15.00 alle 19.00 presso la Biblioteca Comunale di Torrita di Siena.

Gli operatori di riferimento saranno E.P. Mozzini Paola e Cencini Emanuela.

Gli operatori si incontreranno periodicamente per la supervisione e verifica degli obiettivi.

Durante l'anno, anche i genitori avranno la possibilità di partecipare all'esperienza dei ragazzi, incontrandosi con gli operatori sia in colloqui individuali, sia attraverso riunioni di piccolo gruppo in cui i genitori avranno modo sia di conoscere meglio che cosa succede durante le attività, sia di confrontarsi tra loro e con gli operatori (tempi e modalità personalizzati e concordati con le educatrici di riferimento).

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progetti/pensami_grande/il_progetto.txt · Ultima modifica: 07/07/2016 10:21 (modifica esterna)