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blog:2018-05-22:l_attesa

L'attesa

di Giorgio Gaber
No, non muovetevi
c’è un’aria stranamente tesa
c’è un gran bisogno di silenzio
siamo come in attesa.

No, non parlatemi
bisognerebbe ritrovare
le giuste solitudini
stare in silenzio ad ascoltare.

L’attesa è una suspense elementare
è un antico idioma che non sai decifrare
è un’irrequietezza misteriosa e anonima
è una curiosità dell’anima.

E l’uomo in quelle ore
guarda fisso il suo tempo
un tempo immune da avventure
o da speciale sgomento.

No, non muovetevi
c’è un’aria stranamente tesa
e un gran bisogno di silenzio
siamo come in attesa.

Perché da sempre l’attesa è il destino
di chi osserva il mondo
con la curiosa sensazione
di aver toccato il fondo.

Senza sapere
se sarà il momento
della sua fine
o di un neo-rinascimento.

Non disturbatemi
sono attirato da un brusio
che non riesco a penetrare
non è ancora mio.

Perché in fondo anche il mondo nascente
è un po’ artista
predicatore e mercante
e pensatore e automobilista.

E l’uomo qualunquista
guarda anche lui il presente
un po’ stupito
di non aver capito niente.

L’attesa è il risultato, il retroscena
di questa nostra vita troppo piena.
è un andar via di cose dove al loro posto
c’è rimasto il vuoto.

Un senso quieto e religioso
in cui ti viene da pensare
e lo confesso ci ho pensato anch’io
al gusto della morte e dell’oblio.

No, non muovetevi
c’è un’aria stranamente tesa
e un gran bisogno di silenzio
siamo tutti in attesa.

L’Attesa di Giorgio Gaber

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blog/2018-05-22/l_attesa.txt · Ultima modifica: 22/05/2018 21:25 da cesiano