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Albero delle cartelle




documenti:la_citta_diffusa

La città diffusa: rallentiamo?

Premessa

Gli evidenti effetti dei cambiamenti climatici in questa torrida estate 2017 confermano quanto sostenuto da una vasta platea di studiosi e cittadini sensibili alle tematiche ambientali circa il nesso esistente tra economia della crescita infinita, stili di vita collegati e conseguenze drammatiche per gli ecosistemi del pianeta Terra.

Indifferenza

La regione Toscana annuncia l'emergenza idrica. Mentre si celebra la giornata contro la desertificazione1), qualcuno stima che il 20% del territorio del nostro paese corre questo rischio. La notizia viene ignorata dal complesso sistema informativo del paese2) ma lascia apparentemente indifferenti anche i cittadini che si dovrebbero cominciare a porre delle domande.

Si può fare qualcosa?

Il Comune di Montepulciano si estende in un territorio che comprende alcuni centri abitati nei quali vivono la maggior parte dei cittadini dello stesso Comune. Si tratta di borghi, frazioni, solitamente cresciute lungo vie di comunicazione, che oggi sono diventate inferni d'inquinamento.

L'uso dell'automobile è inevitabile?

Pare di sì. Pare che per trasportare 80 kg di bipede sia assolutamente normale muovere 1 tonnellata o più di stufa a motore con quattro ruote. Se questo è inevitabile3), si può però ridurre la velocità a 30 km orari mitigando i suoi effetti nocivi.

Ripensare la viabilità

Occorre ripensare la viabilità partendo dai soggetti più indifesi che percorrono le nostre strade cioè i bambini, gli anziani, i diversamente abili, chi si muove o viene mosso in carrozzina, in bicicletta, a piedi. Ripensare la viabilità delle frazioni avrà lo stesso potere di educazione civica che ha avuto la chiusura del centro storico di Montepulciano capoluogo. Ripensare la vivibilità della città diffusa (le frazioni, appunto) è diventato un obiettivo indilazionabile.

I precedenti

Già alcuni anni addietro, ci fu la sollevazione dei cittadini di una frazione che appesero le lenzuola alle finestre per manifestare il loro disagio rispetto al traffico ed all'inquinamento della strada principale.
Da allora niente è stato fatto: lettera morta. Il rumore, il pericolo e l'inquinamento vissuti dai cittadini che abitano sulla strada principale o che la percorrono a piedi, in carrozzina e in bici, è diventato intollerabile. Dobbiamo dare o ri-dare al termine viabilità, il significato che deve avere per garantire un futuro vivibile nei centri urbani.

E se la strada è della provincia?

La strada è dei cittadini che la vivono, che ci abitano, di chi paga le tasse per la sua non-manutenzione, che la percorrono. Le province sono state abolite e quindi chi deve decidere?
Gli eletti nelle istituzioni locali, i “dirigenti” sensibili, se non altro, ai cambiamenti climatici, provino a smuovere le acque.

Documenti a supporto

Uno studio interessantissimo del 2011.
sicurezza 30 e lode.


1)
17 giugno 2017
2)
sono tutti assunti nei salotti del pettegolezzo televisivo
3)
ma sarebbe auspicabile
Potresti lasciare un commento se ti fossi autenticato.
documenti/la_citta_diffusa.txt · Ultima modifica: 23/06/2017 07:04 da cesiano